Open Government Data: intervista a Ernesto Belisario

Il tempo passa e tante cose cambiano. L’innovazione cambia la vita di tutti noi e il modo di percepirla. Solo 10 anni fa non avremmo immaginato che l’innovazione tecnologica ci avrebbe dato la possibilità di accedere al mondo con un click. E invece eccoci qui. Minuto per minuto abbiamo seguito i rivoluzionari fatti di Piazza Tahrir, la resa di Berlusconi, la nomina di Monti e, ancora, la vilipendio al Presidente Napolitano da parte della lega ecc.. Ma il web e la tecnologia moderna, più in generale, non possono e non devono far riferimento solo ed esclusivamente a questi fenomeni.849_ernesto_belisario

Internet, si pone come la base di divulgazione dei nuovi modelli in-formativi, soprattutto nel settore pubblico e nel delicato rapporto che c’è tra questo e i cittadini che, sempre più, sfruttano  le possibilità che la rete offre non solo per accedere ai dati ma, proprio, l’acquisizione di un nuovo senso critico. Non più fruitori passivi.

Un movimento nato dal basso, oggi è sempre più diffuso ed è conosciuto con il nome di Open Government Data, si sta diffondendo nei paesi industrializzati con l’obiettivo di ottenere l’accesso libero e pro-attivo ai dati in ambiti specifici: quello delle istituzioni politiche e della pubblica amministrazione.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Ernesto BELISARIO che, oltre ad occuparsi di diritto amministrativo, si occupa di diritto delle nuove tecnologie. In questa intervista ci spiega in che modo l’Open Data può riuscire a migliorare la nostra vita.

Perché proprio Open Data?
I perché sono tanti. I dati, devono essere liberi da limitazioni tecnologiche e legali che ne impediscano il riuso, la modifica e la combinazione con altri dati, così da far accedere alle informazioni in maniera molto diretta e trasparente, per rendere i cittadini più consapevoli e dunque più liberi.

Perché i dati pubblici sono una miniera di informazioni e conoscenze sui sistemi economici, sociali, geografici, umani. Ci permettono di monitorare la realtà in cui viviamo. Possono rappresentare un nuovo modo di accedere ai servizi informativi che ci aiutano nelle scelte di ogni giorno, piccole e grandi.

E poi costa poco perché i dati sono già digitali e connessi alle reti . Può generare vari tipi di ritorni in termini di efficienze ed efficacia: risparmio sulle forniture, disponibilità di nuove applicazioni, migliore comunicazione.
È fondamentale, però, censire i dati in proprio possesso e decidere quali possano essere messi a disposizione per il riutilizzo. Pubblicare i dati su un sito Internet sviluppato secondo standard internazionali. Permetterne l’utilizzo: libero (utilizzando licenze standard e “open”) e gratuito.

Open Data e Open government le due facce di una stessa medaglia, quindi.
Beh certamente.  L’Open Government è i considerato da molti un pilastro importante di una democrazia ben funzionante, si va delineando come una nuova modalità di amministrazione tesa a riavvicinare e ristabilire la fiducia tra governanti e governati e non solo in termini di rappresentanza.

fotoBelisarioSostanzialmente è stata riconosciuta la necessità di rafforzare due principi fondamentali di questo rapporto: la trasparenza e la partecipazione.
La trasparenza non fine a sé stessa, ma portatrice di innovazione; la partecipazione non limitata alla possibilità di raccogliere le opinioni e i pareri dei cittadini, ma trasforma i processi decisionali rendendo i cittadini parte attiva, consentendo una reale collaborazione tra le amministrazioni e il pubblico nella definizione dei programmi.

Altri Paesi hanno scommesso molto su questa nuova prassi. In Italia?

In Italia ancora si fa fatica a parlare di open data. Ancora non è entrata a pieno nell’ordine delle priorità anche se negli ultimi anni tutta una serie di norme dato il via a questa “rivoluzione”.
Le pubbliche amministrazioni devono acquisire caratteri propri della trasparenza che troppo spesso manca perché chi amministra assume su di sé e si chiude nel ruolo di Dominus.
Su spinta delle associazioni che si occupano di ciò è nato il portale www.dati.gov.it portale attraverso cui sono reperibili i dati pubblici delle amministrazioni.

L’Italia, quindi, si prepara per questa rivoluzione che non potrà non partire dal basso. Dai comuni. Perché è a questo livello che la politica perde gran parte del suo connotato ideologico per diventare risoluzione di problemi di vita quotidiana di ciascuno di noi. E il cambiamento sarà tanto più profondo quanto più queste persone saranno attive, motivate, creative, non semplici pedine manovrate da leader carismatici

TERESA RUSSO

 



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