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Mondiali di sci 2017: verdetti e speranze azzurre in vista di Pyeongchang 2018

La stagione dello sci 2016/2017 sta volgendo al termine. Con la chiusura della rassegna iridata delle discipline nordiche – lo scorso 5 marzo – abbiamo il quadro definitivo dei Mondiali di Sci 2017. Tra conferme, sorprese e tante emozioni, di sicuro la nazionale italiana voleva giocare un ruolo di primo livello nello scacchiere delle gerarchie. Ci è riuscita? Si poteva fare meglio? Cosa dobbiamo aspettarci in vista di Pyeongchang 2018, le prossime olimpiadi invernali? Proviamo a fare il punto della situazione.

Alpino: le donne la nostra speranza più grande.

Come ha certificato anche la stagione di Coppa del Mondo, le donne dello sci alpino sono la nostra maggiore sicurezza in vista delle prossime Olimpiadi. Lo erano anche prima dei Mondiali di goggia sankt moritzsci 2017 di Sankt Moritz. Purtroppo, nelle competizioni a gara secca, vale tanto anche la componente fortuna. Bisogna dire che le nostre ragazze in Svizzera non sono state di certo accompagnate dalla sorte.

L’unica medaglia, raggiunta in gigante dalla nostra sciatrice più forte, rappresenta un misero bottino. Si sperava sicuramente in qualcosa di più. Sofia Goggia, la punta di diamante della nazionale azzurra, ha portato a casa il bronzo, dietro ad avversarie del calibro di Tessa Worley e Mikaela Shiffrin. Sarà lei la donna copertina del nostro movimento tra 12 mesi. Ed è sempre lei la trascinatrice numero 1 per le altre.

Ciò che fa ben sperare è che le nostre atlete sono competitive in 4 specialità su 5. Gigante, SuperG, Discesa Libera e Combinata possono sicuramente portare tante gioie. Sofia Goggia e Federica Brignone sono sicuramente le più accreditate; ma le sorelle Curtoni, le sorelle Fanchini, Manuela Moelgg e Francesca Marsaglia completano una nazionale fortissima, che sarà sicuramente carica di responsabilità e pressioni a Pyeongchang 2018.

Inoltre, le gare preolimpiche coreane di quest’anno di Coppa del Mondo hanno visto trionfare per 2 volte su 2 Sofia Goggia (SuperG e Discesa Libera), davanti a una certa Lindsey Vonn. Quel feeling che si cercava con la pista olimpica forse è stato già trovato.

E gli uomini? Qualche certezza in meno.

Se per le donne la fortuna non è stata una buona compagna, si potrebbe dire lo stesso per gli uomini. A differenza delle azzurre, i ragazzi potevano puntare su qualche certezza in meno. Dominik Paris (vincitore della Streif 2017) è la nostra speranza più lucente, sia per talento che per risultati. Purtroppo il quarto posto della combinata di Sankt Moritz non basta a salvare un mondiale deludente, non solo per lui. Peter Fill, costante in Coppa del Mondo, è mancato nell’appuntamento più importante della stagione. Christof Innerhofer era ai box per un brutto infortunio.

Insomma, la situazione non è così grave come dicono i risultati dei Mondiali di sci 2017. La nostra pattuglia, soprattutto nelle discipline veloci, può dire la sua a Pyeongchang 2018. I 3 sopracitati sono sicuramente i nostri atleti di cartello, come si suol dire.

Qualche dubbio in più, invece, c’è nelle discipline lente, dove il livello altissimo dei tanti avversari non lascia troppo spazio agli exploit. Eisath, Moelgg, Razzoli (oro olimpico a Vancouver 2010) e Gross guidano una squadra azzurra – over 30 – che può far bene tra 12 mesi; ma le medaglie, almeno al momento, sembrano lontane. Il mondiale svizzero ha confermato questo trend.

Lo Sci di Fondo fa leva su Chicco Pellegrino.

Discorso diverso per la disciplina principe dello sci nordico. I Mondiali di sci 2017 di Lahti, categoria sci di fondo, ci hanno detto che Federico Pellegrino, una volta di più, sarà il profilo azzurro numero 1 alle prossime olimpiadi. L’oro nella Sprint individuale in skating è da antologia. Una delle vittorie azzurre più belle di sempre. Non è stato da meno, grazie anche a unpellegrino noeckler po’ di fortuna, pure l’argento nella Team Sprint in classico, in coppia con Dietmar Noeckler. Sono queste le 2 gare dalle quali ci aspettiamo di più a Pyeongchang 2018. L’unica nota negativa sarà che l’individuale è prevista in classico e non in skating; in alternato Pellegrino può fare la differenza, ma non è sicuramente lui il favorito principale.

Tolto Pellegrino, il resto è poco o nulla. Nelle Distance, come confermano le ultime annate di Coppa del Mondo, non abbiamo punte di diamante. Francesco De Fabiani è forse l’unica certezza, anche se in questa stagione 2016/2017 ha patito tanti problemi fisici e difficoltà ad alti livelli. Il classico è il suo pezzo forte, e tra 12 mesi la 50 chilometri olimpica sarà proprio in alternato. Che sia questa la gara a cui punta di più?

Tra le donne, invece, la situazione è decisamente peggiore. La fotografia della realtà viene certificata ogni anno dai risultati in Coppa del Mondo. È inutile fare nomi, poichè le speranze di medaglia sono ridotte all’osso. Per le nostre ragazze l’obiettivo principale è tornare – anzi, diventare – competitive ad alti livelli, senza badare troppo ai risultati. Purtroppo siamo ancora alla ricerca di future campionesse, soprattutto tra le più giovani. Aspettiamo con pazienza.

 

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Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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