Padri di un figlio morto

Vorrei dedicare l’articolo del mio ritorno (sono assente sul blog da un po’) al Partito Democratico che, lo confesso, non smette mai di stupirmi. Ieri sera leggevo sul televideo le notizie della giornata e, tra le notizie della sezione politica, ho trovato un intervento di Bersani che mi ha fatto molto pensare. Per Bersani, alcuni nodi stanno venendo al pettine e quindi dopo le elezioni  si potrà ragionare su come sistemare i problemi del Pd.

Credo sinceramente che questa sia solo l’ultima di una serie di ipocrisie dei vari  (perché sono tanti, troppi) leaders del centrosinistra sul Partito Democratico. I piccoli nodi che sono venuti al pettine sono in realtà dei gomitoli e sono lì da ben prima della nascita del Pd. È da sempre che la sinistra italiana è flagellata dalle decine e decine di correnti dove ognuno fa quel che vuole ed è da sempre che ci sono politici che, al posto del bene del proprio partito, vogliono il bene proprio. È proprio per questo che la sinistra è sempre stata  coinvolta nei patti delle “crostate”, che andrebbero chiamati inciuci. Perfino D’Alema, a riprova che ormai è un meccanismo così latente che non serve neppure più nasconderlo, qualche settimana fa, mentre il partito cercava di opporsi alle leggi ad personam di Berlusconi (mi correggo, ad libertatem suam), proponeva un bel patto tra destra e sinistra per far passare per via costituzionale il lodo Alfano e coronava tutto dicendo che gli inciuci, in fondo, nella politica ci sono sempre stati. Vedi il governo di unità nazionale di Moro, che era l’esempio fatto da D’Alema? Direi di no. Anzi, direbbe di no una persona intelligente. Quel governo nacque perché c’era bisogno di stabilità nel paese in un periodo in cui il terrorismo frantumava lo stato e lo faceva a pezzi. D’Alema viene considerato come uno dei più intelligenti leader della sinistra, ma è intelligente un leader che riesce a non azzeccarne una dall’inizio della sua carriera politica? Mah.

D’Alema e gli inciucini tra destra e sinistra sono solo i più evidenti problemi del Pd, quelli che si fanno notare di più. Ce ne sono altri, molti altri. Il principale è il metodo di opposizione. Il concetto che tutti nel Pd sostengono è che per vincere le elezioni è necessario essere un partito di alternativa. La scelta di una alternativa (il Pd) implica sempre il rifiuto di un’altra alternativa (Berlusconi), quindi come si può presentare una alternativa senza opporsi alle altre possibilità? Un altro problema di dimensioni elefantiache nel Pd è la scelta di una linea politica. In ogni partito deve esserci libertà di pensiero, ma al parossismo. Su alcuni argomenti è necessario avere coesione e sapersi battere senza divisioni. Invece nel Pd…mai una volta che tutti siano d’accordo. Anzi tutti sono d’accordo sul fatto che tutti devono essere d’accordo, ma dalle parole non si passa ai fatti. Una volta sono le Binetti e gli altri cattolici che sono contrari al testamento biologico, un’altra volta sono i dalemiani che non accettano un candidato, ogni volta ce n’è una.

Al contrario, il Popolo delle Libertà vince perché è compatto: tutti hanno le stesse opinioni (quelle di Berlusconi) e tutti si presentano compatti  (perché tutti sono dietro Berlusconi). Il problema del Pdl è forse l’opposto: il partito in realtà è una dittatura e le opinioni diverse da quelle del leader sono bandite. Tornando al Pd, anche le alleanze diventando un problema apocalittico. Nonostante tutto ciò che si potrebbe fare per mettere d’accordo tutta l’opposizione, il Pd cerca sempre il contentino per il caso specifico. Vedi il caso Puglia. Tutti sapevano che l’unico candidato decente sarebbe stato Vendola, ma bisognava trovare il contentino per l’Udc. Quindi, al costo di perdere le elezioni, ci si è provato anche con Boccia. Il Pd non riesce neanche a vedere le cose più in la del suo naso (citando Mary Poppins). A Brescia sono dovute insorgere le sezioni leghiste perchè si sapesse che la Lega ha candidato Renzo Bossi, figlio del segretario leghista (Nepotismo? No, successione dinastica), bocciato  3 volte alla maturità (quando non sapeva rispondere usava la scusa “A scuola non lo hanno spiegato”), famoso per aver creato un gioco on-line dove affogava gli immigrati.

Questi problemi sono tutti aperti nel Pd da anni: perché dobbiamo aspettare di perdere anche le elezioni regionali per risolverli? Non possiamo sistemare le cose adesso?  Daniele Luttazzi aveva ragione: “Il popolo del centro-sinistra è pronto, sono i partiti a non esserlo”. Mentre i ”padri fondatori” si arrovellano sui grandi principi, il partito morto. Ormai sono padri di un figlio morto.

GIORGIO MANTOAN



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