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Mirai, Mamoru Hosoda racconta con sensibilità il rapporto tra fratelli e sorelle

La nuova stagione degli anime al cinema parte con Mirai di Mamoru Hosoda, che ci catapulta nella vita domestica di un giovane nucleo familiare

 

La nascita di un figlio è un momento speciale per una coppia. Un momento di cui – soprattutto col tempo – si tende a ricordare tutto ciò che è bello. L’amore immenso che non si pensava di poter provare, la gioia di vedere il proprio frugoletto crescere e apprendere, il calore generato dall’aver dato vita a una nuova famiglia. Più raramente i racconti si soffermano sulle difficoltà della genitorialità, quali il sonno perduto, la mente e il fisico che vacillano, i dubbi sull’essere o meno un buon genitore o, nel caso della venuta al mondo di un secondogenito, la possibile gelosia del primo figlio.

A trattare questi argomenti un po’ taciuti è Mirai, nuovo anime di Mamoru Hosoda (The Boy and the Beast), già proiettato e apprezzato in anteprima mondiale alla Quinzaine des Réalizateurs di Cannes 2018 e ora nelle sale italiane per tre giorni dal 15 al 17 ottobre 2018.

Tra realismo e fantasia

Mirai di Mamoru Hosoda

Mirai (in giapponese “futuro”) è il nome della sorellina appena nata di Kun-chan, bambino che per la prima volta si trova a dover dividere l’attenzione dei genitori, soffrendone. La gelosia verso la sorellina lo porta a finire sovente scaraventato in un mondo di fantasia, in cui incontra il proprio cane in forma umana, i genitori in altre fasi della loro vita, vecchi parenti e soprattutto una versione adolescente di Mirai.

«C’è un filo comune nei temi dei miei film: La ragazza che saltava nel tempo era sulla giovinezza, Summer Wars era sulla famiglia, Wolf Children era sulla maternità, The Boy and the Beast era sulla paternità, e il mio nuovo film è sul rapporto tra fratelli e sorelle. Mirai parla di un bambino che sta provando a reclamare l’amore dei genitori». Così ha raccontato a Variety Mamoru Hosoda, che per scrivere e dirigere Mirai si è ispirato alla sua esperienza personale di padre di due figli.

Avvalendosi di un’animazione molto curata in cui anche i dettagli hanno la loro importanza, Mamoru Hosoda ci porta a privilegiare il punto di vista del quattrenne Kun-chan, attraverso i cui teneri occhi viviamo lo shock causato dall’arrivo in casa della neonata Mirai. Siamo all’interno di un mondo domestico e ad altezza bambino, fatto di casa, scuola e qualche uscita al parco. Un mondo sì realistico nei suoi piccoli drammi familiari in cui anche uno sguardo in meno da parte dei genitori diventa una tragedia da sfogare con il pianto, ma che si apre al respiro del fantastico quando Kun-chan per riuscire ad accettare i cambiamenti nell’assetto familiare finisce per incontrare figure educative che sembrano provenire da un sogno a occhi aperti.

Viaggio nel tempo per scoprire se stessi

Kun-chan si ritrova infatti catapultato avanti e indietro nel tempo viaggiando tra passato, presente e futuro, venendo a contatto con figure familiari che lo aiuteranno a “crescere” e a sviluppare una maggiore empatia nei confronti dei suoi genitori – di cui troppo spesso è difficile comprendere le motivazioni – e nei confronti di quella sorellina vista come il “nemico” quando invece potrebbe essere la migliore alleata.

Mirai di Mamoru HosodaIl nucleo familiare descritto dal regista è un nucleo familiare moderno, con un papà che lavora da casa e che spesso si occupa da solo dei piccoli e dell’abitazione mentre la mamma è a lavoro. Focus della narrazione per Mamoru Hosoda è dunque sì il bambino – per quello che risulta una sorta di racconto di formazione – ma anche in seconda istanza la madre e il padre di Kun-chan. Genitori che oltre che con i lamenti e capricci del primogenito, devono vedersela con giornate piene di lavoro domestico e professionale da portare avanti, tra stanchezza e preoccupazioni.

Dimenticatevi quindi di robottoni, supereroi o trame intricate. Mirai è un anime “piccolo” e delicato, una commedia sensibile dalle venature sci-fi, condita da un pizzico di follia e qualche momento commovente. Un’opera perfetta per quei neogenitori che si sentono magari inadeguati, ma capace di parlare anche al resto del pubblico. Quel pubblico che sa o non si è dimenticato cosa significhi essere un bambino.

Mirai sarà nelle sale italiane solo il 15-16-17 ottobre 2018, e inaugura la stagione degli Anime al Cinema distribuita da Nexo Digital in collaborazione con Dynit, col sostegno dei media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID.
Elenco delle sale che aderiscono all’iniziativa su www.nexodigital.it.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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