Nuovi problemi per il governo della Polverini, nel Lazio. L’Udc continua a mettersi di traverso

Gli scudocrociato di Casini tornano all’attacco e non si arrendono. Ricapitoliamo: domenica scorsa abbiamo l’affermazione piccata e offesa del leader centrista a Lucia Annunziata nel suo programma “In ½ ora” su Rai3, riguardo l’estromissione del suo partito dalla formazione della giunta regionale della Polverini: « Noi non abbiamo fatto proprio nulla. E’ la Polverini che non ha rispettato gli accordi, quindi è un problema suo. Noi abbiamo stipulato dei patti che, come spesso accade, non sono stati rispettati; non è che siamo degli accattoni che ci tengono buoni con un assessorato o due… Noi avevamo un accordo e chiediamo che questa venga rispettato. Tutto qui».

L’accordo, stipulato tra il pluririciclato Luciano Ciocchetti (segretario Udc del Lazio, candidato alle Politiche del 2008, al Comune di Roma e alle Europee…sempre perdente) e la Polverini, prevedeva l’assegnazione di due assessorati di peso al partito più la Vice-presidenza della giunta regionale. Ma dopo il deludente risultato, dopo il caso lista-PdL e la necessità di rimpolpare la quota PDL nel bilancino degli assessori, all’UDC è stata indicata “l’uscita”.

Il Pdl, per sotterrare l’ascia di guerra ed evitare il peggio, ha provato ad offrirgli la presidenza di quattro commissioni consiliari pesanti, più la vicepresidenza del consiglio, più due assessorati ininfluenti. Ma gli uomini di Casini fanno orecchio da mercante: o assessorati importanti (come l’Urbanistica), o appoggio esterno al governo Polverini.

Dopo un lungo tira e molla, durato alcuni giorni, a inizio della settimana scorsa (due giorni prima dell’insediamento del consiglio regionale) la governatrice afferma raggiante di aver raggiunto la quadra con gli uomini di Pierferdy: avranno la Vice-presidenza del consiglio regionale, affidata a Raffaele D’Ambrosio, più l’ingresso in giunta del capogruppo alla Pisana, Aldo Forte e di Ciocchetti. Per ora è stata accettato solo il primo incarico…

Risolta forse temporaneamente la “grana” con l’Udc, optando per un rimpasto in giunta a neanche un mese dalla sua composizione (incredibile!), la Polverini deve affrontare un altro problema parecchio spinoso che si potrebbe risolvere solo se la “trattativa assessori” andasse in porto: il ricorso al TAR di una serie di cittadini e di consiglieri regionali di opposizione. Secondo i ricorrenti, il numero dei consiglieri di maggioranza usciti da questa consultazione elettorale è erroneo: alla Polverini andrebbero sottratti tre seggi. Con l’UDC decisa a un probabile appoggio esterno, se il ricorso dovesse essere acccolto, la maggioranza che sostiene la Polverini si ridurrebbe a un solo seggio di vantaggio contro un ipotetico blocco di opposizione PD+UDC+altri.

Come se non bastasse, viene lanciata un’accusa piuttosto importante – da parte dell’ex vicepresidente della Regione, ora capogruppo Pd alla Pisana, Esterino Montino – in merito al coinvolgimento nella vicenda del Ministro Scajola, della sua ex segretaria Fabiana Santini (attuale assessore all’Arte, Sport e Politiche per i giovani): <<voci insistenti raccontano che nell’inchiesta sulla vicenda che ha portato alle dimissioni il Ministro Claudio Scajola sia coinvolta anche il neo assessore della Giunta regionale del Lazio Fabiana Santini per anni segretaria particolare del ministro. Spero vivamente e mi auguro che non sia vero. Credo però sia necessario che la Presidente Renata Polverini faccia le opportune verifiche e diradi ogni dubbio. Se le voci sono infondate difenda il suo assessore pubblicamente, se invece il problema esiste, ritengo sia utile che valuti l’opportunità di chiedere alla Santini dimissioni spontanee oppure di procedere al ritiro delle deleghe. È una questione di trasparenza e dubbi di questo tipo vanno diradati subito>>.

Insomma, se dovessi prendere per vero gli annunci elettorali della Polverini: “Insieme si cambia”, “Costruiamo insieme una nuova Regione”….con questi “chiari di luna”…mi dovrei preoccupare….oppure no?

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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