Non è un paese per rivoluzionari

Non ci sono parole a volte per riuscire a descrivere nella migliore maniera uno stato d’animo di inquietudine, la paura, l’ansia di non poter fare nulla, non potersi muovere…

“Esco di casa, vado a farmi un giro, voglio incontrare gente, voglio riprovare a fare quello che facevo prima. Esco” “Scusi dove va lei?” “Ma fatti i cazzi tuoi!”

…descrivere situazioni in cui un estraneo ti dice che per vivere devi fare quello che ti dice lui altrimenti, non c’è un altrimenti. E magari te lo dice dopo anni di vita insieme…

“Abbiamo più di 70 anni noi, siamo stati insieme una vita e ora ci vogliono mandare via dalla nostra terra” “Gli ho detto abbiamo le galline, i conigli, la terra” “Sa cosa mi hanno risposto, lei vada sulla costa e suo marito rimane qui!”

…oppure quando tra voi e il resto del mondo viene tirato su un muro di silenzio, viene messo un cartello con scritto a caratteri cubitali ALT FARSI RICONOSCERE, dove non entrano parole e non devono mai uscire…

“Chi siete?!” “Vogliamo solo parlare ai nostri concittadini nel campo” “Non si può… è vietato!” “Ma da chi?” “Da noi…”

…provare a descrivere il sopruso vestito in giacca e cravatta che si avvicina minaccioso per ricondurti all’interno delle regole scelte da loro…

“Togliete subito quello striscione” (con scritto Vergogna) “Come si permette” “Via subito ho detto” “Ma perchè?” “Perchè lo dico io!”

…cosa si prova quando qualcuno vuole comandare in casa tua, costringerti a farti capire che li non ci puoi stare, senza darti un’alternativa di vita, senza interpellarti, senza darti la possibilità si scegliere…

“Chi è?” “Polizia signora” “Cosa volete?” “Niente signora non si preoccupi vogliamo solo aiutarla” “Parlate da li però…” “Signora questo non è il modo! Lei non può stare in questa casa” “Lo so e neanche voi… Io non ci vado a 70km da qui, non ho nemmeno la patente e lavoro qui in città”

…passare le ore davanti alle televisioni che ti dicono ciò che è buono e ciò che non va bene, che ti fanno capire che le case da parecchi euro sono meglio tutto sommato della casa che avevi prima, e poi c’è anche il giardinetto, il frigo con dentro una bottiglia offerta dal premier…

“Abbiamo trovato tutto qui dentro, c’era tutto. Si ci hanno dato la nuova casa. Ma… non possiamo toccare niente, cambiare niente, non possiamo attaccare dei chiodi, hanno detto che sarebbe meglio di no. e comunque bisogna chiederlo. Non mi trova a mio agio, non mi sembra di essere a casa…”

…avere di fronte una ragazzotto che ti dice…

“Lei è anziana se non vuole andare sulla costa magari potrebbe andare in uno ospizio…” “Senti tu hai la mamma?” “Si” “Allora portaci mamma nell’ospizio!”

Non ci sono parole per descrivere queste e le altre immagini che ieri sera ho visto durante la proiezione di Draquila. Se non lo avete ancora fatto andatelo a vedere.
Si esce con ancora più rabbia di prima nel vedere abusi del genere, colloqui che si trasformano in interrogatori minacciosi… “vi tagliamo la luce”…in questo paese, nel nostro paese dove ci sono prove di regime e noi continuiamo a stare tranquilli.
Riascoltare quelle intercettazioni… quelle dichiarazioni di “non ci sono pericoli”… quelle riunioni inutili… una protezione civile impegnata a lavorare per un assurdo G8 alla Maddalena invece di fare reale “protezione”… vedere un tendone del PD sempre vuoto, assente… vedere quegli sciacalli allestire uno show mediatico sulle spalle degli aquilani…

Viviamo in un paese dove in pochi sanno realmente quanto non è stato fatto a L’Aquila, con un centro storico sommerso dai detriti da un anno, dove solamente dei magnifici cittadini stufi di tutto ciò e armati di sole carriole hanno iniziato a portare via i detriti dalle vie della loro città.
Rabbia. Una rabbia per non aver fatto abbastanza per la popolazione de L’Aquila, per le loro libertà e per i loro diritti…
Bisogna stare ancora più vicini agli aquilani e alle loro vite.
Bisogna aprire sempre di più gli occhi.
Bisogna cercare la verità.
Non fermarsi davanti a un cancello, togliere di mezzo tutti gli ALT che ci mettono davanti.
Bisogna uscire di casa e ritrovare la forza per indignarsi.
Prendere quella dannata televisione e buttarla in discarica.
Spegnerla… spegnerli.
Fare in modo che non si impossessino mai dei nostri cervelli e delle nostre vite.

“Proiettare in un prestigioso festival cinematografico internazionale una pellicola di propaganda politica come Draquila di Sabina Guzzanti è un’offesa a quello che è avvenuto dopo il terremoto, alla verità e al popolo italiano. Pensi se proiettassimo al Festival di Venezia un film di propaganda politica faziosa contro la persona del Presidente della Repubblica francese. Cosa c’entra questo con la cultura e con una rassegna cinematografica? Il punto è che l’Italia è l’unico Paese al mondo in cui una parte della cultura e della sinistra spinge il proprio odio verso chi ha ottenuto democraticamente il mandato di governo fino al punto di screditare in ogni modo l’immagine del nostro Paese”…parola di Bondi

“Qualcuno ha detto che a L’Aquila ci sia stato un esperimento per ciò che sarà possibile fare ad un livello più grande”.

LUCA PUGLISI



'Non è un paese per rivoluzionari' have 2 comments

  1. 11 maggio 2010 @ 5:27 am Elisa

    Caro Luca, sono aquilana e ti ringrazio per questo post.
    Ho visto Draquilan in anteprima, mercoledì scorso, nella piazza principale della nostra città, insime a un migliaio di altri aquilani. Alla fine della proiezione ero spossata, stanca al solo ricordo di tutto quello che abbiamo vissuto in questo anno…
    Non trovo che il lavoro della Guzzanti sia perfetto, credo che lei abbia solo fatto la cronista… qualsiasi giornalista aquiano avrebbe dovuto raccontare quella storia… non ce ne sono altre… all’aquila a 13 mesi dal sisma ci sono 16 mila disoccupati a causa del sisma… io ho ricominciato a pagare il mutuo per una casa inagibile per la quale non so se riceverò mai i finanziamenti… la cosa che nel film manca è che mafia, ndrangheta, camorra hanno fatto grandi affari all’Aquila, che molti cittadini non riescono ancora a presentare il progetto di recupero della propria abitazione perchè mancano indicazioni da parte del commissario della ricostruzione… L’Aquila sta morendo… e non a causa del sisma… L’Aquila è solo un paradigma del nostro paese… abbiamo provato a dirlo in tutte le maniere e a tutto il mondo… ci danno degli “ingrati” ma noi aquilani abbiamo fatto il nosto dovere raccontando come stanno le cose… ora tocca a voi italiani chiedere conto di come siano stati spesi i vostri soldi nel cratere… ti ringrazio per la tua sensibilità…forse questo film ci aiuterà… Buona giornata, un abbraccio

  2. 11 maggio 2010 @ 9:43 am Luca Puglisi

    Io ringrazio te per i complimenti e per le notizie che hai aggiunto. Ciò che descrivi con le tue parole logicamente viene messo da parte dalla cosiddetta grande informazione che è pronta solamente a dare in pasto al pubblico i numeri di un successo mai riuscito non raccontando il dramma vero che si trova all’intenro di ognuno delle famiglie aquilane.
    Hai ragione il popolo, la gente, gli italiani devono fare qualcosa per non far dimenticare tutto ciò, per rendere visibile ciò che viene nascosto. L’impresa è davvero difficile ma bisogna assolutamente provarci.
    Un abbraccio e un saluto


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