Nuova squadra al Pirellone: che strana questa giunta!

Se fossimo in un fumetto, potremmo pensare che un colpo di vento abbia scombinato le carte in tavola sulle nomine dei neo Assessori Regionali. Peccato che questa è la realtà e in quei giorni – quelli dell’ufficializzazione della giunta – al Pirellone tutte le finestre fossero chiuse.

Ma procediamo con ordine e partiamo dal cambio della guardia PDL-Lega.

Dopo una lunga incrostazione di potere, Roberto Formigoni lascia le stanze del potere al Pirellone per trasferirsi in quellemaroni-8-9 nuove a Roma, passando il testimone al neo-eletto presidente Roberto Maroni.

Così la Lega è riuscita nel suo intento da lungo tempo desiderato e annunciato: conquistare la Lombardia con un suo uomo, e che uomo. Al vertice siede ora il volto nuovo della Lega, il segretario Maroni, che è uscito vincitore da una corsa elettorale che lo vedeva da un lato trionfatore annunciato – nonostante il “fallimento nazionale” del partito, dall’altro eroe profetico che avrebbe condotto la “Lombardia in testa”. 

Il 19 marzo scorso, così, il neo governatore lombardo ha presentato la sua squadra, composta equamente da sette uomini e sette donne, uniti dall’obiettivo comune di riformare la Regione, al di là dei colori del partito di provenienza – ha assicurato Maroni.

Quattordici assessori nominati in base alle «competenze di ciascuno, sul carattere che hanno mostrato»: Mario Mantovani alla Salute (scelto anche come Vicepresidente); Valentina Aprea all’Istruzione, Formazione e Lavoro; Viviana Beccalossi al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo; Simona Bordonali alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione; Paola Bulbarelli alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunità; Maria Cristina Cantù alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato; Cristina Cappellini alle Culture, Identità e Autonomie; Alberto Cavalli al Commercio, Turismo e Terziario; Maurizio Del Tenno alle Infrastrutture e Mobilità; Gianni Fava all’Agricoltura; Massimo Garavaglia all’Economia, Crescita e Semplificazione; Mario Melazzini alle Attività Produttive e Ricerca e Innovazione; Antonio Rossi allo Sport e Politiche per i Giovani; Claudia Terzi all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile.

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Mario Mantovani

Mario Mantovani (PDL): entrato in politica con Forza Italia, già Eurodeputato dal 1999, nel 2008 con la nomina a Senatore della Repubblica e Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti nel Governo Berlusconi IV, abbandona il Parlamente Europeo, lasciando il seggio a Iva Zanicchi. Sindaco di Arconate plurimandatario, è un imprenditore nel settore edile e nel settore socio-assistenziale. Eletto alla Sanità, Mantovani gestisce di fatto undici strutture residenziali e socio assistenziali – molte della quali direttamente costruite da una sua società immobiliare – tutte accreditare nelle graduatorie della Regione Lombardia.

Valentina Aprea (PDL): eletta alla Camera dei Deputati nel 1994 tra le file di Forza Italia, per cui è stata anche responsabile delle politiche scolastiche, nei Governi Berlusconi II e III ha ricoperto l’incarico di sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. A lei e all’allora Ministro dell’Istruzione dobbiamo la cosiddetta riforma della scuola Moratti. Già in giunta Formigoni dal Febbraio 2012, passa alla ribalta per il famoso (o per altri sconosciuto, ma temibile) DDL Aprea, contenente modifiche radicali in merito all’istruzione pubblica. In questo modo si attira l’antipatia di numerose associazioni studentesche, anche e soprattutto per i nuovi tagli scolastici previsti dal suo disegno di legge. Ovviamente è stata eletta all’Istruzione.

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Simona Bordonali

Simona Bordonali (Lega): la sua elezione è frutto di una lunga militanza nel partito del Carroccio fin da giovanissima.  Segretario cittadino del partito a Brescia e poi capogruppo in consiglio comunale, di cui è diventata anche Presidente. Diplomata perito aziendale, è stata nominata Assessore alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione, per la serie “questi sconosciuti”.

Paola Bulbarelli (PDL): giornalista di razza, figlia d’arte per così dire, visto che anche il padre e il fratello sono giornalisti d’hoc. Ha lavorato al Giornale e al Corriere della Sera e, fino alla vittoria politica, autrice televisiva del programma Rai L’ultima parola di Gianluigi Paragone. Sebbene non abbia mai ricoperto incarichi in politica, la sua nomina ad Assessore per la Casa, Housing Sociale e Pari Opportunità sembra essere in linea, ad esempio, con  suoi trascorsi da presidente dell’Aler di Mantova

Maria Cristina Cantù (Lega): nonostante sia direttore generale dell’Asl di Monza Brianza, che vanta altresì una lunga carriera nella sanità Lombarda, è stata scelta come Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato.

Cristina Cappellini (Lega): già nei Giovani Padani, segue Roberto Maroni a Roma quando è Ministro del Welfare. Poi un ruolo di rilevanza a fianco del Senatur, alla segreteria, e infine con Roberto Calderoli. Ora, con grande sorpresa, viene nominata in giunta regionale come Assessore alle Culture, Identità e Autonomie. La sorpresa è sia per l’Assessorato alquanto curioso per un partito come la Lega, “strenuo difensore” delle Culture e Identità, al plurale. Ma forse ancora più inattesa è la scelta della Cappellini, che persino i militanti cremonesi del Carroccio “screditano”: «i militanti della Provincia di Cremona si fanno il culo e poi viene messa a fare l’Assessore una PERFETTA SCONOSCIUTA, una che è militante sulla carta, una che non ha mosso un dito in campagna elettorale, una che quasi nessuno sa chi sia, bene! GRAZIE!» -queste sono le parole con cui il vicesegretario provinciale Alessandro Carpani ha accolto su Facebook la notizia.

19_11_bso_f1_228_a_resize_526_394Alberto Cavalli (PDL, nella foto a sinistra): sceso in campo con Forza Italia nel 1995, è stato Presidente della Provincia di Brescia per due mandati. È un’altra emblematica scelta quella di mettere Commercio, Turismo e Terziario un laureato in architettura, consigliere di amministrazione e commissario straordinario della Triennale, già sottosegretario regionale a Ricerca e Università nella giunta Formigoni dal 2010 al 2012.

Maurizio Del Tenno (Pdl): l’imprenditore di Sondrio, con un diploma di istituto professionale per l’industria e l’artigianato, dal 2009 è coordinatore provinciale del Pdl, per cui è stato anche Assessore Provinciale. Deputato della Camera dal 2008 a marzo 2013, è stato componente delle commissioni parlamentari Finanze, Semplificazione , Esteri e Politiche dell’Ue. Nonostatne questo viene nominato Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità.

Gianni Fava (Lega): imprenditore mantovano nel settore dei servizi, nel 2008 viene eletto alla Camera dei Deputati nella lista Lega Nord. Diversi i suoi incarichi parlamentari, fra gli altri ricordiamo: la vicepresidenza della Commissione Difesa, la presidenza della Commissione di Inchiesta sui fenomeni della Contraffazione e Pirateria in  campo Commerciale dal 2011 al 2013, nonché la partecipazione alla Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo. In totale dissonanza con le sue passate esperienze, Maroni lo ha scelto per l’Assessorato all’Agricoltura.

Massimo Garavaglia (Lega): già onorevole della Camera, nel 2008 diventa il più giovane Senatore della storia della Repubblica. Laureato in Economia alla Bocconi e in Scienze Politiche alla Statale di Milano, dopo aver ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, viene chiamato dal neogovernatore all’Assessorato Regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione. Una scelta senza dubbio azzeccata, in questo caso.

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Antonio Rossi

Antonio Rossi (Lista Maroni): più o meno discutibile la scelta di candidare personaggi vip e dello sport in politica, non è questa la sede per farlo. Tuttavia, è innegabile che la scelta del canoista pluripremiato (cinque medagli olimpiche e sette mondiali), sia in linea con le deleghe che ha ricevuto nella giunta Maroni, quelle allo Sport e alle Politiche Giovanili, soprattutto se consideriamo la sua precedente esperienza come assessore allo Sport della Provincia di Lecco.

Claudia Terzi (Lega): avvocato, leghista sin dalla metà degli anni novanta, la sua è un’altra delle nomine un po’ incomprensibili di Maroni, all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile. Il suo arrivo in giunta per altro sembra causare non pochi “intoppi burocratici”, dal momento che, sindaco di Dalmine dal 2009, Claudia Terzi non si è ancora dimessa dal suo incarico comunale, poiché essendo stata nominata Assessore senza l’elezione in Consiglio Regionale, sembrerebbe non sussistere incompatibilità di cariche. Ma la questione si è subito tinta di note polemiche, poiché a certe parti politiche le dimissioni sembrano non solo doverose, ma necessarie.

Qualcosa appare chiaro da questa veloce disamina dei ruoli e delle storie politiche e professionali dei neo-assessori. Se tutti siamo a favore dello scambio di mansioni e della sperimentazione di vari ruoli per migliorarsi ed evitare incrostazioni di potere, tuttavia sorge spontanea una domanda: il neo governatore Maroni non avrà fatto un po’ di confusione?

Tuttavia, lungi da noi giudicare e sentenziare un operato che ancora non conosciamo, meglio se ne riparliamo fra qualche mese.

(Fonti per le biografie degli Assessori: Wikipedia, Milano Today, Il Giornale, il Giorno, Cremona Oggi e Camera.it)

MARCO BARUFFATO

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