militari: operazione strade sicure

L’Operazione “Strade Sicure” è utile?

Coloro che hanno passeggiato almeno una volta per il centro delle grandi città italiane, hanno potuto osservare i militari in strada, grazie all’Operazione “Strade Sicure. Quali funzioni hanno? Sono utili per aumentare la sicurezza?

Nel 2008, per volontà del governo Berlusconi nella persona del ministro della Difesa Ignazio La Russa, si pensò di utilizzare i soldati per accrescere la sicurezza nei luoghi sensibili: stazioni, porti, aeroporti, monumenti, ambasciate. Si era detto che così facendo si sarebbero potuti liberare la Polizia di Stato e i Carabinieri dal pattugliamento di luoghi stanziali e impiegarli altrove, dove fossero più utili.

L’Operazione, disciplinata dalla legge 125/2008, prevedeva il dispiego di 3000 militari. Oggi si è arrivati ad oltre 7000 unità, dopo l’ampliamento voluto dopo il terremoto de L’Aquila, in Val di Susa per difendere i cantieri della TAV, a Napoli e Caserta durante la crisi dei rifiuti, a Milano per l’EXPO, a Roma e nei confini nazionali per il Giubileo della Misericordia e poi per i terremoti nel centro Italia e a Ischia.

Ora il militare è stato equiparato ad un “pubblico ufficiale”, vuol dire che può identificare persone, fermare un individuo sospetto se necessario, fare delle piccole indagini sul posto, agevolare il passaggio della polizia su un luogo del delitto, pattugliare il territorio. E’ proprio questo il punto: come ampiamente scritto anche dalla giurisprudenza, un soldato non può arrestare (al massimo immobilizzare), può sparare solo in caso di estrema necessità, farsi aiutare (se serve) da una guardia giurata, difendersi se attaccato con forza. Stop.

Quindi il ruolo dell’Esercito è di pattugliamento.

Ergo, non sarebbe più giusto schierare i militari in iniziative più importanti, per le quali sono addestrati, e rimpolpare di risorse la Polizia e i Carabinieri, che possono arrestare in fragranza, identificare un soggetto cercando negli archivi e condurre già le prime indagini?

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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