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Military Wives, lo spettacolo come antidoto alla solitudine

In concorso alla 14^ Festa del Cinema di Roma Military Wives è una storia incredibilmente umana e per questo incredibilmente sincera. Un realismo bello, fresco come le vite delle coriste.

 

“We don’t have the privilege to be against the war. We’re married to it”. O per meglio dire: “Non abbiamo il privilegio di essere contro la guerra. Ci siamo sposati”. Sbarca alla 14^ Festa del Cinema di Roma, dopo un passaggio apprezzato al Festival di Toronto, Military Wives, pellicola diretta dal candidato all’Oscar Peter Cattaneo (già regista dell’imperdibile Full Monty).

Protagoniste del film sono Kristin Scott Thomas (The Party, L’ora più buia, Tomb Raider) e Sharon Horgan (Man Up, Game Night – Indovina chi muore stasera?), insieme anche a: Jason Flemyng, Amy James-Kelly e India Ria Amarteifio.

SINOSSI.

Inghilterra. In una base militare un gruppo di mogli cerca di capire come impegnare il proprio tempo nell’attesa che i rispettivi mariti tornino dall’Afghanistan dove sono in missione. Tra queste spiccano Kate (Kristin Scott Thomas), fredda e poco incline al divertimento, e l’irriverente Lisa (Sharon Horgan). Le due, dopo litigi e divergenze di opinioni, decidono di coinvolgere le donne per formare un coro, il primo coro delle “Military Wives”.

LE “EREDI” DI FULL MONTY.

Era il 1997 quando Peter Cattaneo raccontava la storia dei disoccupati/spogliarellisti di Full Monty. A distanza di 22 anni torna dietro la macchina da presa per raccontare un altro aspetto del potere che lo spettacolo può avere nel risollevare gli animi di persone in difficoltà.

Sharon Horgan. Fonte: The Times

Questa volta sceglie di partire da una storia vera, quella proprio del coro Military Wives e del successo discografico targato UK che ebbe nel 2011.

Le donne rappresentate sono donne consapevoli di essere sole, di vivere le proprie esistenze nell’attesa che giunga la brutta notizia, che venga loro comunicata la dipartita del proprio marito, fidanzato. La preoccupazione costante che si vive anche quando vibra un cellulare traspare e arriva in tutta la sua pienezza allo spettatore.

Si percepisce la necessità che ciascuna di loro nutre nel trovare qualcosa che permetta di non pensare “al peggio”. Anche Kate e Lisa non sono da meno. Kate vive con il dolore mai affrontato per la morte del figlio, anche lui arruolato e sfoga la sua frustrazione comprando – mentre il marito è in missione – oggetti nelle televendite. Lisa, al contrario, vive la lontananza rifugiandosi nell’alcol, nei film divertenti e cercando un rapporto con la figlia con la quale non riesce a comunicare.

Incaricata dai militari di organizzare nuove attività per le donne, Lisa prova a immaginare ciò che le sembra maggiormente familiare quindi serate cinematografiche a base di alcol e cibo spazzatura. Prospettiva che non esalta Kate, decisa a trovare qualcosa per cui valga la pena impegnarsi.

Dopo alcuni tentativi falliti di club di maglia e uncinetto, ecco spuntare l’idea del coro.

UNA STORIA INCREDIBILMENTE UMANA E SINCERA.

Military Wives funziona per più di una ragione. Funzionano le due protagoniste, innanzitutto. Kate e Lisa sono quasi agli opposti e ciò le porterà a lottare per affermare la propria supremazia sull’altra con dialoghi e scene che strappano più di una risata. Funziona perché, mostrando questo “mondo”, cioè come le donne coinvolte nel coro reagiscono all’abbandono e alla lontananza, non giudica il loro vissuto, non cerca di edulcorarlo.

In Military Wives si ride molto, si riflette, ci si emoziona. Non è la classica commedia mainstream strappalacrime. E’ il racconto di un gruppo di donne che decide di non cedere alla depressione, alla tristezza e di impegnarsi per realizzare qualcosa di significativo. Una formula vincente, che funziona e che è stata già testata in maniera simile anche in Calendar Girls. La classica narrazione che sai dove andrà a parare eppure la segui con un insolito interesse.

E’ una storia incredibilmente umana e per questo incredibilmente sincera di persone che vogliono farsi forza l’un l’altra per un obiettivo comune. Un realismo bello, fresco così come sono le vite delle coriste.

Military Wives non vuole essere null’altro che quello che è. Nessuna ambizione, nessuna pretesa. E proprio per questo porta a casa il risultato.

 

Military Wives sarà nei cinema dal 12 marzo 2020, distribuito da Eagle Pictures


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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