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Netflix in Italia non decolla. Insieme a tutta la tv in streaming

Doveva cambiare tutto, mettere in crisi la tv tradizionale, eppure fino ad adesso ha sortito effetti deboli: Netflix in Italia – a tre mesi dal debutto – non ha sfondato, anzi. Da potenziale piattaforma che doveva rivoluzionare il modo di fruire il prodotto mediatico, rischia di cadere nel grande calderone della tv in streaming, assieme a Infinity di Mediaset e Sky Online, pur avendo un marchio forte, blasonato, che la contraddistingue.

Va detto che a non aver decollato non è solo Netflix, ma tutta la tv in streaming. Secondo Repubblica, i fruitori sarebbero 700 mila in totale, di cui 280 mila del colosso di Reed Hasting (il quale, però, ha solo 110 mila utenti abbonati, gli altri sono in prova gratuita) e il restante ripartito come una mela tagliata in due fra, come detto, Infinity e Sky Online.

Gli esperti del settore sono convinti che i motivi del fenomeno siano molteplici: da una parte, l’offerta di Netflix è ancora modesta per il pubblico italiano. Gioielli come House of Cards, Game of Thrones, Gomorra, infatti, sono saldamente in mano alla concorrenza e non andranno presto sotto l’ombrello di Hasting. I film? Neanche a parlarne, visto che ce ne sono pochi e non destano particolare interesse.

Dall’altra c’è da considerare poi un dato rilevante: Netflix non fidelizza un pubblico, mentre Infinity e SkyOnline vanno a rimorchio dei canali pay di cui fanno parte: nessuno a tavola con gli amici parlerebbe mai di Making a Murderer, mentre si discute ampiamente della spregiudicatezza di Frank Underwood e dell’efferatezza di Gomorra. Con Netflix ognuno può farsi il proprio palinsesto e quindi non si crea una comunità attorno ad un evento durante un giorno della settimana: non si commenta su Twitter, non si crea curiosità e dibattito.

Il grande tema però non affrontato, e intorno al quale gira tutto il discorso, è il digital divide che attanaglia ancora il nostro Paese. Stando ai dati di Akamai – azienda leader nella fornitura di servizi cloud per la distribuzione, l’ottimizzazione e la protezione di contenuti e applicazioni aziendali online – siamo al 54° posto per velocità di internet e un italiano su due non ha la possibilità di navigare con l’ADSL. La banda larga quindi è ancora un’utopia, mentre è ormai una certezza nel resto dell’Occidente.

La tv generalista, infine, pur avendo perso 360 mila telespettatori solo nel 2015 (e 10 milioni nell’ultimo decennio) non ha visto riversare questo pubblico su altre piattaforme. Quindi, dove sono finiti?


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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