Olio Officina Food Festival: dati e novità sull’oro

Scaldare l’olio prima di assaggiarlo, scoprire cosa è un blend, conoscere gli oli da seme e scoprire il sapore forte di quello di lentisco, discutere del futuro e delle nuove norme in materia. Tutto questo, e molto altro è stata “Olio Officina Food Festival”, la tre giorni che si è tenuta dal 22 al 24 gennaio nella splendida Olio-officina-Milanocornice del Palazzo delle Stelline a Milano. Nell’Annus horribilis per la nostra olivicoltura, finalmente è tornato al centro l’olio, alimento che, insieme al vino, meglio rappresenta la nostra identità mediterranea da qualche millennio.

LA CRONACA. 

“Non è vero che l’Italia non abbia la forza di riscattarsi e guardare al futuro – chiarisce l’ideatore Luigi Caricato-. È un momento difficile, ma ci sono i coraggiosi che non mollano mai, sempre impegnati a creare il nuovo e ad accogliere le sfide. Esistono persone e imprese illuminate, in grado di contribuire a edificare un processo di rinascenza.”

Perseguire qualità ed eccellenza a OlioOfficina ha significato, ad esempio, cercare di percepire i tanti aromi di molti ottimi oli – grazie alla guida di assaggiatori professionali – per poi individuare alcuni sapori fondamentali (l’amaro, il dolce, l’aspro e il salato); comprendere con una oil experience come si progetta un “blend” da oli con caratteristiche diverse ma anche da cultivar con caratteristiche particolari, grazie a un lavoro attento di selezione; ascoltare chef a confronto affermare che “l’olio non è un mero condimento ma una salsa” e che quello “giusto fa la differenza nel piatto”. Del tutto innovativo, lo studio sul ciclo di vita dalla coltivazione dell’oliva alla bottiglia finita da riciclare, che ha permesso a una grande azienda italiana di definire l’impronta carbonica (Carbon Footprint) dell’attività e azzerare le emissioni di CO2, a maggior ragione giacché gli Stati Uniti hanno visto crescere del 19% i prodotti “green label” nella grande distribuzione, mentre quelli tradizionali hanno registrato una riduzione dell’1,5%.

QUALCHE DATO. 

L’inverno poco freddo e l’estate troppo piovosa hanno favorito gli attacchi di “mosca olearia” provocando danni sia sul fronte quantitativo, sia qualitativo. Oltre un milione di ettari per 902 mila aziende che nel 2013 hanno prodotto quasi 466 mila tonnellate di olio, il 71,9% del totale dei consumi italiani. Nella campagna 2014/2015 però la produzione di olio di oliva, secondo le stime di Ismea, dovrebbe scendere a 302 mila tonnellate, un risultato causato dal cambiamento climatico.  In Puglia e Calabria, i maggiori produttori, si prevede una contrazione di oltre un terzo dei quantitativi rispetto al 2013, mentre in Sicilia e Campania i tagli sarebbero del 22 e del 40 per cento. Meno 45% per Basilicata, Abruzzo, Liguria, Marche e Toscana, -40% per la Campania e -37% per il Lazio.

RIFLESSIONI. 

“L’olio è uno dei prodotti cardine della dieta e della cultura mediterranea anche per i suoi valori alimentari, territoriali e paesaggistici -afferma Ermete Realacci, presidente di Symbola, la Fondazione per le Qualità Italiane, che sta promuovendo il progetto genius olei. Il futuro dell’olivicoltura italiana è legato alla qualità e non al basso prezzo, alla capacità da parte dei consumatori di distinguere un olio industriale da un pregiato olio extravergine di oliva”.Olio

Il rischio più grave che l’olivicoltura deve combattere in questo momento, a detta di molti dei relatori intervenuti nei diversi seminari, è infatti proprio l’immobilismo, la mancanza d’innovazione che rischia di portare ad una crisi profonda e duratura. Ora molto utile potrà rivelarsi il lavoro avviato dal “tavolo di filera” negli scorsi giorni. “L’olio è un settore strategico per l’agroalimentare italiano – ha spiegato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – per questo abbiamo proposto alla filiera un piano articolato di azioni di breve e lungo periodo. Alla filiera abbiamo proposto 4 linee di intervento con un filo conduttore fondamentale che deve essere il miglioramento dei rapporti tra i vari settori coinvolti, insieme a un forte lavoro sull’aggregazione dell’offerta. Ci sarà molto da fare anche sul fronte della promozione del prodotto e sfrutteremo l’occasione di Expo anche in questo senso”.

PROSSIMI APPUNTAMENTI. 

Prossimo appuntamento, la quarta edizione del World Oil Olive Exhibition, la più grande fiera dedicata al commercio internazionale degli oli di oliva, che si terrà il 12 e 13 marzo a Madrid, tutta dedicata all’internazionalizzazione, uno degli obiettivi primari della WOOE.


About

Nato a Roma nel 1971, studia Scienze Naturali e, dopo diverse attività nell'associazionismo cattolico, dal 1989 inizia la collaborazione con Legambiente Lazio, della quale diviene presto responsabile del Settore Scuola e Formazione e poi Presidente Regionale fino al giugno 2014. Durante questi anni ha ideato e realizzato diverse campagne di sensibilizzazione sull’inquinamento atmosferico, i rifiuti, le aree protette, coordinando iniziative e manifestazioni annuali a carattere regionale e curando molti dei principali dossier dell’associazione. Ha tenuto docenze nell’ambito di diversi corsi di formazione e aggiornamento e predisposto materiali informativi e didattici. Dal 2010 è titolare dell’Azienda Agricola “I Colli” a Poggio San Lorenzo (Ri) nell’alta Sabina, che produce olio extra vergine di oliva. BLOGGER DI WILD ITALY


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