‘Non è niente’

Nasceva in un piccolo borgo, crescendo poi in un altro, innamorandosi definitivamente di molti altri posti.

‘Non ci credo, nel vedere così tante possibilità
E non trovare nessuno disposto a prendersene cura.
Così ho aperto la finestra
Di un mattino lungo e freddo,
Sperando di poterla vedere avvolta nella sua sciarpa,
Come quando un tempo usciva senza un suo piano
Senza un suo scopo, senza una sua meta.
Come quando un tempo portava a spasso i pensieri,
Gli faceva reggere la sua andatura, poi correre, poi riprendersi.
Così ho aperto la finestra e ho sperato tanto che ci fosse il sole,
E quando l’ho visto ho sperato che avesse voluto vederlo anche lei.
Ed ho aspettato.
Col mio caffè e con le sue sigarette.
La vidi al bruciare della terza,
Sorseggiando il mio quarto caffè.
Senza sciarpa, con uno scopo preciso, con un suo piano
E una sua meta.

Svoltava gli angoli con
I suoi passi decisi, piccoli, veloci.
Poi ho avuto paura che non rivolgesse lo sguardo
Verso queste tende color viola.
Ma ho visto i suoi occhi felici rivolti a me e mi hanno detto:
‘L’abbiamo visto anche noi il sole, non è bello vero?’.
Sono corso  poi all’altra finestra,
Così l’ho aperta, poi ho avuto paura che non rivolgesse lo sguardo
Verso queste tende color panna.
Ma ho visto le sue labbra socchiuse che mi hanno sossurato:
‘L’amore più bello l’abbiamo fatto in quelle viola’.
Così sono corso di nuovo alle tende color viola,
Ed ho avuto paura che i suoi occhi stavolta si fossero stancati,
Ha appoggiato le orecchie al vento e le ho detto:
‘Ma è in quelle color panna che t’ho detto quanto ti amo’.

Nasceva in un borgo tra mille amici, crescendo poi tra altri, innamorandosi definitivamente di uno solo.

 ESTER SARTO

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