Musica e Parlamento

Musica e parlamento! Vi chiederete cosa possano avere in comune queste due realtà, all’apparenza così lontane.. Bene.. la risposta è molto semplice: la droga!

Non è una grande novità che nel mondo della musica grandi artisti (da un punto di vista puramente musicale) facciano uso di droghe: questo, chiaramente non giustifica il loro atteggiamento.

Invece, è stato qualcosa di scandaloso il servizio delle Iene, risalente a circa tre anni fa, che ha riportato dati sconcertanti a proposito dei nostri parlamentari: facendo un narcotest su 50 parlamentari, il 32 per cento è risultato positivo (il che significa che nelle 24/48 ore precedenti al test, il parlamentare aveva fatto uso di droga). Di questo 32 per cento, la maggior parte aveva fatto uso di cannabis, il resto di cocaina. UN PARLAMENTARE SU TRE SI DROGA..

Recente è la notizia che durante i preparativi per il prossimo festival di Sanremo è stato eliminato un artista di grande rilievo, Morgan, che in un’intervista ha dichiarato di far uso di droghe (o, come si è corretto poco dopo, di avere fatto uso di droghe nel suo tormentato passato). Le sue precise parole sono state: “Avercene di antidepressivi come la cocaina fa bene. E Freud la prescriveva”. Tralasciando la sua grande preparazione e maturità musicale, non si può che riflettere sul fatto che l’uso di droghe è spesso legato, come nel suo caso, a momenti di debolezza psicologica: non è una giustificazione per il suo atteggiamento, anzi un punto di riflessione su questo delicato argomento e sulle sue cause ed effetti.

La cosa sconvolgente di questo episodio è che pur non essendo previste sanzioni o penalità nel caso di uso di droghe da parte di partecipanti dal regolamento del festival, a questo grande artista è stata immediatamente vietata la partecipazione alla gara: chiaramente un artista che è quasi un modello per molti giovani d’oggi, non può trasmettere un immagine del genere.

Allora mi chiedo: se un artista non può svolgere la sua professione di artista perché fa uso di droghe, i politici che le usano, possono farlo?

La risposta a questa domanda, la si può ricavare dalla sentenza di condanna emanata al seguito della pubblicazione dei dati ricavati dal test (che rimanevano pur sempre ANONIMI!) per i realizzatori del servizio, che a quanto pare ha mandato su tutte le furie i nostri tossico-rappresentanti! La pena? il pagamento di 15.192,00 €, con immediata censura della notizia; infatti sono stati pochissimi i giornali che ne hanno parlato, e spesso riportando delle informazioni molto superficiali. E poi parlano di libera informazione..

Interessante sono state anche le affermazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi, il quale ha additato al “blitz” di aver nuociuto ”all’onorabilità del Parlamento” (ancora non si è capito a quale onorabilità si sia riferito Giovanardi, riguardo un Parlamento come il nostro!!). E quindi, per ristabilire la perduta onorabilità organizza, nientepopodimeno che.. UN NARCOTEST VOLONTARIO DEI PARLAMENTARI, con la garanzia dell’anonimato e con tanto di preavviso!! Sembra superfluo dire che i risultati del test di Giovanardi siano stati notevolmente diversi da quelli ottenuti dalle Iene. E sembra superfluo dire che sono stati poco rappresentativi di quella che è la reale situazione dei parlamentari.

A questo punto, non avendo altre informazioni da aggiungere, concludo proponendo una domanda: quando Beppe Grillo dice che bisogna fare una seria e rigida selezione dei rappresentanti politici, escludendo quelli condannati, ma cosa più importante, quando sostiene che è necessario l’insegnamento della Costituzione con relativo esame obbligatorio per i rappresentanti (che francamente credo non abbiano ancora capito di essere cittadini al pari di tutti gli altri, e in quanto tali, con pari diritti e doveri, tra cui quello di rispettare la legge.. se qualcuno lo avesse dimenticato!) ha forse torto?

DOMENICO FILIPPELLO



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