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Pacific Rim – La rivolta, nuovo scontro tra Jaeger e Kaiju

Era il 2013 quando Guillermo Del Toro realizzava i sogni dei nerd portando al cinema un’epico ed emozionante scontro tra robottoni e mostri giganti. A distanza di cinque anni da Pacific Rim, primo round della lotta per il dominio della Terra tra l’uomo e gli invasori alieni, tornano al cinema Jaeger e Kaiju pronti per un nuovo scontro a suon di cazzotti ed armi sofisticate in Pacific Rim – La rivolta. A dirigere il tutto troviamo Steven S. DeKnight, noto autore televisivo di serie tv (Buffy, Dollhouse, Smallville) che esordisce dietro la macchina da presa, e come protagonisti John Boyega (Star Wars), Scott Eastwood (Fast & Furious 8) e l’esordiente Cailee Spaeny.

Pacific Rim - La rivolta recensione

Nuova battaglia per la sopravvivenza

Sono ormai passati dieci anni dalla chiusura della breccia interdimensionale e dalla vittoria dell’umanità contro i temibili Kaiju. La vita è ormai tornata alla normalità, le città sono rinate e la pace regna su tutta la Terra. Ma i segni della guerra sono ancora visibili tra carcasse di mostri presenti sulla costa e vecchi robot ormai fuori uso tenuti in appositi magazzini. Proprio le parti degli Jaeger sono merce ambita al mercato nero e Jake Pentecost, figlio del Marshall Pentecost, dopo aver abbandonato la vita militare si da al contrabbando. Il ragazzo vive alla giornata, ma dopo il tentato furto di un componente andato a male gli si pone davanti una scelta: la galera o il ritorno tra le fila dei Ranger per addestrare la nuova generazione di piloti.

Dopo anni di tranquillità giunge però inaspettato un nuovo attacco dal nemico che si credeva ormai sconfitto. Sarà compito di Jake, insieme al suo vecchio compagno di accademia il ranger Lambert affrontare la nuova minaccia. Risuciranno i due, con l’aiuto della nuova generazione di piloti, a salvare ancora una volta il pianeta dall’estinzione e a sconfiggere nuovamente i temibili e potenti Kaiju?

Nuova generazione, solite botte da orbi

Dopo un intro che ci ricorda il primo scontro tra l’uomo ed i mostri provenienti da un’altra dimensione, entriamo nel vivo della nuova vicenda. Si viene così trasportati in un mondo che conosce la pace e che ha ricostruito le città, lasciando però le città sulla costa un cumulo di macerie. Un mondo quindi in cui non manca la più classica delle realtà di disagio, in cui si vive alla giornata e di furti di componenti meccaniche, essenziali per poter dare energia alle proprie creazioni. Una prima parte che funge da introduzione e il cui scopo è principalmente presentare i nuovi protagonisti, ma dove di certo non manca il divertimento tra inseguimenti, scontri sia fisici che verbali.

 

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Con il passare dei minuti aumenta anche il ritmo, e con la seconda parte si entra finalmente nel vivo. Una calma apparente che viene stravolta dall’improvviso attacco di un nemico misterioso e potente, tanto da riuscire a mettere in difficolta Gipsy Avenger, lo Jaeger più famoso del PPDC (Pan Pacific Defense Corps). Un attacco che porterà alla luce un nuovo mistero da risolvere e nuove domande a cui i nuovi eroi dovranno dare risposta per poter sconfiggere la nuova minaccia.

Iniziamo così a ritrovare quegli elementi che hanno fatto amare al pubblico il primo capitolo. Tornano gli scontri adrenalinici ed emozionanti tra robot e mostri, dove non mancano nuove armi e colpi di scena capaci di entusiasmare. Una vicenda quella di Pacific Rim – La rivolta che terrà lo spettatore con gli occhi sullo schermo e che faràla felicità degli amanti del genere, che non resteranno delusi. Così come non mancheranno le molte citazioni all’animazione giapponese e ai film di genere.

Soliti problemi e sorprese

Pacific Rim - La rivolta recensioneSe il film riesce ad entusiasmare per quanto riguarda i combattimenti, non mancano di certo i difetti. Come già successo per il primo capitolo, anche qui la storia è piuttosto prevedibile, nonostante i colpi di scena che riescono a scombussolare il tutto. La sceneggiatura quindi non è in grado di dare vita a qualcosa di nuovo, ma al contrario ripropone situazioni già viste o dando vita a scene che risultano forzate. Così come il dare il destino del mondo in mano ad un gruppo di ragazzi non fa che seguire la moda del momento di riportare in voga il cinema teen tipico degli anni ’80.

Nonostante ciò è convincente la caratterizzazione dei personaggi, in particolare dei tre protagonisti. Jake Pentecost e amara Amani sono due ribelli incapaci di seguire le regole, e che per questo riescono in qualche modo a comprendersi. Anche se il loro rapporto è al quanto prevedibile e scontato. Dall’altro lato troviamo il Ranger Lambert, tipico soldato dedito al suo lavoro e incapace di fare altro. Un trittico di personaggi che funziona ma che nei due interpreti maschili un John Boyega ed uno Scott Eastwood perfetti da un punto di vista fisico ma fin troppo anonimi. Discorso a parte per l’esordiente Cailee Spaeny la quale riesce a calarsi nei panni di una ragazza indipendente e con la passione per la meccanica e la robotica.

In Pacific Rim – La rivolta si sente l’assenza di Guillermo Del Toro alla regia, ma il film ha il pregio di presentarci degli Jaeger dai movimenti molto più fluidi ed una storia che riesce ad essere intrigante, nonostante manchi di quello spirito coatto che pervadeva il primo capitolo e di cui costituita uno dei pilastri. Un film che piacerà agli appassionati di genere, a patto di essere consapevoli di cosa li attende.

Pacific Rim – La rivolta è al cinema dal 22 marzo con Universal Pictures.

 

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Fonte Immagini: www.universalpictures.it.


About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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