Ostia e Mafia: il senatore Esposito e le mani del Pd sulle spiagge

Stefano Esposito e il Presidente del Pd, Matteo Orfini. Fonte: lettera43.it

Stefano Esposito e il Presidente del Pd, Matteo Orfini. Fonte: lettera43.it

Il Senatore Stefano Esposito, attuale Commissario del PD di Ostia – Municipio X di Roma che ha visto l’arresto per Mafia Capitale del presidente in carica, Andrea Tassone – è noto alla cronaca per due ragioni: aver falsificato le firme alle elezioni regionali in Piemonte del 2005 a favore di ‘Alternativa Sociale’, che si posizionava all’estrema destra ed era guidata da Alessandra Mussolini (nipote del Duce) e di avere un processo in corso per diffamazione contro i ragazzi del movimento No-TAV (tra pochi giorni, la sentenza). Non male per un uomo di sinistra, renziano dell’ultima ora. Esposito è stato scelto proprio da Tassone il 22 febbraio ed ora combatte la sua finta battaglia per la legalità ad Ostia scagliandosi contro i balneari e difendendo l’operato dell’ormai ex Presidente del Municipio. Una sorta di recupero della credibilità del PD che però si scontra con i fatti.

Inoltre, non solo Esposito si è scontrato con il TAR per il Lazio ed il Consiglio di Stato, rei di aver emesso sentenze a favore dei balneari, ma ha anche insultato pesantemente il M5S reo di aver incontrato “quei balneari vicini a certi poteri criminali”. Lo sdegno di Esposito è datato 15 giugno 2015, quando una delegazione del Movimento pentastellato è stata ricevuta presso il Polo Natatorio di Ostia dalle associazioni dei balneari. Peccato che il 23 giugno 2015, alle 15:30, gli stessi balneari sono stati ricevuti, anch’essi in gran segreto, presso il Senato della Repubblica dal capogruppo del PD Luigi Zanda al cospetto degli altri senatori, tra cui Stefano Esposito. In questa occasione, smascherato e imbarazzato, Esposito ha dovuto commentare pubblicamente su Facebook: “Io ero lì per caso, mi sono solo stati presentati”. Fatto è che dopo il 23 giugno Stefano Esposito non ha più parlato dei balneari di Ostia e le battaglie di legalità “contro i balneari”, condotte assieme all’Assessore della Legalità per il Comune di Roma, Alfonso Sabella, sono finite. Il motivo è presto detto.

Il Parlamento italiano, mediante l’art. 34-duodecies del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, introdotto in sede di conversione dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha modificato l’art.1, comma 18, del d.l. 2009 n. 194, stabilendo la proroga fino al 2020 di tutte le concessioni demaniali.

Art. 34-duodecies.

(( (Proroga di termine) ))

((1. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre  2009,

n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010,

n. 25, le parole: “fino a tale data” sono sostituite dalle  seguenti:

“fino al 31 dicembre 2020”)).

Andrea Tassone, ex Presidente del Municipio di Ostia

Andrea Tassone, ex Presidente del Municipio di Ostia

Ciò ha scatenato l’ira della Comunità Europea a Bruxelles che vorrebbe invece, in nome della direttiva Bolkenstein, riazzerarle e rimetterle tutte all’asta il prima possibile. A dare questa possibilità all’Europa è un banale ricorso al TAR per la Lombardia dovuto a un mancato rinnovo fino al 2020 di una concessione demaniale lacuale. Il Consorzio dei Comuni della Sponda Bresciana del lago di Garda e del lago di Idro (con provvedimento n. 5637 del 6 maggio 2011) ha negato infatti il rinnovo della concessione di area demaniale extraportuale nel Comune di San Felice del Benaco alla società Promoimpresa Srl.

La Sezione Quarta del TAR per la Lombardia ha rimesso con sentenza del 5 marzo 2014 “alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione pregiudiziale indicata in motivazione”. Ora i giudici del Lussemburgo entro settembre 2015 dovranno esprimersi e se dovessero stabilire che il privato ha torto e che la proroga non va data di diritto fino al 2020 (come accade in Europa) si scatenerebbe un effetto a catena devastante e le spiagge potrebbero tornare all’asta già dal primo gennaio 2016. L’Avvocatura di Stato si è espressa, sollecitata dal Governo (con una deposizione del 12 gennaio 2015) per rendere ‘compatibile’ con il diritto comunitario la proroga delle concessioni fino al 2020: “La proroga ha rappresentato e rappresenta una misura transitoria per il passaggio da un regime di rinnovo automatico delle concessioni a un regime di affidamento delle stesse con gara”.

Il quadro dunque è chiaro. Il Comune di Roma è un comune marittimo e, secondo l’albo regionale delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, ha ben 69 concessioni demaniali marittime (tra esercizi di ristorazione, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate e una attività di noleggio imbarcazioni) più le spiagge in propria concessione e quelle di Castelporziano. Il X Municipio, grazie al decentramento amministrativo introdotto da Alemanno, gestisce di fatto le concessioni demaniali marittime. Ostia è stata investita dalla mafia a luglio del 2013 con i primi 51 arresti per poi proseguire fino al 4 giugno 2015 con l’arresto di Tassone. Il PD della zona ha sempre avuto le mani in pasta sulle concessioni. Quale migliore occasione per gestirle ora tutte in regime provvisorio di commissariamento per mafia? Da qui la manovra del Prefetto di Roma di non commissariare Roma ma Ostia, da qui la volontà dei democrat (sostenuti dal quotidiano Repubblica) di infangare tutto il territorio dichiarandolo mafioso a 360 gradi. Da qui, infine, sono scaturiti gli attacchi all’associazionismo locale, alla stampa ‘nemica’, ai singoli cittadini, agli imprenditori per sedare ogni sorta di informazione sulla questione che non sia concordata con il partito.image

Cosa c’entra Stefano Esposito? Poco e nulla visto il modesto spessore politico di questo Senatore. C’è da dire però che il senatore ha due caratteristiche: è abituato alla rissa verbale e alla diffamazione (lo continua a fare, come detto, contro il movimento NoTav e il M5S) ed è uomo fedele ai poteri forti, come dimostrato dai suoi contatti con Ercole Incalza,  il “ras” del ministero delle Infrastrutture coinvolto nell’inchiesta della procura di Firenze sulle grandi opere e di recente arrestato. Insomma, se c’è da combattere ad Ostia, per il PD il Senatore Esposito è l’uomo migliore, capace anche di stare zitto se il suo capogruppo incontra in Senato quei famosi “balneari vicini a certi poteri criminali”, definiti così appena 7 giorni prima.

Alcune cene a cui ha recentemente partecipato il commissario ostiense dimostrano che è venuto qui non per curare il partito locale, mafioso, smascherato dalla Procura di Roma, ma che è venuto per curare gli interessi del PD strillando, come è stato istruito, che ad Ostia c’è la mafia pure nella sabbia. E sarebbe bello vedere pubblicata e aggiornata la sua dichiarazione dei redditi e la sua situazione patrimoniale, ad oggi misteriosamente ‘ferma’ al 2013.

 


About

51 anni, Ingegnere, dal 1976 nel X Municipio (ex-XIII) di Roma. Da 10 anni opera con le associazioni LabUr e Severiana come presidente e con il Comitato Civico 2013 (coordinatore). Esperto in archeologia, urbanistica e in diritto amministrativo (rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini), considera un dovere essere affianco della gente perché competenza, impegno ed onestà sono valori e non parole usate per imbrogliare. Mai avuto tessere di partito. E’ ora che tutti possano esprimere scelte libere che sappiano di futuro. BLOGGER DI WILD ITALY


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