Non bastano nemmeno le cannonate

Spunta magicamente la lista di Anemone con più di 400 nomi. Ci sono tutti: i soliti noti Scajola e Bertolaso, ovviamente, ma tante, tante new entry: Lunardi, Masi, ed anche lui, Silvio insieme a preti, giornalisti, registi. Tutti quanti hanno fatto restaurare le proprie abitazioni e uffici dalle aziende di Diego Anemone. Eppure in pochi lo conoscevano, ed anche chi ammette di averlo frequentato minimizza, dimentica particolari. Piccoli particolari come case, uffici, compensi.
C’è chi si dimentica che gli ha pagato la casa in nero, dimentica di conoscerlo e dimentica che gli ha restaurato altre due case ed un ufficio. Cose che capitano.
E poi c’è Guido che non vede il marcio che gli passa sotto il naso, dimentica che la moglie ha ricevuto 25.000 dal pulitissimo Anemone per ridisegnare il verde del Salaria Sport Village (per rendere più piacevoli le scappatelle del marito??). Ricorda, improvvisamente, di aver fatto cambiare le tapparelle al suo appartamento ai Pairoli proprio dallo stesso imprenditore, ma dimentica, ahimè, che non le ha le tapparelle quella bella palazzina in stile liberty.
E si prosegue così in una sequela di smentite, di difese, di prese di posizione. Tutti limpidi, tutti dimentichi, tutti casi fortuiti.
Anche Silvio si è sentito in obbligo di difendersi: “Io non c’entro, non ho mai usato la politica per gli affari e sono il primo a chiedere pulizia sempre, ma questo è il modo peggiore, così si fa solo sciacallaggio”
Scusate mi stavo riprendendo dalle risate.. Dicevo: anche Silvio non si è sottratto al coro delle difese smemorate ed ovviamente è stato riecheggiato dal fido (in tutti i sensi) Cicchitto che ha subito parlato di “liste di proscrizione” e dell’ormai consunto mantra del “massacro(oppure uno tra: tritacarne, tiro al bersaglio, sputtanamento) mediatico”.
Sono convinto che la maggior parte di quei lavori si possa spiegare legalmente, ma penso anche che, dati i riscontri, sia necessario andare a fondo e snidare le maglie di questa corruzione diffusa, di questi appalti affidati alla solita cricca che nessuno conosceva. Invece la casta alza come al solito un muro impenetrabile intorno a se stessa (Scajola ne ha dato ieri l’ennesimo esempio rifiutandosi di comparire in tribunale), mentre con una mano, propagandisticamente, si promuove un decreto “anti corruzione” e con l’altra si pone la fiducia (vedrete…) su un testo anti intercettazioni, che smascherano continuamente questi reati e i corrotti che noi ci ostiniamo a mantenere in Parlamento.
 
SCRITTO DA SIMONE PER Voglio Resistere


'Non bastano nemmeno le cannonate' have 1 comment

  1. 15 maggio 2010 @ 8:37 am Giampaolo Rossi

    per una volta devo farlo….

    Sembra impossibile, ma Berlusconi, per questa volta, sembra non centrare nulla.

    Nella lista infatti compare si Palazzo Grazioli, resideze del Presidente del Consiglio, ma si riferisce a “Mauceri di Palazzo Chigi (è stato nel governo Prodi alla segreteria generale di Palazzo Chigi con Carlo Malinconico)”.

    Quel che è giusto è giusto. 🙂


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