Noi e la Giulia, la lotta per cambiare il proprio destino

Tratto da Giulia 1300 e altri miracoli, approda nelle sale Noi e la Giulia, nuova pellicola di Edoardo Leo che si confronta con la sua terza opera di regia.

giuImprigionati in una vita costellata di fallimenti, tre uomini ormai alle prese con una quotidianità che non è più (o forse non è mai stata) adatta a loro decidono di mettersi in gioco, fuggendo dalla realtà cittadina ormai claustrofobica per ritrovarsi immersi nel progetto di ristrutturazione di un’antica masseria da trasformare in un agriturismo, nello splendido paesaggio lucano.

Il sogno si infrange ben presto, all’arrivo di una serie di minacce che fanno capo ad un unica entità: la famiglia mafiosa locale. La sorprendente reazione del gruppo a questi inconvenienti li porteranno alla conquista di molti piccoli traguardi.

La prima cosa che lascia il segno, dopo la visione del film, è proprio la capacità di affrontare temi delicati e drammatici quali il fallimento, la prigione della routine, la solitudine di fronte ad una vita priva di impulsi ad osare, e infine la criminalità organizzata – con una chiave ironica e spregiudicata, tipica della commedia – lasciando allo stesso tempo il rispetto e la gravità che è d’obbligo mantenere commentando certi temi.

La grande sfida dei protagonisti è creare un piano B che sia “qualcosa di bello”, sicuramente migliore di quello che stanno vivendo: la fatica e la grinta necessari per ottenerlo sarà ripagata dal riscoprire i sogni, l’amicizia, gli ideali reali e quelli che troppo spesso rimangono inchiodati agli slogan.

I dialoghi accattivanti e brillanti danno corpo alle scene, seguendo il ritmo vivace incalzante dei fatti accaduti, strappando più di una volta una risata senza mai cercare di farlo tramite facile comicità.

Il cast ricco e variegato comprende molti volti noti del cinema italiano, tra cui spiccano Luca Argentero, nel ruolo del tranquillo e ordinario Diego, Edoardo Leo che interpreta Fausto, uno “showman” che sa tanto di Italia moderna e decadente e Carlo Buccirosso 105417831-b584f152-5c1e-4b8d-9bd0-64a053754b04nei panni di Vito, un camorrista forse non troppo convinto che all’occorrenza si dichiara provenire da una genealogia improbabile di musicisti, cuochi, campagnoli e designer, andando a tracciare in margini di un personaggio sfaccettato e sorprendente.

La fotografia rende del tutto giustizia alla bellezza della campagna lucana, con i suoi spazi infiniti, con i colori aridi dei campi salvatici e il ristoro dell’ombra degli ulivi: un’ottima base su cui fondare una scenografia degna di tal nome.

La musica, che fa da padrona all’intera pellicola in un continuo sottofondo di brani vecchi e nuovi di diversa intensità, tende a ricordarci ossessivamente che la Bellezza è fatta di ispirazione, di conservazione e di sogno.

Se la sfida dei nostri tempi è creare nella propria vita “qualcosa di bello”, Edoardo Leo ci è riuscito in pieno.

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About

Studentessa di Medicina a Tor Vergata, unisce all'amore per la Scienza, quello per l'Arte. Fin da piccola ama la letteratura, la poesia, le arti visive ed il cinema, fornendo con piacere il suo parere da appassionata su questi temi. COLLABORATRICE SEZIONE CINEMA


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