Millennium - Quello che non uccide

RomaFF13, Millennium – Quello che non uccide: un’occasione mancata

Millennium – Quello che non uccide non regge il peso delle aspettative. Un nuovo capitolo che diventa blockbuster adrenalinico hollywoodiano perdendo d’efficacia. Peccato

 

Dove eravamo rimasti. A 7 anni da Millennium – Uomini che odiano le donne, pellicola diretta da David Fincher tratta dalla trilogia letteraria di Stieg Larsson, Lisbeth Salander torna sul grande schermo con Millennium – Quello che non uccide, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da David Lagercrantz (colui che ha preso il testimone di Larsson). Il film è stato presentato ieri nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma.

Dietro la macchina da presa, questa volta, l’uruguaiano Federico “Fede” Álvarez, alla sua terza prova con un lungometraggio. Nei ruoli principali del cast, invece, troviamo: Claire Foy (Ogni tuo respiro, Unsane, First Man – Il primo uomo), Sverrir Gudnason (Borg McEnroe), Sylvia Hoeks (La migliore offerta, Blade Runner 2049), Stephen Merchant (Logan – The Wolverine).

Fonte: quinlan.it

SINOSSI

Lisbeth Salander (Claire Foy) è una giovane hacker che vive a Stoccolma. Si occupa di “riparare torti” subiti da donne vittime di violenza e anche di compiere attacchi informatici su commissione. Un giorno viene assoldata da Frans Balder, uno scienziato informatico, per rubare un software da lui stesso creato poiché – nelle mani sbagliate – potrebbe compromettere il futuro dell’umanità. Lisbeth però non è la sola che cerca questo software…

Un film che non regge il peso dei “capitoli precedenti”.

Il grosso problema di quando ci si trova a che fare con una trilogia letteraria e/o cinematografica avviata è che i “fan” metteranno il tuo lavoro sul piatto della bilancia per vedere se regge il paragone.

Di Millennium, per il grande schermo, non si tratta solo di tre episodi (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta) usciti in Italia tra il 2009 e il 2010 ma anche di un remake. Un anno dopo, infatti, negli Stati Uniti – visto il successo dei primi film – si decide di rifare Uomini che odiano le donne, affidando la regia, come detto, a David Fincher.

Ma non solo. La sfida è reggere il peso, per quanto riguarda la protagonista, di due interpreti che hanno vestito precedentemente quei panni (Noomi Rapace e Rooney Mara).

Insomma, la strada era in salita ancor prima di cominciare. 

Fonte: The Wrap

Nonostante il lavoro di sceneggiatura “a 6 mani” (Jay Basu; Steven Knight, già sceneggiatore de La promessa dell’assassino e lo stesso regista Alvarez) che mira a rinverdire il personaggio di Lisbeth sganciandosi da quanto fatto fino a quel momento, Millennium – Quello che non uccide rimane schiacciato dal peso delle aspettative.

In questo capitolo si decide di lavare via l’aria del “giallo da Nord Europa” per aprirsi a un pubblico decisamente più largo, da blockbuster targato Hollywood. 

LISBETH SALANDER COME JAMES BOND?

La Lisbeth interpretata da Claire Foy ha poco dell’investigatrice che ricordiamo nei libri e nei precedenti film e molto dell’agente segreto che resiste a tutto. Una sorta di Tom Cruise al femminile. O di James Bond, se si preferisce.

Il mantenere solo i nomi dei protagonisti ma aver cambiato il resto sminuisce e diminuisce di molto l’efficacia del lavoro. L’effetto è quello di un film d’azione denso di adrenalina ma privo, in alcuni passaggi, di logica e di verosimiglianza. 

Anche i fantasmi della protagonista, i demoni del suo passato, sono scontati e prevedibili. Nulla lascia in sospeso lo spettatore perché già si prevede il possibile epilogo della storia.

Fonte: Warner Bros Italia

In questo contesto non sopravvive la bella e brava Claire Foy. Anche se la sua trasformazione è impressionante (in poco più di un anno è passata da essere la Regina Elisabetta II d’Inghilterra nella serie Netflix The Crown a un hacker post-punk) purtroppo la sua performance è penalizzata e appiattita dall’impronta che viene data al film.

Neanche il giornalista Mikael Blomkvist “se la passa bene”. Il suo ruolo, da sempre in primo piano sia nei libri che nelle trasposizioni al cinema, con Sverrir Gudnason (apprezzatissimo nei panni di Björn Borg in Borg McEnroe) per gli stessi motivi di Lisbeth diventa sciapo, inesistente e di contorno rispetto al resto.

Millennium – Quello che non uccide cerca di inserirsi in un solco già tracciato e lo fa con un lavoro oltremodo eccessivo, rivolgendosi a un pubblico che cerca da un film solo puro intrattenimento adrenalinico e nient’altro. Un vero peccato.

Millennium – Quello che non uccide sarà nei cinema dal 31 ottobre, distribuito da Warner Bros Italia.

 

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'RomaFF13, Millennium – Quello che non uccide: un’occasione mancata' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares