galleria spada

Passeggiando fra le meraviglie nascoste di Roma – Palazzo Spada

Nuova tappa della nostra passeggiata nei luoghi più nascosti e affascinanti della Capitale è la Galleria Prospettica di Palazzo Spada nel cuore di Roma, attualmente in parte destinato a ospitare la sede del Consiglio di Stato.

Inquadramento storico-artistico di Palazzo Spada

Affacciato su Piazza Capodiferro, immerso nel vivace Rione popolare Regola, a pochi passi da Campo de Fiori, Palazzo Spada rappresenta un luogo particolarmente curioso da scoprire, un esempio originalissimo di architettura manieristica romana, a cavallo tra il Rinascimento e il Barocco. Il nome completo del palazzo, Spada Capodiferro, fa riferimento alle due famiglie che nel tempo si sono succedute nella proprietà. La costruzione infatti fu voluta nel 1548 dal Cardinal Girolamo Capo di ferro e fu, a distanza di più di mezzo secolo, poi acquisita dalla famiglia Spada.

Con il passaggio di proprietà, le decorazioni volute da Capodiferro vennero in buona parte modificate e sostituite con delle nuove rappresentazioni artistiche dal Cardinal Bartolomeo Spada, che fece apportare cambiamenti strutturali al palazzo oltre che alle numerose raffigurazioni di illustri personaggi nell’antica Roma, festoni di fiori e frutta, ghirlande, putti alati, statue delle divinità olimpiche e fregi con scene mitologiche e, ovviamente, anche allo stemma oggi rappresentato dai simboli della famiglia Spada, tre spade l’una sull’altra e tre gigli in testa, che hanno sostituito quelli che un tempo furono di Papa Paolo III Farnese, amico del Cardinale Capodiferro.

Il Palazzo ospita anche un gioiello del collezionismo del Seicento e Settecento: Galleria Spada. Il Cardinal Spada, conosciuto come grande mecenate e collezionista d’arte, volle fortemente realizzare la sua quadreria privata che a tutt’oggi ospita decine e decine di opere disposte secondo il gusto antico. I quadri infatti si susseguono sulle pareti senza alcun spazio tra l’uno e l’altro, disposti fitti in ordine di grandezza, i più grandi in basso e quelli di più piccole dimensioni nella parte più alta della parete, la quale vieni così interamente rivestita dalle pitture.

La prospettiva del Borromini

I lavori di ristrutturazione e ammodernamento voluti da Bartolomeo Spada furono seguiti e coordinati da Francesco Borromini, che regalò al palazzo la peculiarità per cui tutt’oggi è ancora conosciuto: la Galleria prospettica.

Spada commissionò l’opera, che venne poi realizzata nel 1653, per creare un parallelismo tra la vita mondana che induce i sensi in inganno e l’inevitabile e unica via di fuga dalla perdizione, la vita religiosa.

In che modo però il genio del Borromini che, come gli artisti di maggior spicco del Barocco, aveva assai caro questo tema, poteva pragmaticamente, attraverso un’opera architettonica, comunicare un messaggio dai connotati così astratti?

Così ricorre alla prospettiva e all’aiuto del matematico Padre Giovanni Maria di Bitonto. Si tratta di un corridoio lungo poco meno di nove metri, perimetrato da un colonnato con delle insolite peculiarità, nel cortile interno della residenza. Le colonne in stile dorico infatti, non procedono in parallelo ma convergono in un unico punto di fuga e vanno progressivamente ad avere un’altezza sempre minore, su di un pavimento mosaicato (i cui riquadri rimpiccioliscono in prospettiva) in salita con una pendenza di circa 60 cm, il tutto sormontato da un soffitto inclinato. Il punto di fuga dell’intera struttura è oggi rappresentato da un calco di una statuetta di un guerriero romano che fu posta nel fondo della galleria soltanto nel 1861, in sostituzione di un precedente dipinto.

Grazie a questi accorgimenti riconducibili alla tecnica della prospettiva solida accelerata, Borromini riuscì a far risultare la galleria lunga oltre 30 metri.

Trovandosi nel cortile della galleria dunque, è inevitabile avere la sensazione di percorrerla. Purtroppo non è permesso ai visitatori che, man mano che procederebbero verso il fondo, risulterebbero sempre più alti in proporzione alla statuetta che apparirebbe della sua reale dimensione, molto più piccola di quel che l’occhio aveva percepito da un’osservazione da lontano.

 

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Nata a Roma nel 1994, studia Economia e Management presso l'Università di Roma Tor Vergata. Contemporaneamente sta muovendo i suoi primi passi in uno studio commercialista. Appassionata di arte, musica e teatro e con il sogno di collaborare con un giornale. Wild Italy è la sua prima esperienza nel mondo del giornalismo. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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