Meritocrazia? In Rai non sta di casa

La Rai scaccerà Ruffini: ormai è una certezza. Non si spiegherebbero altrimenti le dichiarazioni del Direttore Generale Masi che lasciavano intravedere questa cosa. Ruffini è stato, a parere di chi scrive e di chiunque abbia dato  una occhiata alla qualità dei programmi Rai Tre, uno dei più grandi direttori Rai degli ultimi tempi e di sicuro il migliore che Rai Tre abbia mai avuto. Partendo da uno share misero nel 2002, Ruffini è riuscito a promuovere dei programmi ottimi, in termini di qualità, e ad aumentare in modo vertiginoso lo share di una rete altrimenti destinata al fallimento.

Se Rai tre è ora la terza rete in Italia per share è solo grazie a Ruffini. È sotto la direzione Ruffini che sono comparsi su quella rete programmi di qualità come “Parla con Me” e “Blu notte” e la promozione di programmi di qualità come Ballarò e Report. Sempre importante è stata la permanenza della Satira sulla rete, a differenza delle altre reti dove la satira è stata epurata. Ricordiamo anche l’obbiettività della rete: il Tg3 è l’unico tg non censurato della Rai e l’informazione nei programmi di approfondimento arriva senza tagli. Il premio a Ruffini per il lavoro svolto è la sua rimozione.

A decidere la cacciata di Ruffini è stata ancora una volta la politica, che non rinuncia a mettere le sue manacce sulla Rai. Gran parte della colpa della cacciata di Ruffini è della attuale maggioranza. Maggioranza che non accetta critiche e neppure lo sviluppo di un pensiero personale grazie ad una informazione completa. Come giustificare altrimenti le censure ai tg Rai (escluso il TG3)? Proprio da Berlusconi vengono continuamente messi sotto accusa i programmi della rete, colpevoli di faziosità (a suo dire), che però io preferisco definire completezza. Proprio a causa della loro neutralità, la maggioranza li vorrebbe cancellare; per questo Ruffini dovrà andarsene. Anche il pd però ha le sue colpe. Se il pd avesse davvero a cuore il destino della Rai (e dell’unica rete ove può decidere il Direttore), terrebbe ben stretto a sè Ruffini, promuovendolo da qui all’eternità. Come al solito, invece, contano i giochini di corrente che hanno sfasciato il Pd e sfasceranno anche Rai Tre, non conta la bontà di ciò che si fa. Ma per sfasciare Rai Tre ci vorrà meno di quanto ci sia voluto per sfasciare il Pd. La rete, infatti, presto inizierà a perdere il suo carattere nazionale guadagnando, se così si può dire, un carattere federale. Questa ipotesi è sempre stata avversata da Ruffini, poiché la condannerebbe a perdere i suoi programmi di successo e la trasformerebbe in una tv tipo Telepadania. A tutto vantaggio di Mediaset, che avrebbe invece ben tre reti nazionali contro le due reti Rai.

A questo punto una domandina sorge spontanea. Quanto tempo resta ancora alla Rai?

GIORGIO MANTOAN



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