Nuàri

Nuàri, l’indie punk wave che fa bruciare la provincia

NuàriParliamo dei Nuàri , indie punk wave band (come amano definirsi) direttamente dai meandri della provincia di Roma.

Sin dal primo ascolto viene a galla un disco dal sound prepotente e dalle ritmiche incalzanti, il giusto compromesso tra le sonorità abrasive del punk e quelle più smussate (moderate, se vogliamo) della new wave.

I Nuàri: un sound tagliente e di carattere.

La cosa che colpisce sin da subito è questo muro sonoro graffiante e acidulo che schiaccia l’ascoltatore e lo tiene incollato alle casse dello stereo per i circa 24 minuti di questo disco/ep.

I Nuàri hanno saputo costruire un disco punk che si distacca dai canoni del genere e diventa altro, non “solo” new wave, ma proprio un genere a parte che, attingendo dalle varie influenze sonore riesce a dar vita a un sound coerente e ricercato.

Altra cosa che colpisce è la parte testuale: in questi otto brani troviamo un sorta di cut up che scioglie e ricompone il testo in singole frasi; il risultato e una vena testuale da interpretare ma, allo stesso tempo, diretta e senza troppe articolazioni pseudo intellettuali e piene di sé.

La potenza di questo disco è più che evidente sin dalle prime note di Funeral Shroud che ci trasporta in un universo fatto di ritmiche incalzanti, chitarre taglienti e linee vocali ruvide e “sporche”.

Uno alla volta i brani del disco vengono a galla con naturalezza e con una forza dirompente, lasciando sempre l’ascoltatore in un contesto “punkeggiante” che non disdegna composizioni più complesse rispetto al classico andamento del genere.

Prendiamo un pezzo come Breath che i Nuàri hanno costruito su una serie di complessi intrecci tra ritmiche, chitarre e voci; un pezzo del genere, nonostante l’impegno non indifferente, resta diretto e di impatto e si fissa permanentemente nella memoria dell’ascoltatore sin dal primo momento.

Una band potente che pensa fuori dagli schemi.

Il pezzo forte della band è proprio questo essere diretti, sì, ma non scontati o canonici e saper aggiungere sempre quel tocco di personalità a ogni pezzo; perfino nei brani più dritti come Rogo che in alcuni momenti sembra (soprattutto nella parte vocale) uno dei migliori pezzi dei CCCP o dei CSI.

Attenzione perché potrà sembrare scontato dirlo ma la scena punk (e pure wave in questo caso) ha un grande bisogno  di staccarsi dai canoni e di band che sanno osare non ce ne sono tante in giro: l’arte di saper  scavalcare  le “regole” che hanno omologato perfino qualcosa di non omologabile, è segno di un certo impegno compositivo e sintomo della ricerca di una identità sonora ben costruita, cosa di cui il punk ha davvero molto bisogno.

NuàriSe proprio dovessimo trovare una pecca al disco dei Nuàri è la durata, 24 minuti sono proprio al limite della linea sottile tra CD e EP, ma è una legge non scritta e comunque siamo davanti a 24 minuti di buona qualità e nulla vi vieta di far ripartire il disco dall’inizio più e più volte.

In conclusione, questo primo lavoro in studio per i Nuàri si ascolta con piacere e lascia l’ascoltatore soddisfatto, soprattutto per gli amanti del genere che sono arcistufi delle classiche canzoncine senza senso e senza spina dorsale.

Se siete in cerca di un disco tagliente e con gli attributi allora siete capitati davanti la band giusta.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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