Milano-Mazzette

Milan l’è sempar la gran Milan, dice il proverbio. Ripensando a quanto avvenuto mercoledì 10 febbraio, si riscopre come i nostri avi avessero ragione. Quando Bettino Craxi era ancora in Italia, Milano era un formicaio di corrotti e corruttori; da allora non è cambiato molto sotto il plumbeo cielo meneghino. La vicenda più recente viene portata alla luce l’undici febbraio scorso: il consigliere comunale e presidente della commissione urbanistica, Camillo “Milko” Pennisi  (PDL) è stato colto dalle Fiamme Gialle, in flagranza di reato, mentre intascava una piccola “mazzetta” da 5.000€, contenuta in un pacchetto di sigarette.

La Guardia di Finanza aveva ricevuto alcune settimane prima una soffiata da un imprenditore milanese, Mario Basso, al quale era stata richiesta una tangente per <<essere riconoscenti a 2,3 membri della commissione >> che doveva vagliare lo sblocco di un appalto. Dopo essersi recato presso la caserma locale, ha deciso di fare “da esca” e, avvalendosi di una telecamera nascosta, ha filmato l’incontro con Pennisi fino all’irruzione degli agenti al momento della “transazione” e dell’arresto.

Oggi [16 febbraio,N.d.R.] il gip Luerti ha convalidato l’arresto per concussione e il fermo, poiché si ritiene che il soggetto, a piede libero, potrebbe inquinare le prove. Inoltre è stato richiesto di approfondire le indagini in quanto si ritiene probabile che questa sia solo una punta di un iceberg che riunisce i settori della politica, dell’edilizia e della sanità.

La reazione del mondo politico milanese è univoca: i diversi esponenti del Comune hanno espresso la loro fiducia nella magistratura e solidarietà “umana” per il tangentista (SIC!!). Il vicesindaco Riccardo De Corato ha poi asserito che ogni  paragone storico a Tangentopoli sia esagerato e che <<qui siamo di fronte a un episodio su cui la magistratura farà chiarezza>>.

Avvilisce notare come nella nostra società per poter svolgere il proprio lavoro si sia costretti a dover ricorrere a tali mezzi, ma tanto può la fame o la brama di denaro. Il caso infatti non è isolato (nonostante le affermazioni dell’ex esponente MSI De Corato): il procuratore generale Mario Ristuccia e il presidente della corte dei conti Tullio Lazzaro hanno pubblicato i dati di alcune ricerche sugli aumenti dei casi di corruzione e concussione: i primi sono saliti del 229% circa, i secondi del 153%.[1]

Ancora peggio Trasparency International ha posto il nostro paese al 63 posto, dopo il Botwana.

Quando iniziano a mancare le parole per chiudere questo articolo, usare le parole di Maria Loi può essere illuminante: << dalla relazione di Restuccia è emerso che Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia sono le regioni dove i reati di corruzione e concussione sono più diffusi. Chiaramente la corruzione attrae il crime organizzato e lo incoraggia a partecipare a scambi corrotti e a fare prosperare le attività illecite. Questo che cosa significa? Che il comportamento corrotto è oramai diventato accettabile sul piano sociale alterando la percezione dei diritti>>.

MAX ZUMSTEIN

[1] [Cfr. dati http://www.dirittodicritica.com/2010/02/18/corruzione-229-e-litalia-del-fare/ ]



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