pena di morte

I 13 paesi dove l’omosessualità è punita con la pena di morte

73 paesi condannano gli atti omosessuali con pena carceraria. 13 prevedono la pena di morte. E’ questo l’orribile scenario internazionale che riguarda le persone omosessuali.

Un quadro che ben fa intendere quanto ancora ci sia da fare in tema di omofobia. Non ci si può fermare all’Europa dei diritti. Quell’Europa però che offre asilo internazionale a chi è vittima di omofobia di stato nel proprio paese. In Italia, ad esempio, sono diversi i servizi di accoglienza per i migranti omosessuali e transessuali, come lo Sportello Migranti a Roma.

Soffermandoci sull’analisi dei paesi più arretrati, ovvero quelli che prevedono la condanna a morte, notiamo che sono tutti o in Africa o in Asia. Sono tutti a maggioranza islamica e nessuno è uno Stato democratico.

Afghanistan. 

Repubblica islamica, dalle caratteristiche autoritarie. Paese instabile e con ancora diversi contingenti NATO a causa degli attentati terroristici dei Talebani, stanziati nel sud est del paese. Nonostante il cambio di regime a seguito dell’invasione statunitense post 11 settembre, l’omosessualità rimane punita con la pena di morte.

Arabia Saudita.

Con circa 30 milioni di abitanti è la più popolosa monarchia assoluta al mondo. E’ il terzo paese al mondo per esecuzioni capitali e, per gli omosessuali, prima di arrivare alla pena di morte può prevedere incarcerazione e la flagellazione tramite frustate in pubblico. Si può arrivare alla lapidazione.

Emirati Arabi Uniti. 

Sono una federazione di diversi emirati (monarchie assolute). Rispetto ad altri stati islamici più vicini, sono leggermente più liberali. Di fatto infatti non si registrano condanne a morte per omosessualità, e il codice penale stesso è più permissivo rispetto ad altri.

Iran.

Insieme all’Arabia Saudita e al Vaticano, è uno dei tre stati teocratici del mondo sotto la forma di Repubblica Presidenziale Islamica. Caso particolare in quanto applica la pena di morte per le gli omosessuali, ma non per le persone transessuali. L’Iran è infatti il secondo paese al mondo per il cambio di sesso, addirittura incoraggiato dallo Stato con il pagamento del 50% delle spese necessarie. Spesso però questa è l’unica soluzione per i gay per sfuggire alla condanna a morte. Dunque il cambio di sesso non coincide con la necessità di una persona transessuale, ma è un triste epilogo per persone non trans.

Islamic State of Iraq and Siria (ISIS).

Pur non essendo uno Stato riconosciuto e non esistendo la pena capitale per persone omosessuali nel codice penale degli Stati Iraq e Siria, l’ISIS applica la condanna a morte in tal caso. L’ISIS occupa parte dei territori dei paesi di cui prende il nome e rivendica le esecuzioni sui social network, mostrando le pratiche usate per applicare la pena di morte.

Mauritania. 

Repubblica islamica, classificata come regime autoritario, ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960. E’ governata dal 2008 dal Presidente Aziz che con colpo di Stato militare ha preso il potere, poi confermato nel 2009 tramite elezioni. Punisce l’omosessualità con la decapitazione in pubblico.

Nigeria.

Repubblica federale, regime ibrido tra democrazia e stato autoritario, a stretta minoranza islamica. Solo il 50,4% della popolazione è infatti musulmana, mentre la restante parte dei nigeriani è prevalentemente cristiana. Ex colonia britannica, indipendente dal 1960, è guidata dal 2015 dal presidente Buhari. L’omosessualità è punita con la pena di morte tramite lapidazione.

Pakistan.

Repubblica islamica, classificata come regime ibrido. Seppur non applicata, è prevista la pena di morte per le persone omosessuali. Particolare la condizione delle persone transessuali, che seppur discriminate, vengono considerate come discendenti degli eunuchi di corte dell’era Moghul.

Qatar. 

Monarchia costituzionale, ma assoluta de facto, basa la propria economia principalmente sul petrolio. E’ prevista la pena di morte per omosessuali, ma non applicata. Ha suscitato proteste da parte della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex e Trans) la scelta di assegnare al Qatar l’organizzazione dei campionati del mondo di calcio del 2022.

Somalia.

Uno degli stati più poveri e violenti del mondo. Per decenni è stata considerato uno Stato fallito, ovvero senza le condizioni minime per essere considerato come uno Stato. Dopo anni di guerra civile e entità parastatali, dal 2012 è stata raggiunta una certa stabilità con l’istituzione della Repubblica Federale di Somalia. Prevista la pena di morte per omosessualità.

Sudan. 

Dittatura militare de facto, repubblica presidenziale de iure. Ex colonia britannica e indipendente dal 1956 è guidata da al-Bashir al potere dopo colpo di Stato militare dal 1989. Al-Bashir è accusato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. E’ prevista la pena di morte per omosessualità.

Yemen. 

Repubblica presidenziale, classificata però come regime autoritario. Dal 2015 al-Sammad è Presidente dopo un colpo di Stato che ha rovesciato Hadi. Nonostante quanto accaduto, Sammad tuttora viene riconosciuto a livello internazionale come Presidente legittimo. Anche nello Yemen fustigazione pubblica e pena di morte si applicano alle persone omosessuali.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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