Cinque Stelle

Oscurità a Cinque Stelle: non è ora di fare chiarezza?

Dobbiamo ammettere che in questi ultimi tempi il Movimento Cinque Stelle ci sta facendo parecchio divertire, molto di più dell’impavido PD dei tempi bersaniani che furono: confessioni di incapacità nella comprensione dei testi scritti, le arrabbiature della Taverna (chissà se le scapperà pure qualche bestemmia, conoscendo il tipetto), le truppe di Roberto Fico, il bisogno di sesso di Luigi Di Maio, le lacrime di Di Battista, Virginia Raggi che – nelleIl candidato sindaco del M5S Virginia Raggi con il suo staff in una foto postata dalla stessa Raggi sul suo profilo Twitter, il 24 maggio 2016. Tra loro la senatrice Paola Taverna (a sinistra della Raggi), Fabio Massimo Castaldo, portavoce al parlamento europeo (a destra della Raggi) e Gianluca Perilli, portavoce alla Regione Lazio (primo da destra). riunioni riservate – ripete a iosa di essere il sindaco di Roma. Tante belle “cosine” che in tempi politici gloriosi avremmo relegato alle cronache di paese e invece oggi sono protagoniste del dibattito nelle tv nazionali. Non c’è mai un fondo al grottesco.

Diciamo pure che la giunta Raggi ce ne ha regalate di ogni colore e anche in questo giornale non ne abbiamo fatto mistero: dalla cacciata lampo di De Dominicis, alla redenzione di Nettuno, ai video montati con lo stesso taglio delle telenovela sudamericane. Però adesso è il tempo di fare un ragionamento politico più ampio, o perlomeno di provarci.

Forse il principale problema del Movimento Cinque Stelle è la selezione, l’affidabilità e la preparazione della classe dirigente. E tutte queste mancanze sono venute fuori nel governo della Capitale. E’ stato avvilente vedere che una forza politica che ha esaltato sempre i giovani, soprattutto nella campagna elettorale del 2013, si sia affidata a pensionati e baroni in pensione per riempire le caselle della Giunta. La Raggi ha indicato, più volte, magistrati in pensione o in aspettativa. Solo ora con il nuovo titolare al Bilancio (augurandoci che rimanga almeno per un po’), Andrea Mazzillo, si è scelta una personalità fuori da certi rapporti – nonostante sia stato il mandatario elettorale della campagna della sindaca e sembra che abbia delle “ombre” sul suo curriculum – e soprattutto un militante storico, come in tutti i partiti. Possibile che il Movimento Cinque Stelle non “allevi” persone capaci di occupare poi le caselle con le loro idee, certamente differenti?

Ognuno di loro non può fare opposizione su tutto, ma sulle materie dove si sente più portato o che sente più consone alla propria indole. E’ difficile?

LA POCA CHIAREZZA SUI RAPPORTI INTERNI

Un altro tema poi sono i rapporti interni al Movimento Cinque Stelle. Anche la sindaca Raggi – dopo una campagna stampa martellante – ha dovuto ammettere che Roberta Lombardi, Paola Taverna e Carla Ruocco la odiano. Vorremo sapere se sia solo una contrapposizione personale, sul metodo di gestione della carica o sulle idee. Come in tutti i partiti.

Da che mondo e mondo, i movimenti politici hanno avuto varie “anime”. Solo che prima lo sapevamo chiaramente e potevamo sceglierle alle elezioni, a nostro piacimento o meno. Ma quella di Roberto Fico e quella di Di Battista, su cosa si contrappongono? Vorremo saperlo, grazie. Anche perché ambite a guidare l’Italia e tutto deve essere trasparente, parola a voi molto cara.

raggi-di-battista-di-maioIL RAPPORTO CON LA STAMPA

Molti giornalisti hanno raccontato o fatto vedere il clima di odio che sia gli eletti che i militanti nutrono verso la categoria durante le iniziative di piazza. In parte è anche giusto, perché la stampa ha l’enorme responsabilità di essere stata quasi sempre codarda e serva del potere.

Ma quando si sale a responsabilità importanti, come ricoprire le cariche istituzionali, ai giornalisti si risponde educatamente, si convocano le conferenze stampa e non li si umilia. Non eravate voi a dire che la stampa deve essere odiata dal potere? E allora voi che adesso la detestate, vi comportate come gli altri partiti?

Inoltre non vorremmo più ricevere la reprimenda, “perché allora non parlate di questo o di quell’altro?“. Mi dispiace ma i giornali hanno il diritto di raccontare quello che vogliono e come vogliono, tenendo presente unicamente la verità dei fatti. E’ la stampa, bellezza!

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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