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Obbligo o verità, quando il gioco si fa mortale

Di giochi innocenti che finiscono in tragedia è pieno il cinema horror. Non poteva dunque mancare all’appello uno dei divertimenti studenteschi a maggior rischio di rivelazioni scottanti e sfide intriganti quale Obbligo o verità (Truth or dare in inglese).

Quest’ultimo fornisce titolo e spunto centrale al nuovo film prodotto dalla Blumhouse Productions, specializzata in horror a basso costo. Questa volta ad essere chiamato all’appello è il regista Jeff Wadlow (Kick-Ass 2, Autobiografia di un finto assassino). Qui nella triplice veste di regista, sceneggiatore e produttore.

Sinossi

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Olivia Barron (Lucy HalePretty Little Liars) si lascia convincere dal suo gruppo di amici a recarsi in Messico per lo Spring Break. In un locale conosce Carter (Landon Liboiron), che invita Olivia e i suoi amici a darsi ai drink. E soprattutto a intraprendere il gioco “obbligo o verità” all’interno di una vecchia chiesa in rovina.

Quello che però sembrava solo un passatempo innocente, si scoprirà essere in realtà una maledizione scatenata da un’entità demoniaca. Suo scopo è perseguitare e massacrare i partecipanti, sfruttando proprio le sfide a “obbligo e verità”. Soprattutto i rapporti tra Olivia, la sua migliore amica Markie (Violett Beane) e il fidanzato di Markie, Lucas (Tyler Posey, Teen Wolf), si faranno particolarmente tesi e pericolosi.

Brividi cercasi

Un gruppo di collegiali, scelte senza senso, splatter contenuto, attori più avvenenti che bravi. Obbligo o verità non sfugge ai tópoi o meglio cliché degli horror indirizzati a un pubblico per lo più giovanile. Di quelli da vedere magari in una torbida e noiosa sera d’estate.

Pur ricordando a sprazzi pellicole quali Final Destination o So cosa hai fatto, il film di Jeff Wadlow risulta fin troppo frenato per assolvere al principale compito richiesto al genere. Ovvero trasmettere inquietudine e paura. Di brividi Obbligo o verità ne trasmette pochi, usando piuttosto piattamente la carta dell’entità sovrannaturale che poteva invece volgere a suo vantaggio. Sceneggiatura, regia e interpretazioni non aiutano a generare una vera suspense o moti di affetto nei confronti di quei personaggi per la cui vita si dovrebbe temere.

Un intrattenimento da sere estive

Eppure, pur nelle sue molteplici mancanze, Obbligo o verità tende lo stesso a funzionare come film action/thriller a base paranormale per chi cerca solo un po’ di svago. Il gioco in sé fornisce interessanti spunti per riflettere sulle verità taciute e le bugie esibite all’interno di un gruppo di amici. Non a caso i personaggi su cui maggiormente si focalizza l’attenzione sono quelli del triangolo Olivia, Markie e Lucas.

obbligo-o-verità-filmPur tra prevedibilità varie e caratterizzazioni piuttosto superficiali, il film di Jeff Wadlow riesce spesso a intrattenere in maniera abbastanza interessante. Divertendo uno spettatore giovane senza tante pretese se non quella di passare un’ora e 40 davanti a uno schermo insieme agli amici, più per goliardia che per lasciarsi “spaventare”.

Nonostante le critiche negative su Rotten Tomatoes e Metacritic, Obbligo o verità negli Usa ha incassato più di 40 milioni di dollari nelle prime cinque settimane, tanto che si potrebbe pensare di realizzarne un (inutile) sequel. Il finale sfodera infatti una soluzione geniale che sarebbe un peccato andare a intaccare.

Obbligo o verità sarà al cinema dal 21 giugno 2018 con Universal Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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