Molise: strascichi di berlusconismo.

Terzo mandato consecutivo per Michele Iorio. Il Molise si esprime così. Una riconferma stentata per il presidente uscente del Popolo della Libertà. Guiderà la Regione ancora una volta. Formigoni ed Errani hanno ben insegnato dunque, portando anche il Molise ai limiti della legalità dato che è vietata dalla legge la rielezione per più di due volte consecutive.

Ma parliamo di Michele Iorio e, dunque, è difficile sorprendersi. Stipendi altissimi per i consiglieri regionali, collasso del sistema sanitario, familiari ed amici spuntati ovunque per rivestire incarichi e ruoli importanti, una condanna della Corte dei Conti per la mala gestione dei fondi del terremoto e qualche altro guaio con la giustizia che fanno del re Michele l’alter ego molisano di Silvio Berlusconi. Proprio quel Berlusconi che, però, ha evitato di andare in Molise a sostenere di persona il suo gemello. Eppure Berlusconi, forse in molti non se lo ricordano, è stato eletto nel 2008 proprio nella circoscrizione Molise come deputato.

Tuttavia stavolta è stata dura per Michele Iorio. La vittoria è arrivata per un soffio. Con un astensionismo aumentato del 5%, che ha portato la regione Molise ad una partecipazione inferiore al 60%, Iorio ha vinto per lo 0,79% in più rispetto al candidato del centro-sinistra. Considerando, poi, che le sue liste hanno ottenuto il 53% delle preferenze rispetto al 47% di Iorio, è palese come il voto disgiunto ha voluto contestare l’impopolare Presidente. Un crollo evidente, soprattutto, rispetto alle precedenti elezioni, dove aveva raggiunto il 54%.

La carta vincente è stata ancora una volta la provincia di Isernia, che, nel corso del suo regno, si è vista sempre favorita rispetto a quella del capoluogo di regione Campobasso. Un 52% ha infatti manifestato la sua preferenza per Iorio. Dall’altra parte del Molise infatti le cose cambiano. Paolo di Laura Frattura, candidato alla guida del centro-sinistra, è tre punti avanti e si presenta come vincitore. Nella sola Campobasso il gap sale addirittura a 15 punti percentuali. E anche Termoli, seconda città della regione per numero di abitanti in provincia di Campobasso, vede un Frattura con più di 8 punti di distacco.

A questo punto è da chiedersi se Paolo di Laura Frattura sia stata una scelta sbagliata da parte dell’elettorato di centro-sinistra. Probabilmente, matematicamente parlando, la risposta è sicuramente no. Una sconfitta non netta e un aumento, anche se leggero, delle percentuali del centro-sinistra rispetto alle precedenti elezioni non hanno fatto registrare una perdita negativa da parte dello sfidante di Iorio. C’è un grosso però. In quanti hanno rinunciato a votare Paolo Di Laura Frattura, uomo ex Ioriano eletto per ben due volte al suo fianco e tra i fondatori di Forza Italia, in quanto in contestazione con una scelta di pura e semplice tattica anti-sinistra? Forse quello che manca in Molise è proprio questo: la volontà di creare un’alternativa di sinistra. Sicuramente più che a livello nazionale dove almeno si fa finta negli ambienti “democratici” di essere di sinistra. Al Molise manca il suo Nichi Vendola o il suo Pisapia. In Molise i candidati, anche per la piccolezza della circoscrizioni, sono scelti con la calcolatrice e non col cuore.

E così questa Regione vede sempre i più sorprendenti sconvolgimenti partitici: l’Unione di Centro ancora alleata con il PdL, Futuro e Libertà che scoppia e non si presenta, partiti come quello Socialista o l’ApI di Rutelli che hanno risultati ben più elevati rispetto a quelli nazionali e Sinistra e Libertà che stenta a farsi forza nel centro-sinistra.

Eppure c’è un dato in Molise che sorprende e da uno schiaffo a tutto ciò appena tristemente descritto. Il Movimento 5 stelle raggiunge, seppur non eleggendo un consigliere, il 5,6 %. Risultato mai visto nel Sud e nel Centro Italia dove i grillini si erano sempre fermati a percentuali bassissime, riuscendo a farsi strada solo nel Nord Italia. Ebbene, per una regione come il Molise, dove il voto si scambio è all’ordine del giorno, questo è un risultato straordinario, se pensiamo che addirittura nella sola Campobasso il Movimento è arrivato a quasi il 10% dei voti.

Ora facilmente si insinuerà che il voto ai grillini ha fatto perdere il centro-sinistra. Ma siamo sicuri che questi voti non provengano dall’astensionismo? Oltretutto il centro-sinistra ha visto una crescita rispetto alle precedenti elezioni, quindi sarebbe difficile spiegare come dei voti siano scapati da li per finire al 5 stelle. Ecco magari c’è da chiedersi come si faccia a preferire un ex-forzista e ex-ioriano ad un giovane come Antonio Federico, leader del Movimento, con nessun passato politico da rinfacciare. E con una voglia di abbattere la Casta da far tremare qualsiasi potentato partitocratico. Frattura avrebbe ridotto dell’80% gli stipendi dei Consiglieri Regionali? E avrebbe rinunciato al finanziamento pubblico dei partiti?

Ecco. La risposta credo che la sappiamo tutti. Soprattutto la sanno quegli elettori che, stavolta, hanno votato, nell’Italia che si è sempre retta sul meno peggio, finalmente, per il meglio.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


'Molise: strascichi di berlusconismo.' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares