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Musica, streaming batte download: oltre 2 miliardi di fatturato

I l mondo musicale è in continua evoluzione e con esso cambiano anche i modi di ascoltare musica. Ogni generazione è stata identificata con un dispositivo differente: il vinile, le musicassette, il compact disc e infine gli mp3. La nostra generazione ha a disposizione però internet, che sarà sicuramente la piattaforma musicale del futuro, ma che sta ancora cercando la modalità più appropriata per esserlo. Quella che sembra prevalere ultimamente è lo streaming musicale gratuito e non.vinilmania

STREAMING VS DOWNLOAD.

Nel 2015 le entrate derivanti dallo streaming musicale hanno superato quelle dei download, che fino ad un paio di anni fa erano leader nella musica digitale. Più precisamente, secondo i dati forniti dalla Recording Industry Association of America (RIAA), i proventi dello streaming si attestano intorno ai 2,41 miliardi di dollari contro i 2,3 miliardi delle piattaforme di download.

Sempre più persone quindi si stanno direzionando verso queste nuove modalità, che offrono sicuramente all’utente un servizio più ampio e variegato, lasciandolo libero di interagire con la musica e di personalizzarla a propria misura, come ogni strumento del web 3.0. Poter personalizzare il proprio ascolto, creare playlist, conoscere nuovi brani, ma anche ascoltare musica in base al proprio umore o al momento della giornata, sono dettagli di cui hanno bisogno e che piacciono agli utenti del web 3.0.

UN MERCATO IN EVOLUZIONE

Come detto, il mondo musicale sta cambiando e sta ancora cercando gli strumenti giusti per farlo. L’aumento dei ricavi dello streaming, che ora occupa circa il 34,3% del fatturato dell’industria musicale, è stato affiancato da un calo del 10% dei download digitali e del 17% di cd e dvd musicali, che si stanno allontanando sempre più dalle vette del mercato. Un dato interessante è quello legato ai vinili, tornati alla ribalta nell’ultimo periodo, con un più 32% nel 2015.

La passione dei collezionisti e allo stesso tempo l’interesse delle nuove generazioni per il vintage, sta alimentando nuovamente questo strumento che in molti ritenevano destinato a concludere il proprio ciclo già qualche daniel ekanno fa.

I COMPETITORS E IL DOMINIO DI SPOTIFY.

Vediamo ora chi sono i protagonisti di questo nuovo mercato. Per quanto riguarda le piattaforme di streaming musicale, il leader indiscusso rimane Spotify. E’ notizia di pochi giorni fa che l’azienda di origini svedesi ha raggiunto i 30 milioni di utenti paganti, 10 milioni in più rispetto a nove mesi fa, un numero destinato soltanto ad aumentare nei prossimi mesi, viste le mire espansionistiche dei vertici societari. Il fondatore, Daniel Ek, dopo aver annunciato il traguardo dei 30 milioni su Twitter, insieme all’apertura a Cuba, ha annunciato che Spotify sta allargando i propri confini anche in Asia, in particolare in Indonesia (pochi giorni fa, il 30 marzo), Giappone e India, che sono tra le realtà più popolate al mondo.

L’unica che è riuscita ad intaccare, seppur non drasticamente l’impero di Spotify è la Apple, che con Apple Music – progetto partito il 30 giugno scorso – ha raggiunto in poco tempo 11 milioni di abbonati, con i propri canali attivi in più di 100 paesi nel mondo.

Gli altri servizi streaming, comprese le radio come Pandora o TuneIn Radio, hanno perso le loro posizioni privilegiate di fronte all’esplosione di Spotify, che oltre ai suddetti 30 milioni di utenti premium, conta comunque altri 75 milioni di iscritti free.

LA SITUAZIONE ITALIANA TRA STREAMING, SUPPORTO LOCALE E VINILI

Fino ad ora si è parlato esclusivamente del mercato americano e mondiale. Ma qual è la situazione in Italia?supporta band

Secondo la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), la crescita dello streaming nel corso dell’anno passato, lo ha portato a raggiungere nella penisola, un valore di 17,3 milioni di euro, circa il 26% del mercato discografico.

Contemporaneamente è stato riscontrato un aumento del 23% nell’acquisto di supporti fisici, per un valore di 50,7 milioni di euro, grazie in particolare all’elevato acquisto di prodotti del repertorio locale, per supportare le band della propria città o del proprio paese. Anche in Italia il vinile sta riportando un aumento nelle vendite, quantificato per il 2015 in una cifra intorno al 75%, portandolo ad occupare il 4% del mercato.

 

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About

Studente di Scienze della Comunicazione presso l'università Roma Tre. Appassionato di musica sin da piccolo, si distingue dai suoi coetanei per l'ascolto di generi musicali che vanno dall'Hard Rock al Progressive Rock, prediligendo la cultura musicale anni '70 e '80. Videomaker nel tempo libero e appena avviato alla carriera giornalistica, collabora con il canale YouTube di informazione sociale “Roma Breaking Videos” insieme ad altri studenti dell'università. COLLABORATORE SEZIONE MUSICA


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