Metallica live al Palalottomatica, Roma 24/6/2009

Grande evento nel panorama heavy metal per l’estate 2009: i Metallica tornano in italia per ben due date, a Milano il 22 giugno, e a Roma il 24.

Abitando nella capitale ed essendo un grandissimo fan dei Four Horsemen, è stato d’obbligo per me essere presente per il secondo concerto, tenutosi al Palalottomatica.

Per chi non lo sapesse, i Metallica sono tra i gruppi più importanti del metal mondiale, precursori del genere trash-metal e autori di dischi capolavoro quali Master of Puppets, Ride the Ligthing e and Justice for All: la loro calata nel nostro paese fa parte del tour mondiale del 2009, organizzato per promuovere il nuovo album, Death Magnetic, uscito ormai circa un anno fa.

Ad accompagnare il quartetto di Los Angeles in giro per il mondo, sono due ottime band del panorama metal non più underground da qualche anno, cioè i Lamb of God, gruppo groove metal statunitense con forti influenze dai Pantera, e i Mastodon, certamente più sperimentali e meno massicci dei colleghi.

Sono proprio questi ultimi a dare inizio allo show romano intorno alle 18 e 30: purtroppo però assieme al gruppo fa la sua entrata in scena la pessima acustica del palazzetto, che penalizza non poco l’ esibizione, rendendola per molti un’ accozzaglia di suoni indistinti, con chitarre quasi irriconoscibili e una voce con la parvenza di un grugnito. Anche se la performance dei Mastodon è stata rovinata dall’ audio, grazie ad essa abbiamo avuto un’ idea di come potrà essere il concerto dei Metallica: un palco sferico al centro dell’ arena, con i componenti del gruppo che si spostano di volta in volta per rivolgersi a tutto il pubblico.

Dopo poco tempo dall’esibizione della prima band, ecco che arrivano i Lamb of God, che tirano su il morale del pubblico con una prestazione più che buona: l’audio (pur se migliorato) non rende giustizia alle qualità dei 5 musicisti, che comunque hanno il merito di rendere molto piacevole l’attesa per gli headliner.

Finita l’ ora di concerto dei Lamb of God, tutti sono in trepidazione per la band più attesa; ed ecco che, dopo l’emozionante intro firmato Ennio Morricone, fanno la loro comparsa i Metallica, che rompono gli indugi con That Was Just Your Life, seguita da The End of The Line, entrambi pezzi del nuovo album.

Un esordio di grande impatto, favorito anche dal miglioramento dell’ impianto audio, che era in precedenza davvero scadente. Dopo questa doppietta, ecco che arriva una canzone stupenda e sentitissima per me cosi come per tutta l’arena: Creeping Death, pezzo forte di Ride the Ligthing, rappresenta appieno lo stile del gruppo, con quel riff cosi trash e pungente, seguito poi dal momento in cui l’atmosfera si fa più cupa e compassata e il pubblico scatena la sua passione, gridando a squarciagola “Die!!, Die!!,Die!!” in un tripudio di partecipazione.

Da qui in poi la scaletta si fa ottima ma non eccezionale, con molte canzoni di Death Magnetic come Brocken Beat and Scarred, Cyanide, The Judas Kiss e The Day That Never Comes (alcune ottime come le ultime 2, altre alla lunga ripetitive) e altri pezzi storici e non, tra i quali la famosissima One, le meno significative Of Wolf and Man e No Leaf Clover; da segnalare invece è Sad But True, ben eseguita e particolarmente sentita dal pubblico.

Sul parterre si è scatenato di tutto al momento di Master of Puppets, vero e proprio inno dell’ heavy metal, seguita dall’ottima Dyers Eve, e da classiconi sempre apprezzatissimi dal pubblico come Nothing Else Matters e Enter Sandman, dove fanno la loro comparsa anche fiamme on-stage, oltre ad un affascinante gioco di luci presente in tutte le canzoni.

A questo punto dopo la solita finta fine del concerto (fatto comune a tutte le lunghe esibizioni di gruppi importanti e per quanto mi riguarda evitabile) James Hetfield annuncia l’ esecuzione di una cover: è Stone Cold Crazy dei Queen, più volte eseguita dai Metallica nel corso della loro carriera. Poi è la volta di Phantom Lord, canzone presa da Kill ‘em Al, primo storico album del gruppo, da cui proviene anche Seek and Destroy, eseguita tra l’ immensa partecipazione del pubblico che sa che quello sarà l’ ultimo brano della serata.

Personalmente ho trovato un gruppo molto in forma e desideroso di regalare a Roma un grande spettacolo, che si è svolto nel migliore dei modi, tra canti a più non posso degli spettatori, grandi effetti speciali con tanto di lancio dei palloncini nel finale, e una sinergia compatta e costante tra i Metallica e il suo pubblico, ora come vent’anni fa.

Scaletta Concerto:

01. That Was Just Your Life
02. The End Of The Line
03. Creeping Death
04. Of Wolf And Man
05. One
06. Broken, Beat And Scarred
07. Cyanide
08. Sad But True
09. No Leaf Clover
10. The Judas Kiss
11. The Day That Never Comes
12. Master of Puppets
13. Dyers Eve
14. Nothing Else Matters
15. Enter Sandman
16. Stone Cold Crazy
17. Phantom Lord
18. Seek & Destroy

TOMMASO BUZZELLI

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