Non aspettiamoci mari e Monti

Quanto segue mira esclusivamente ad elencare alcuni dei dubbi che mi hanno colto nella lettura delle notizie di questi giorni. Le frasi che potrete leggere non puntano minimamente a rappresentare certezze assolute o chiavi di lettura inattaccabili, perché proprio non ne ho. Mai fino ad ora infatti la situazione italiana mi si è presentata costellata di così tanti interrogativi; mai fino ad ora mi sono sentito così privo, non dico di risposte, bensì anche solo di possibili ipotesi risolutive: pur nella consapevolezza che il ritiro di Berlusconi sia il primo passo per poter anche solo teorizzare una ripresa dell’Italia, mi continuo a chiedere se effettivamente si possa pensare senza alcun patema d’animo ad un miglioramento delle sorti del Belpaese, soprattutto considerando quanto fin qui proposto da chi ne tiene le sorti, ovvero i politici.

Parto dalla soluzione ad oggi più probabile, quella del governo tecnico guidato da Mario Monti. Può essere questa l’effettiva risposta esatta alla crisi? Oppure, avendo a che fare con uno degli uomini che è stato più a contatto col sistema finanziario che ci ha portato fin qui, rischiamo solo di andare incontro ad un inutile periodo di lacrime e sangue (seppur doveroso, visto quanto abbiamo mangiato dall’inizio della Repubblica italiana)? Nella crisi partita dalle banche e passata all’euro, ci stiamo infatti per affidare ad uno dei massimi esponenti di queste facce del sistema economico: senza addentrarmi nella sua recente adesione alla tuttora oscura Commissione Trilaterale, posso ricordare come Monti abbia collaborato nel 2005 con la Goldman Sachs a pochi anni dallo scoppio ufficiale della crisi. L’incarico (operò come international advisor) succedette al termine del suo secondo mandato di commissario europeo (1999-2004), durante il quale ottenne la delega specifica alla concorrenza. Apro una piccola parentesi su quest’ultimi dati, invitandovi ad approfondire la sua appartenenza sia alla commissione trilaterale, che al gruppo bilderberg come anche alla Goldman Sachs, leggendo una nota di Informare per resistere.

Credo che chiunque, a questo punto si chiederebbe come possa tirarci fuori dai guai l’uomo che non ha mai mosso un dito contro i vari conflitti d’interessi berlusconiani, tutti nati dalla soppressione della concorrenza che proprio Monti era chiamato a tutelare, peraltro spesso e volentieri proprio negli stessi anni del suo incarico europeo (l’approvazione definitiva della legge Gasparri è del maggio del 2004). Sempre sui possibili rapporti tra il vecchio presidente del consiglio e il suo probabile successore, non trovate allarmanti certe frasi dell’economista, come quella rilasciata ad Otto e mezzo«Berlusconi va ringraziato, nel ’94 ci salvò dalla Sinistra di Occhetto e avviò la rivoluzione liberale in Italia» – più volte ripresa in giornata e degna del miglior codazzo arcoriano? Con questo curriculum vitae, può essere lui la risposta ai continui allarmi economici che suonano per il nostro Paese?

Allargando la prospettiva e lasciando da parte il singolo, è proprio necessario mandare avanti la legislatura con un governo tecnico per le riforme economiche, tenendo presente che le decisioni verranno comunque prese dal Parlamento tuttora in carica? Sorvolando sugli allarmanti boatos inerenti i possibili ministri per l’esecutivo (si parla di riciclare alcuni berlusconiani, aggiungendo qualche piddino), è il caso di continuare ad affidare il potere legislativo ad un ottimo numero di inquisiti e agli svariati Antonione, Buonfiglio, Carlucci, Destro, Gava, Malgeri, Papa, Pittelli, Sardelli e Stradella? È proprio necessario continuare ad affidare il Paese a ex-berlusconiani, «traditori» del Capo, già quindi promulgatori di magnifiche leggi come lo scudo fiscale e già dimostratisi incapaci nel fronteggiare a dovere la situazione economica? Non è forse meglio pensare di sostituirli con altre persone, magari un po’ più affidabili? Con chi, però? E soprattutto, come? Le alternative notoriamente scarseggiano o sono totalmente inadeguate (non a caso i nostri politici sono gli stessi da una vita) e il porcellum calderoliano  ha comunque privato il cosiddetto «popolo sovrano» di potersi effettivamente scegliere in piena libertà i rappresentanti, ottimamente preselezionati dai segretari di partito, in barba all’effettiva volontà degli elettori.

I dubbi ad ogni notizia d’attualità economica e politica continuano ad aumentare, senza minimamente dissiparsi. La certezza che pare emergere da tutto questo è infatti solo una: il periodo che ci aspetta sarà molto complicato, probabilmente difficile per tutti, predisposto com’è sin dalle sue fondamenta ai possibili colpi di coda di questa classe dirigente, tutt’altro che cristallina e al di sopra di ogni sospetto.

 ALESSANDRO BAMPA

Clicca qui per ascoltare il primo discorso da Premier di Mario Monti


About

Nato nel 1987 a Vicenza, consegue a Padova la laurea triennale in Lettere moderne, quella magistrale in Filologia medievale e il dottorato di ricerca in Filologia romanza. Creatore nel 2009 del blog bile.ilcannocchiale.it (sospeso nel 2011 per collaborare con "Wilditaly" e citato ne "I nuovi mostri" di Oliviero Beha nell’elenco delle "associazioni che a vario titolo rientrino nell’accezione culturale di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese”), fino a gennaio 2011 ha fatto parte della redazione della rivista online "Conaltrimezzi", dirigendo le sezioni dedicate all’attualità e al mondo universitario. REDATTORE SEZIONE INTERNI


'Non aspettiamoci mari e Monti' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares