Leonard Cohen

Ci lascia anche Leonard Cohen, il poeta musicista

All’età di ottantadue anni, compiuti appena un mese e mezzo fa, ci ha lasciato Leonard Cohen, uno dei più grandi cantautori a livello mondiale, autore di testi e brani musicali indimenticabili.

Suzanne, Hallelujah e Tower of Song sono soltanto alcuni dei pezzi più famosi composti da Cohen, che nell’arco degli anni sono stati ripresi da molti altri artisti, tra i quali Bob Dylan, John Cale e Joe Cocker.

Il personaggio Leonard Cohen viene spesso identificato con la parola “malinconia”, dovuta a molti testi delle sue canzoni, alle sue lente ballate musicali e alla sua voce grave. In realtà, però, le parole contenute nei suoi brani parlano spesso di amore e di religione.

“Suzanne”, per esempio, il suo brano più famoso, scritto e pubblicato nel 1967 nel primo album “Songs of Leonard Cohen”, fa riferimento a questa donna bellissima, vicino alla riva di un fiume (che è il fiume di Montreal, sua città natale), che lo prende per mano e lo porta ad assaggiare il suo the all’arancia. Oltre ai riferimenti religiosi sul Cristo che cammina sull’acqua, c’è l’inconfessabile attrazione di Cohen per questa donna, splendida ma irraggiungibile.

Un altro famosissimo brano è “Bird on the Wire” (che per anni ha inaugurato i suoi concerti dal vivo), del 1968, tratto dall’album “Songs from a Room”, scritto durante la sua permanenza nell’isola greca di Hydra e dedicato alla sua amica Marianne, conosciuta appunto in Grecia: una canzone semplice nel testo, ma nello stesso tempo profonda nell’interpretazione dello stesso.

Un’altro suo conosciutissimo pezzo è “Hallelujah” del 1984 (che ebbe più successo negli anni ’90 con l’interpretazione di Jeff Buckley). Qui si fa riferimento in primis a testi biblici, citando inizialmente Davide, re d’Israele, successivamente Sansone e Dalila, non tralasciando allusioni al mondo dell’eros e a sentimenti come la ribellione alle convenzioni.

Negli anni Cohen ha alternato le sue ballate acustiche ed intimiste con produzioni musicalmente più complesse rispetto al suono della sola chitarra, aggiungendo altri strumenti e beneficiando degli arrangiamenti di Phil Spector, come nel suo lavoro del 1977 “Death of Ladies’ Man”, disco nel quale partecipò anche Bob Dylan.

I testi delle sue canzoni, secondo me più che la musica, sono la parte più interessante del personaggio Cohen: i temi trattati variano – come detto – dall’amore alla religione, passando ad argomenti come l’aborto, la depressione e la guerra, il tutto tradotto in vere e proprie poesie in note.

La religione ha avuto un’importanza fondamentale in tutta la sua vita e carriera: l’ebraismo ha caratterizzato tutta la sua esistenza, nonostante la sua curiosità per un certo periodo lo portò ad interessarsi di buddismo e, in un’intervista, alla domanda su questo suo interesse, rispose: “Non sto cercando una nuova religione, mi trovo molto bene con la vecchia”.

I suoi brani in Italia (soprattutto negli anni ’70) sono stati interpretati da personaggi del calibro di Fabrizio De Andrè, Mia Martini, Francesco De Gregori e Ornella Vanoni, solo per citarne alcuni.

Celebrato in patria (Canada) e in tutti i paesi di lingua anglosassone, è stato insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, inserito nella Hall of Fame e tratteggiato da Lou Reed nel 2008 come “il cantautore più influente e più grande”.

Oh sometimes I see her undressing for me,
She’s the soft naked lady love meant her to be
And she’s moving her body so brave and so free.
If I’ve got to remember that’s a fine memory.

And I know from her eyes
And I know from her smile
That tonight will be fine,
Will be fine, will be fine, will be fine
For a while.

Oh  a volte la vedo spogliarsi per me,
lei é la dolce signora nuda che vuole essere
e muove il suo corpo in modo coraggioso e così libero.
Se devo ricordare quello è un bel ricordo.

E so dai suoi occhi
E so dal suo sorriso
che stasera andrà bene,
andrà bene, andrà bene, andrà bene
Per un pò.

Da “Tonight will be fine” Leonard Cohen, 1969


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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