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Mercedes vs Ferrari: le doppiette F1 che segnano una carriera

La storia della Formula 1 è stata sempre contrassegnata da duelli rusticani, senza esclusioni di colpi, come nell’era Senna, Prost e Mansell o dal monocolore che guidava la carovana, lasciando le briciole agli avversari.Schumacher Barrichello

Oggi ci soffermeremo sul dominio monocolore, il parallelo sarà tra le 24 doppiette F1 della Rossa di Maranello, con il duo Michael Schumacher e Rubens Barrichello, e le altre tante 24 doppiette F1 Mercedes, della premiata ditta Lewis Hamilton e Nico Rosberg, ovviamente record che potrebbe essere stabilito già nella stagione in corso.

FERRARI SINONIMO DI COLLABORAZIONE.

La Ferrari ha costruito il suo record nel periodo 2000-2005, nel quale Michael Schumacher ha totalizzato 49 vittorie e per ben 19 volte è arrivato davanti al suo compagno di squadra Barrichello. Il brasiliano, invece, è stato l’artefice delle 5 rimanenti doppiette, anche se nel gran premio d’Austria del 2002, il pilota di San Paolo dominò tutta la corsa ma per ordini di scuderia dovette lasciare la vittoria al tedesco, in quel momento leader della classifica generale.

Le doppiette del Cavallino Rampante hanno sempre avuto questa costante, non è mai stata una lotta tra i due piloti, ma una vera collaborazione.
Schumacher un martello pneumatico che dettava il ritmo e Barrichello un difensore arcigno, che non difendeva tanto la vittoria del compagno ma creava un solco sia di tempo effettivo sia in termini di punti mondiali con gli avversari.

Nel 2002 il sodalizio Ferrari realizza 9 doppiette, con Barrichello che arrivò 4 volte davanti a Michael Schumacher; gli avversari in quell’anno erano Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, anche se per i due porta colori della Williams divenne irraggiungibile anche Rubens Barrichello, diventato Vice-Campione del mondo. Epilogo analogo nel 2004, quando Barrichello, seppur vincendo una sola gara delle 8 doppiette (Gran premio di Monza) e nel complesso due gare nel mondiale, riuscì a diventare ancora vice-campione del mondo, con Schumacher che si aggiudicò, nel complesso, 13 gare in stagione.

MERCEDES E QUELLE DOPPIETTE F1 ANCORA DA SCRIVERE.

Discorso completamente opposto per le frecce d’argento, che in meno di 3 stagioni hanno eguagliato il record della Ferrari con la concreta possibilità di superarlo.

Sono state due stagioni molto intense, nelle quali Lewis Hamilton e Nico Rosberg non hanno solo monopolizzato il mondiale, 16 vittorie su 19 gare, ma non si sono mai risparmiati nei duelli, creando una divisione nella scuderia tedesca. In molte occasioni, sia Toto Wolff (Team Principal Mercedes) sia il presidente Niki Lauda sono dovuti intervenire da paceri con il diktat “portiamo a casa i mondiali piloti e costruttori e poi potete sfidarvi“.

Hamilton RosbergNon c’è mai stato gioco di squadra tra i due, con tutto che i due ragazzi hanno vissuto carriere parallele e, soprattutto, da grandissimi amici. Uno, Lewis, il bimbo prodigio; l’altro, Nico, il figlio d’arte di quel Kekè Rosberg campione del mondo F1 nel 1982.

Ora i due sono avversari, con due opposte fazioni, riscontrando simpatie ed antipatie da parte del pubblico. Lewis Hamilton è considerato l’antipatico, perché l’idea del bimbo prodigio l’ha sempre reso un privilegiato, come se avesse sempre la macchina migliore e, nell’immaginario collettivo, come se fosse “costantemente aiutato”, con un occhio di riguardo, dalla scuderia. Tutto ciò ha suscitato simpatie nei confronti di Nico, sempre molto pacato; un buon pilota, ma a volte vittima sacrificale, anche se per lunghi tratti della stagione 2014 il tedesco guidò il mondiale. L’incidente in Belgio poi, che causò la foratura della vettura di Lewis Hamilton, cambiò radicalmente la prospettiva generale, poiché, dopo tante polemiche, anche Rosberg cominciò a entrare nell’immaginario del “pilota cattivo”: celebri furono i fischi dei tifosi di Monza nel GP successivo all’incidente, nonostante le pubbliche scuse.

I primi due round (mondiali 2014 e 2015) sono stati assegnati all’inglese, che ha dimostrato di essere quel bimbo prodigio del quale si parlava quasi 10 anni fa. Ora Nico, che ha totalizzato 6 vittorie consecutive nelle ultime gare disputate, deve dimostrare di poter vestire i panni del figlio d’arte tanto decantato, e magari puntare anche alla Hall of Fame della F1. Chissà se il tedesco saprà infiammare, ancora di più, questo duello fantastico. La stagione 2016 è appena iniziata.


About

Nato nel 1988 e diplomato al liceo B. Pascal. Grande passione per la radio, lo sport e molto attivo negli ambienti delle attività dilettantesche nel regionale romano. Fin da piccolo amante delle quattro e delle due ruote. BLOGGER DI WILD ITALY


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