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Moschettieri del Re – La penultima missione, la farsa dei personaggi di Alexandre Dumas

Moschettieri del Re – La penultima missione è un film improponibile che presenta senza logica elementi del genere e della farsa senza essere mai veramente commedia

 

moschettieri del reMoschettieri del re – La penultima missione è uno dei peggiori film italiani dell’anno. Giovanni Veronesi scrive – insieme a Nicola Baldoni – e dirige, ma scrive e dirige non sa neanche lui bene cosa. Questo guazzabuglio di farsa, storia, genere, avventura, elaborazione, cialtroneria, mostra una vacuità di idee e di intenti lampante e disastrosa, che fa confluire tutto in un’opera improponibile che mette alla mercé del pubblico un gruppo di attori che al cinema hanno saputo offrire molto più di film e di interpretazioni così. Molto, ma molto di più.

Perso nella possibilità di poter far gioire il pubblico attraverso le grandi gesta dei personaggi di Alexandre Dumas, Veronesi gigioneggia con i suoi protagonisti e li infila in una storia senza arte né parte, senza cura visiva né logica narrativa, senza goliardia né amarezza, ma soltanto con tanta, estrema confusione e una spiccata vena di buffoneria. Delle icone come D’Artagnan, Aramis, Porthos e Athos ridotte a macchiette di un ingranaggio che si inceppa già in partenza e rantola di situazione in situazione, con una difficoltà allucinante nel rendere ragionevole l’impiego dei moschettieri, che si rivela invece soltanto inutile e arrancante come da principio.

Un mix indefinito e atemporale dove vigono dialetti e assurdità

Moschettieri del re - La penultima missioneUna missione. La penultima stando al titolo del film, nella speranza – ci auguriamo persa – di poter forse far ritornare al cinema i personaggi con un ulteriore ultimo compito. La penultima missione vede intanto la regina Anna (Margherita Buy) chiamare a raccolta i suoi quattro sudditi fedeli poiché l’aiutino a scoprire e fermare i piani di ingiustizia del Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber), che ha fatto scendere una cappa di terrore sulla vita degli ugonotti. E poi lebbrosi, mappe segrete, parole in codice, re di Francia rapiti. Un miscuglio in cui la logica si annebbia, trascinando i protagonisti in una serie di azioni e luoghi che non si preoccupano neanche più di mantenere una propria stabilità romanzesca.

L’atemporalità di Moschettieri del re dà impropriamente modo a Veronesi e Baldoni di giocare con la plausibilità del periodo e i dialetti che distinguono i personaggi. Una trovata che si illudevano potesse far sorridere e aiutasse a caratterizzare meglio le diverse declinazioni dei protagonisti, ma che pone al di fuori della storia sia i moschettieri che il pubblico che li sta guardando, in un mix indefinito tra ciò che alla fantasia è concesso e ciò che contraddistingueva i moschettieri nel loro mondo. Un autoparodia che non fa ridere affatto, con nessun tempo comico né una vis particolare a cui appigliarsi per poter definire il film una commedia a tutti gli effetti.

Il senso amatoriale dei moschettieri di Giovanni Veronesi

Moschettieri del re - La penultima missioneSe le basi per tenere in piedi il film sono assenti, ciò che viene costruito al di sopra è totalmente cedevole e lo stesso Veronesi ne dà conferma. La grande metafora della vecchiaia sembrerebbe il cuore di questi quattro uomini che non mostrano più le abilità di una volta, ma uno tra i finali più brutti che si siano mai visti dà conferma che non c’è assolutamente pensiero dietro la storia de Moschettieri del re – La penultima missione. Una chiusura improponibile, prova che l’unica cosa che cavalca libera nei “territori della Francia” è l’impraticabilità di realizzare un buon film.

Amatoriale è la sensazione che si percepisce per tutto il film, fantocci che si ritrovano in scene di combattimento gratuite e meccaniche e non riescono a riconoscere una Valeria Solarino che, senza neanche sforzarsi di farla sembrare un uomo, è in realtà una donna sotto mentite spoglie. Un’opera che non sa aprirsi, non sa svilupparsi e non sa chiudersi. Non sa far funzionare Francesco Favino, Valerio Mastrandrea, Rocco Papaleo e Sergio Rubini. Non sa farsi prendere seriamente come film.

MOSCHETTIERI DEL RE – LA PENULTIMA MISSIONE ESCE dasrà al cinema dal 27 DICEMBRE DISTRIBUITO DA VISION DISTRIBUTION.

 

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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