MotoGp: Valencia incorona Lorenzo. Ma è davvero lui il campione?

Forse mai come quest’anno il motomondiale è stato sulla bocca di tutti. La diatriba Rossi-Marquez-Lorenzo ha creato nell’opinione pubblica due schieramenti ben delineati: Il duo spagnolo o il fuoriclasse di Tavullia? Alla fine della fiera lo scettro della Motogp è finito nelle mani di Jorge Lorenzo, per la terza volta in carriera. Ma è davvero lui il campione? La domanda, dopo ciò che è accaduto, è scontata; la risposta assolutamente no.

L’INIZIO DELLA FINE: LA GARA DI PHILIP ISLAND.

Procediamo con ordine. Dall’analisi dei dati di gara, si capisce come Marc Marquez a partire dalla gara di Philip Island abbia assunto un comportamento quantomeno sospetto, volto ad agevolare il connazionale Lorenzo e, di conseguenza, a danneggiare Rossi. Decisione presa dopo alcuni delicati episodi: su tutti spicca soprattutto quello in Argentina, dove all’ultima curva prima del traguardo il Dottore tagliò dritto per evitare la collisione con la HRC211V di Marc, prendendosi vittoria e conseguenti polemiche.

Il crash Rossi-Mrquez di Sepang

Il crash Rossi-Marquez di Sepang

TAPPA NUMBER TWO: SEPANG.

Il climax della vicenda ha però come teatro il circuito di Sepang, in Malesia, con l’ormai celeberrimo calcio del nove volte campione del mondo al Cabroncito.

Probabilmente si è sindacato fin troppo su chi avesse ragione e chi torto, il batti e ribatti mediatico che ne è derivato ha raccolto le opinioni di sportivi, uomini e donne di spettacolo. Nessuno, però, ha avuto la capacità di accorgersi che i protagonisti  sporcavano indelebilmente l’immagine di uno sport caratterizzato sì da uno sfrenato agonismo, ma allo stesso tempo fatto sempre di correttezza e lealtà sportiva.

A VALENCIA L’ATTO FINALE.

L’episodio condanna Rossi all’ultimo posto in griglia nella gara decisiva di Valencia, lasciando, allo stesso tempo, il comportamento di Marquez impunito. Le settimane che passano dalla Malesia a Valencia sono un vero e proprio calvario: sui social parte l’hastag #iostoconvale, mentre c’è chi sostiene – pochi in realtà, dopo l’intervento di un commissario di gara che scagiona il fuoriclasse della Yamaha – che Valentino abbia appositamente tirato giù il ventiduenne spagnolo.

Chi ha tratto più giovamento da tutto ciò è stato Jorge Lorenzo, che sul circuito di casa si è laureato campione del mondo per la quinta volta in carriera (3 volte in Motogp, 2 in 250). A nulla è valsa la super remuntada di Rossi, partito, come detto, dalla ventiseiesima posizione in griglia, chiudendo con un incredibile  quarto postoVentidue posizioni recuperate e la dimostrazione che, a trentasei anni suonati, la determinazione e la passione pura possono portarti ad accarezzare un sogno che a inizio stagione sembrava solamente un miraggio.

Ancora polemica, anche all’ultima gara, sulla conduzione di Marquez, che rimane spettatore passivo della cavalcata mondiale di Lorenzo ma incredibilmente battagliero contro le minacce del compagno di squadra, Dani Pedrosa, negli ultimi giri.

LORENZO? IL CAMPIONE PIU’ DISCUSSO.

1726641-36531192-1600-900Ora torniamo alla domanda iniziale. E’ veramente il Maiorchino, quindi, il vero vincitore di questo motomondiale?

Nello sport cos’è un vincitore, chi guadagna un titolo o chi, nonostante le (troppe) peripezie, riesce ad unire il mondo delle due ruote sotto un unico nome? Questione di punti di vista.

Lorenzo è stato sicuramente il pilota più performante dell’intera stagione; ha battuto il compagno di squadra in Pole position, gare vinte e giri veloci. Rossi, d’altro canto, è stato in testa alla classifica dalla prima all’ultima gara. E le Honda? Lo stesso spagnolo di Yamaha ha confermato che Marquez e Pedrosa hanno giocato un ruolo fondamentale nella corsa al titolo. E’ emblematico, in tale senso, che nell’ultimo mese le due parole più gettonate siano state “biscottone” e “rimontone“.

Insomma, una cosa è certa: tra dichiarazioni al veleno e polemiche in pista, il mondiale 2015 incorona Lorenzo come l’iridato più discusso della storia di questo sport.

 

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About

Classe 1994, diplomato al liceo scientifico e laureando in scienze motorie. La sua più grande passione è sempre stata osservare e condividere ciò che vedeva con i suoi occhi. E allora perché non provare a farlo diventare il suo mestiere? Così pian piano si è avvicinato al mondo del giornalismo e della radio. Collabora con RadioFregene, radio locale della sua città. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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