Museo ferroviario Pietrarsa: bellezza passata che guarda al futuro

La sensazione che si ha entrando nel museo ferroviario di Pietrarsa è straordinaria, sembra un ambiente di favola dove da un momento a l’altro da un finestrino potrebbe affacciarsi una dama dell’ottocento o un re o, venendo a ricordi più recenti, si potrebbe materializzare  una famigliola di emigranti nello scompartimento di una carrozza anni cinquanta, che mangia i panini e beve un po’ di vino dal fiasco. Stiamo parlando di uno dei maggiori musei ferroviari al mondo sia per superficie espositiva (oltre 36000 metri quadrati) che per varietà, vastità e importanza del patrimonio esposto. È stato allestito negli anni Settanta nel complesso che nacque nel 1840 per iniziativa di Ferdinando II di Borbone come Officine di Pietrarsa, per la produzione di materiale ferroviario, connesso con la realizzazione del primo tratto ferroviario italiano, che collegava Napoli e Portici.

Nei cinque padiglioni che costituiscono il complesso è possibile ammirare locomotive a vapore, locomotive elettriche trifasi, locomotive a corrente continua, locomotive diesel, elettromotrici, automotrici termiche, carrozze, modellini e plastici, reperti dell’antica officina, esempi di materiale ferroviario vario; sono presenti inoltre una vasta biblioteca specializzata e numerosi ambienti polifunzionali che ospitano eventi, meeting, esposizioni.1779988_10205646684708115_2409627105606245931_n

L’emozione che provoca questo luogo è più evidente per una persona che come me lavora in questo settore da quasi quarant’anni e che essendo  figlio di ferroviere è cresciuto in un ambiente che molte di queste cose  facevano parte  dell’aria che si respirava. Questo breve articolo da un lato  rappresenta un caldo invito  ad una visita (il museo è a  pochi chilometri  da Napoli direzione sud, in uno splendido contesto che si affaccia sul mare) che si può effettuare in mezza giornata togliendosi il gusto di vedere delle vere e proprie meraviglie. Però vuole essere anche uno spunto di carattere più generale sulla mobilità dolce, ovvero sulla mobilità turistica.

Per ferrovia turistica si intendono quei servizi ferroviari o tranviari eserciti con frequenza più che occasionale ma senza l’obbligo di un orario senza impegni giornalieri o settimanali costanti e regolari. Purtroppo al momento in Italia il concetto è meno diffuso che all’estero, però si sta lavorando per favorire queste occasioni turistiche ed imprenditoriali. Per capire meglio di cosa si tratta facciamo qualche esempio di iniziative già in atto. La FBS (Ferrovia del Basso Sebino) è stata la prima associazione in Italia, nel 1994, a cercare di mettere in atto il concetto di ferrovia turistica a una breve tratta, al confine tra le province di Bergamo e Brescia, tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico-Sarnico, tutta lungo il fiume, fino alla sponda meridionale del Lago d’Iseo. Questa linea era stata dismessa al servizio passeggeri di linea da quasi 30 anni ma era tenuta in efficienza per uno sporadico traffico merci. E’ nato così un nuovo servizio viaggiatori tipicamente turistico con partenza direttamente da Bergamo e meta finale il lago. Nel 1996 nacque la Ferrovia Val d’Orcia che, con il sostegno della Provincia di Siena, ha portato al successo il “Treno Natura” tra gli incantevoli scenari delle Crete Senesi e della Val d’Orcia, lungo la dismessa ferrovia Asciano – Monte Antico.


About

Classe 1955, è un ingegnere dei trasporti laureato nel 1980 e ha sempre lavorato nel settore. Dirigente Generale dello Stato dal 1998, ha ricoperto vari incarichi di alto prestigio: direttore generale del Trasporto Pubblico Locale, Capo Dipartimento del trasporto aereo e marittimo, Presidente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Commissario Straordinario di governo presso la Presidenza del Consiglio, Direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza delle Ferrovie. Appassionato del suo mestiere e di tutto quello che fa cultura, ha avuto tante esperienze anche nel campo della pianificazione territoriale e dei trasporti, negli aspetti gestionali ed economico-finanziari, nei rapporti con la Comunità Europea. Professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza in corsi e master di Trasporti. BLOGGER DI WILD ITALY


'Museo ferroviario Pietrarsa: bellezza passata che guarda al futuro' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares