Mills e il Male Minore

Nel TG1 di questa sera ci è stata dedicata addirittura una frase in studio, notizia già di per sé, quindi forse starete esultando anche voi con i pidiellini per la caduta in prescrizione del processo Mills, appena giunto in cassazione, dopo il rifiuto dell’appello. Il reato è stato confermato, ma è stato concesso il favor rei, dato il dubbio sulla data dell’effettiva ricezione dei 600 milioni di lire (fine 1999 o inizio 2000) e quindi concessa la prescrizione.

La Russa et al. esultano per la sentenza. Denis Verdini, coordinatore PdL: “È questo il prezzo che si deve pagare, anche a danno del contribuente, per l’incredibile persecuzione giudiziaria di cui è fatto oggetto il presidente del Consiglio. Per fortuna esiste una maggioranza silenziosa e autorevole della magistratura non militante che applica il diritto e non lo altera solo per sovvertire la volontà degli italiani”. Il diritto è stato effettivamente applicato. Confermando la colpevolezza dell’indagato, anche la “silenziosa maggioranza” dei giusti, che evidentemente sono quelli che non mettono in galera Silvio, non importa come, ha implicitamente confermato anche la colpevolezza del Cavaliere, ma quello che evidentemente interessa a loro non è la sostanza (Silvio ha corrotto Mills secondo tutti e 3 i gradi di giudizio), ma il risultato (niente condanna).

L’aria è quindi un po’ più serena per Silvio, perché si allontana sempre di più la prospettiva di una condanna definitiva. Tuttavia, a causa del Lodo Alfano e delle sacre ferite di guerra provocate da un pazzo maligno assatanato comunista sobillato da TravaglioDiPietroSantoro, i termini per la sua prescrizione sono slittati di un anno e 45 giorni, ed in ogni modo il suo procedimento è ancora al primo grado di giudizio, grazie agli impedimenti, alle scartoffie, ai cavilli e ai lodi, e quindi sarà impossibile che si giunga in cassazione. Il nostro eroe è quindi ancora una volta in una botte di ferro.

E poi tra poco più di una settimana arriva in senato l’attesissimo “Legittimo Impedimento”, nuovo nome della legge salva-propaggine-inferiore-del-premier, che, seppur sospendendo essa stessa la prescrizione, bloccherebbe nuovamente i processi, allungando nuovamente i termini per giungere alla conclusione di anche solo qualcuno dei procedimenti in corso. Non vi sono dubbi che anche questa passerà, data la collaudata tecnica, già proposta in passato con il Lodo Alfano e il Blocca Processi, consistente nel promuovere una legge abominevole distruggi giustizia (in questo caso il Processo Breve), di cui beneficerebbe anche Silvio e contemporaneamente una leggina che lascerebbe tutto immutato, salvando solo il regal deretano del Sultano. E la voteranno tutti, ammaliati dal “Male Minore”.

SIMONE



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