Ostia, Mafia Capitale: con l’ex Presidente Tassone cadono altre 7 pedine

L‘arresto di Andrea Tassone (PD) – presidente dimissionario del X Municipio – compiuto ieri nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta Mafia Capitale, e del suo faccendiere locale Paolo Solvi (ex-UDC), rappresenta solo una parte dello smantellamento, da parte della Procura di Roma, dello scacchiere ‘mafioso’ del PD ad Ostia. Le pedine che saltano sono in tutto 8 (Tassone compreso) e lasciano ora sguarniti cavalli, alfieri, torri, Regina e Re che dietro di loro operavano.

Andrea Tassone

Andrea Tassone

Tra i 6 insospettabili, ancora non indagati, si possono individuare ben tre assessori della giunta Tassone: Marco Belmonte (PD, Assessore alle Politiche Ambientali), Andrea Storri (PD, Assessore al Bilancio) e Giacomina Di Salvo (Lista Civica Marino, Assessore all’Urbanistica e al Patrimonio). E’ infatti impensabile che Tassone riuscisse a far approvare, così come sostenuto dalla Procura, atti amministativi riguardanti appalti per le potature del verde, per la manutenzione delle spiagge ed altro senza la compiacenza dei relativi assessori che non si sono mai dissociati dal suo operato ma che anzi hanno sempre difeso il loro presidente. Caso particolare quello della Di Salvo che di fatto, non appartenendo alla Lista Civica Marino, non ha mai visto il presunto utilizzo abusivo degli immobili comunali in via Antonio Forni (la sede del PD e la palestra della famiglia Spada), scandalo che oggi rappresenta per il sindaco Marino e l’assessore Sabella il fiore all’occhiello nella lotta contro l’illegalità. In altre parole, i casi sono due: o per i tre assessori era tutto regolare e dunque sbaglia oggi la Procura o il loro zampino nel maalaffare tassoniano prima o poi dovrà uscir fuori, magari mascherato da ‘incompetenza’.

Un altro personaggio equivoco, un’altra pedina dello scacchiere, è Francesco Viglioglia, un ex-consigliere municipale del PSI, sconosciuto all’amministrazione capitolina che però operava (sin dalla campagna elettorale) a fianco di Tassone, tanto da avere un proprio ufficio dentro il Municipio. Viglioglia, che non è mai risultato nello staff istituzionale di Tassone e che non ha mai avuto alcun inquadramento di consulenza con l’amministrazione, accedeva senza problemi ai dati sensibili del municipio, interloquiva con le forze dell’ordine locali e riceveva i cittadini, il tutto sotto la falsa immagine di caposegreteria dichiarata da Tassone stesso. Ciò è accaduto sin dall’inizio del mandato di Tassone, dunque anche durante il periodo che ha visto, a luglio 2013, il litorale romano sconvolto dagli arresti per mafia. Perché Viglioglia poteva accedere a dati sensibili?

Sempre nello stesso periodo compare la settima pedina, Alessandra Sozio, indicata da Tassone il suo ‘ufficio stampa’ ma in realtà figura professionale non prevista nella struttura municipale, così come confermato dall’allora direttore del Municipio, Claudio Saccotelli. Alessandra Sozio rientrerà nella funzione di ‘ufficio stampa’ solo dopo 6/7 mesi tramite l’appalto a una società esterna fornitrice di ‘servizi per l’editoria’ e che, contrattualmente, scriverà (per vincere l’appalto) di avere proprio nelle sue fila Alessandra Sozio come giornalista professionista.

Federica Angeli

Federica Angeli

Alessandra Sozio, già giornalista a suo tempo del Giornale di Ostia di Mauro Balini (patròn del porto di Ostia), aveva ed ha ancora ottimi rapporti con Federica Angeli, giornalista di Repubblica. Proprio Repubblica, con Federica Angeli, è stato il quotidiano che ha difeso Tassone per tutto il suo mandato, anche nel periodo in cui le informative dei ROS dei Carabinieri dimostravano il malaffare in atto.

Federica Angeli ha più volte pubblicamente descritto Tassone come “la miglior amministrazione che io abbia mai visto” addirittura sostenendo, che ogni atto amministrativo di Tassone fosse concordato con la Procura di Roma, addirittura con Giuseppe Pignatone (che invece poi lo ha arrestato). Non va dimenticato che Federica Angeli è diventata l’eroina antimafia per presunte minacce ricevute dalla criminalità organizzata, che ha ancora oggi una scorta e che è stata premiata da Tassone come donna dell’anno per il Municipio nel 2014, un modesto premio che però ha suscitato molte polemiche per le modalità di assegnazione.

Insomma, se Paolo Solvi, come dice la Procura, è “stato delegato da Tassone al controllo di voti e preferenze per conto della Lista Civica Marino alle elezioni comunali del 2013”, se gli assessori hanno taciuto, se sconosciuti personaggi hanno gestito la cosa pubblica, se la stampa ha aiutato a costruire un’immagine paradisiaca di Tassone, è chiaro che il disegno malavitoso (mafioso, per la Procura) è molto più vasto. Ora tutte queste pedine sono saltate anche se il processo a Tassone ancora deve esser fatto. Prima della giustizia però c’è sempre la verità e quando una giornalista di Repubblica dice di avere informazioni dirette dal FBI, dalla Procura, dai Carabinieri e forse dal Papa è altrettanto chiaro che la verità che queste 8 pedine hanno raccontato non è la verità in mano alla Procura di Roma che deciderà se ciò sia stato dovuto per motivi di consorteria o di favoreggiamento nei confronti di Tassone.


About

51 anni, Ingegnere, dal 1976 nel X Municipio (ex-XIII) di Roma. Da 10 anni opera con le associazioni LabUr e Severiana come presidente e con il Comitato Civico 2013 (coordinatore). Esperto in archeologia, urbanistica e in diritto amministrativo (rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini), considera un dovere essere affianco della gente perché competenza, impegno ed onestà sono valori e non parole usate per imbrogliare. Mai avuto tessere di partito. E’ ora che tutti possano esprimere scelte libere che sappiano di futuro. BLOGGER DI WILD ITALY


'Ostia, Mafia Capitale: con l’ex Presidente Tassone cadono altre 7 pedine' have 1 comment

  1. 6 Giugno 2015 @ 9:23 am amanda musco

    seguo sempre con interesse le vostre news. complimenti per l’ottimo servizio per i cittadini.


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