Missione di pace un cazzo!

Questo vuole essere uno sfogo irriverente, senza peli sulla lingua e contrario ad ogni mia idea di articolo. Ma non è più possibile stare zitti di fronte alle menzogne che lo stato italiano ci propina ogni giorno.

Il 31 Dicembre è morto il tredicesimo, per il 2010, militare italiano impiegato sul fronte Afghano di GUERRA – e che nessuno si azzardi a dire la parola pace – raggiungendo il numero totale, dall’inizio della GUERRA (le ripetizioni di questa parola non sono casuali) di trentacinque vittime.
E allora sapete cosa vi dico? Vi dico che mi sono rotto le palle di sentire questi porci di politici di merda che continuano a rimestare in questa pantomima della “missione di pace” che vede ogni anno decine di caduti. Questa GUERRA spezza intere famiglie che non rivedranno più il loro figlio, marito o padre che per ideologia, convinzione o necessità monetaria – perchè non nascondiamoci dietro un dito, i militari impiegati all’estero prendono bei soldoni – partono con la speranza di tornare con le proprie gambe e proseguire una vita felice, ed invece rientrano in una cassa di legno massiccio portata da 6-7 commilitoni e con il suono di una tromba che straccia la voglia di vita dei loro parenti. Che distrugge ogni singolo cuore ed ogni singolo animo.

Delle mani del Capo dello Stato o del Ministro delle Difesa poggiate sulla bara, statene certi, ne farebbero a meno e anzi, se potessero, gliele taglierebbero perchè anche in quei momenti i protagonisti diventano loro che ripetono ogni cazzo di volta le stesse parole e che mettono in ombra chi in realtà avrebbe davvero bisogno di sostegno, cioè i familiari. E invece la TV ne approfitta e inquadra, imperterrita, il pianto infinito della madri che hanno perso un figlio, delle mogli che non rivedranno più il loro marito o di un figlio, che forse non se ne è ancora reso conto, ma che non conoscerà mai suo padre. Ma dopo questi primi piani la telecamera si sposta subito sul rappresentante delle istituzioni di turno che, volente o nolente, usa quel contesto per mostrarsi più umano e per raggranellare qualche voto in più.

E allora dico vaffanculo a tutti questi personaggi. Vaffanculo a La Russa che continua a dire grazie a queste persone: un grazie che non sentiranno mai, solo per colpa sua! Vorrei essere come Michael Moore che, per far capire ai dirigenti di stato americano che la GUERRA in Afghanistan è inutile perché persa in partenza, andava da loro a chiedergli se volevano arruolare il proprio figlio: indovinate la risposta. Perché, Ministro La Russa o anche Onorevole Di Pietro, non fa arruolare suo figlio, anzichè sistemarlo in poltrone calde e comode, così da poterlo ereggere a salvatore della Democrazia? Voglio una risposta, Cristo!
Vaffanculo a Berlusconi che approfitta di queste situazioni per fare campagna elettorale.
Vaffanculo a TUTTI quei politici bastardi, destra, sinistra e centro mangia pane a tradimento che non hanno la minima idea di che cosa voglia dire perdere un figlio, un marito, un padre o un fratello in giovane età. Quando ancora tutta la vita è davanti a te e speri, un giorno o l’altro, di poter stringere di nuovo quel corpo tornato a casa e dirgli “ci sei mancato!”.
Poi invece la realtà ti viene sbattuta in faccia con la stessa forza con cui quel proiettile o quella bomba ha ucciso la persona che ami. E allora non ti resta che stringere una mano fredda e inanimata di un corpo senza vita e irriconoscibile, tanto che ti verrebbe da dire che quello “non è lui!”, e dirgli, guardandolo per l’ultima volta e senza essere ricambiati, “ci mancherai per sempre”, accompagnato poi dalla melodia del “Signore delle Cime” fuori dalla chiesa che ti frantuma l’animo e ti ammazza dentro definitivamente…

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


'Missione di pace un cazzo!' have 1 comment

  1. 4 gennaio 2011 @ 2:41 pm Fra

    sono giunta alla conclusione che le parole non bastano più….


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