galleria sciarra

Una passeggiata fra le meraviglie nascoste di Roma – Galleria Sciarra

Wild Italy vi porta a scoprire le bellezze nascoste di Roma. Prima tappa: Galleria Sciarra

Fonte: StudioMuzi

Un’insolita quanto affascinante passeggiata attraverso le bellezze nascoste e sconosciute di Roma insieme a Wild Italy inizia oggi da Galleria Sciarra, un angolo liberty nel cuore di Roma, galleria pedonale di passaggio fra via Minghetti, vicolo Sciarra e piazza dell’Oratorio, nello storico rione Trevi.

Un po’ di storia…

La Galleria fu voluta e realizzata dal principe Maffeo Barberini-Colonna di Sciarra nel 1886, con l’ultimazione dei lavori nel 1888, data riportata in numeri latini anche nella cornice all’ingresso della struttura. In quel periodo Roma era appena divenuta capitale del Regno d’Italia e stava fiorendo un nuovo apparato burocratico oltre a nuove attività culturali, commerciali dell’alta borghesia romana, con un esponenziale aumento della popolazione cittadina. Tutto ciò fece nascere l’esigenza di nuovi spazi, di diverso respiro, abitativi e dedicati alla res publica.

In questo nuovo fermento architettonico vide la luce Galleria Sciarra che, in questo senso, rappresenta l’esempio più riuscito di quel frizzante e fiorente scenario sociale e politico. Infatti, la struttura nacque come raccordo fra le zone della residenza privata del principe e le sue attività, principalmente quelle redazionali de “La Tribuna” e “Cronaca Bizantina” oltre al Teatro Quirino.

L’architettura e gli affreschi

La struttura della Galleria, sconosciuta al fiume in piena di turisti che quotidianamente riempie le vie del centro romano, è un incontro di ferro e vetro e i suoi suggestivi affreschi che richiamano quel classicismo dello sfarzo papalino, risalenti al 1887 ad opera del pittore Giuseppe Cellini, con la tecnica dell’encausto, sono un inno alla figura femminile. Con il tema iconografico ripreso dal letterato Giulio Salvatori della “Glorificazione della Donna” infatti, le immagini dipinte in stile Liberty-Belle Epoque, rappresentano la figura femminile che incarna i più alti valori e virtù umani.

Nella parte alta della galleria si trovano raffigurate: La Pudica, La Sobria, La Forte, L’Umile, La Prudente, La Paziente, La Benigna, La Signora, La Fedele, L’Amabile, La Misericordiosa, La Giusta. Diametralmente opposte a quest’ultime, sono raffigurate invece scene di vita quotidiana la cui protagonista è sempre donna: La Cura del Giardino, Il Pranzo Domestico, L’esercizio Musicale, Le Opere di Carità, La Toletta e La Conversazione Galante. Questa sezione è un omaggio alla figura di Carolina Colonna Sciarra, madre del principe Maffeo, richiamata più volte dall’uso ricorrente della sigla CCS, come acronimo, negli scudi decorativi presenti insieme allo stemma di famiglia.

Fonte: MondoVagando

Il progetto dell’intera struttura fu affidato all’architetto Giulio De Angelis che coprì il cortile pedonale di forma quadrangolare con una volta di vetro e ferro battuto, ponendo agli ingressi imponenti colonne di ghisa.

Una curiosità…

Un curioso aneddoto che merita l’attenzione del visitatore-passante si trova nella parte inferiore degli affreschi che ornano la Galleria: in una delle scene, La Conversazione Galante, pare che l’uomo ritratto sia addirittura Gabriele D’annunzio, all’epoca direttore proprio della rivista letteraria “Cronaca Bizantina”. Un particolarità anacronistica, in quanto lo stereotipo femminile ritratto era diametralmente opposto all’immagine ideale che lo scrittore aveva della femme fatale, una donna decisamente più moderna ed emancipata.

Quindi, se vi capita di percorrere le vie del centro a piedi, dedicate un breve momento della vostra passeggiata a questo capolavoro dell’arte liberty che spunta nel cuore del Classicismo eterno della Capitale.

 

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About

Nata a Roma nel 1994, studia Economia e Management presso l'Università di Roma Tor Vergata. Contemporaneamente sta muovendo i suoi primi passi in uno studio commercialista. Appassionata di arte, musica e teatro e con il sogno di collaborare con un giornale. Wild Italy è la sua prima esperienza nel mondo del giornalismo. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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