approfondimento nba finals 2018

NBA Finals 2018, atto quarto

Era il 1979 l’ultima volta che si disputarono due gare 7 per le Finali di Conference. Alla radio passava il singolo Another Brick in the Wall dei Pink Floyd, al cinema le persone andavano a vedere il primo film di Alien diretto da Ridley Scott e nel Regno Unito Margaret Thatcher diventava la prima donna ad occupare la carica di primo ministro.

Dopo 39 anni la storia si ripete e Cavaliers e Warriors per arrivare alle Finals 2018 hanno dovuto vincere gara 7 contro rispettivamente Celtics e Rockets. Stanotte la prima palla a due. Per il quarto anno consecutivo Cleveland e Golden State si contenderanno l’anello NBA. Stagione nuova, squadre diverse. Entrambe le franchigie arrivano a questa sfida notevolmente cambiate. Da una parte i Warriors con uno smalto diverso rispetto agli scorsi playoffs, dall’altra i Cavaliers guidati da un solo uomo in questo momento. Benvenuti all’atto quarto delle NBA Finals 2018.

NBA Finals 2018

 

Golden State Warriors: il cammino fino a qua

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da nba.com

Dopo la stagione da record (73-9), i Warriors sono notevolmente cambiati. Squadra con meno pubblicità mediatica attorno e meno propensa a fare la regular season da “record”, ma sicuramente più solida e cinica nei momenti decisivi. L’inizio di questa post-season non è stato dei migliori.

L’assenza di Curry nel primo turno e in gara 1 del secondo è stata sentita da Golden State che ha mostrato carenze in cabina di regia nonostante un positivo Green. A peggiorare ulteriormente la situazione è stato l’infortunio occorso a Iguodala durante la finale di conference. L’ala ex Philadelphia è in dubbio tutt’ora per le Finals 2018 e questo priva la squadra di Kerr di un giocatore fondamentale.

I GSW, infatti, avevano ultimato il quintetto di partenza basso con Green centro e Iggy era il tassello perfetto. Questi Warriors q sono quindi vulnerabili. Mai come in questa stagione gli infortuni si sentono nel gioco di Durant e compagni e molto nella serie finale contro Cleveland dipenderà dalla condizione fisica dei singoli. Mai come in questa stagione sono stati a rischio eliminazione prima della Finale.

I Rockets, infatti, di Harden erano a una sola partita dall’essere incoronati vincitori della Western Conference e solo l’infortunio di Paul ha fermato il loro cammino. Ma mai dare per morti i campioni in carica. Perché per arrivare per il quarto anno consecutivo in finale una ragione ci sarà. A salvare Golden State dalla sconfitta è il trio Curry-Thompson-Durant. Se i Warriors mostrano qualche lacuna in più e subiscono più punti rispetto alle scorse stagioni, per punti segnati sono primi in tutta la lega. E questo a lungo andare fa la differenza.

Cleveland Cavaliers: il cammino fino a qua

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Maddie Meyer/Getty Images

Mai così male in regular season dopo il ritorno di LeBron in Ohio. Mai così difficile la post-season per raggiungere la finale. Nonostante sia il quarto anno consecutivo che raggiungono l’incontro più significativo della NBA, i Cavaliers non sono mai stati così in difficoltà come in questa stagione. L’abbandono di Irving, il malcontento generato da Thomas e i nuovi acquisti che si sono inseriti non al meglio hanno profondamente messo in crisi personale la squadra che ha perso sempre di più la sua identità.

Nei precedenti playoffs, Cleveland si era sempre presentata ai nastri di partenza come prima o seconda testa di serie e non aveva riscontrato difficoltà con i suoi diretti avversari. In questa stagione, invece, si sono visti soffiare le prime tre posizioni da Toronto, Celtics e Sixers e poi hanno avuto gravi difficoltà per arrivare alle NBA Finals 2018.

Due sono state le serie che si sono protratte fino alla decisiva gara 7 (Indiana prima e Boston poi). A caricarsi per l’ennesima volta sulle spalle il team è stato James. Il numero 23 ha disputato tutte le 82 partite di regular season ed ha toccato, contando le partite dei playoffs, le 100 presenze sul campo da gioco. A 33 anni è stato protagonista della sua migliore stagione per assist distribuiti (9.1) e rimbalzi catturati (8.6). Durante questa post-season ha registrato 7 partite da 40 o più punti (di cui due da 46) e messo due game winner contro Indiana prima (a gara 5) e Toronto dopo (a gara 3). Sicuramente i Cavs sono un gradino sotto i Golden State Warriors, ma attenzione a LeBron capace di cambiare qualsiasi situazione difficile.

I precedenti

Le NBA Finals 2018 saranno completamente differenti rispetto ai precedenti scontri tra le due squadre. Le difficoltà incontrate da entrambe i team rende questo match difficile da prevedere e unico nel suo genere. Per i Warriors l’arma in più potrebbe essere rappresentata dalle diverse soluzioni che può adottare coach Kerr. Per i Cavs, invece, tutto ruota intorno alle prestazioni di LeBron James. La situazione di questa quarta finale è molto simile a quella del 2015 dove il Re era da solo contro tutti. Diversi gli altri precedenti dove c’è stata una vittoria a testa: nel 2016 abbiamo assistito alla famosa rimonta del “3-1”, l’anno scorso alla netta vittoria della squadra di Durant. Come andrà a finire il quarto atto tra Golden State e Cleveland?


About

Diplomato al Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana” (maturità scientifica) di Roma, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’università Roma Tre. È da sempre appassionato di sport e in particolar modo di Basket. Segue da anni il campionato della NBA con particolare interesse per i San Antonio Spurs. Ha collaborato come redattore e video maker con i siti Basketlive e Basketitaly pubblicando diversi articoli. Ha inoltre svolto attività di collaborazione sul canale youtube Roma Breaking Videos. Attualmente è l’addetto stampa della società romana Smit Roma Centro. VICE CAPOSERVIZIO SPORT


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