Paolo Gentiloni, il Ministero degli Esteri e il governo dei rutelliani

129210_MGTHUMB-INTERNAE dire che credevamo fosse ormai solo un ricordo. Di Francesco Rutelli si pensava fosse una cometa politica affievolita, spenta insieme alla creazione della sua Alleanza per l’Italia (dopo il “successo” della fondazione della Margherita). Invece i suoi “seguaci” vivono e lottano insieme a noi, guidando e avendo persino ruoli ministeriali nel governo nazionale.

L’ultimo, in ordine di tempo, è entrato oggi. Parliamo di Paolo Gentiloni, neo Ministro degli Affari esteri che prende il posto di Federica Mogherini, designata come Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Portavoce di Rutelli quando quest’ultimo era sindaco di Roma, Gentiloni è stato anche assessore capitolino al Giubileo e al turismo sempre nella giunta dell’ex parlamentare Pd. Deputato della Margherita (che ha contribuito a fondare nel 2002) e Responsabile della comunicazione del partito, nel governo Prodi II (2006-2008) è stato Ministro delle Comunicazioni. Si è convertito al “renzismo” giusto in tempo.

Volete altri esempi?

Il primo è facile: lo stesso Matteo Renzi. Nel 1997, infatti, oltre ad essere tra i promotori della nascita dei Comitati Prodi, si iscrive al Partito Popolare Italiano, di cui diverrà segretario provinciale. Nel 2001 diventa coordinatore de La Margherita a Firenze e, nel 2003, segretario provinciale.

A diffondere il verbo del premier c’è Filippo Sensi, capoufficio stampa del Pd, portavoce del Presidente del Consiglio e portavoce di Rutelli negli anni novanta.l43-gentiloni-rutelli-130130175219_big

Luca Lotti, braccio destro di Renzi e sottosegretario con delega all’Informazione e Comunicazione del Governo, all’Editoria? Anche lui è un Rutelli boy. Lotti comincia infatti il suo cammino politico proprio tra le fila del partito di Er Cicoria (soprannome affibbiato al leader di Alleanza per l’Italia in seguito a una dichiarazione), riuscendo ad essere eletto consigliere comunale a Montelupo Fiorentino nel 2004.

Il cattolicissimo Graziano Delrio, Segretario del Consiglio dei ministri con delega alle politiche di coesione territoriale e allo sport, è un altro che non ha saputo dire di no al Francescone nazionale, aderendo alla Margherita nel 2001 e confluendo in seguito, come gli altri, nel Pd.

Rutelliano d’annata è invece Dario Franceschini, Ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo. Franceschini, infatti, dopo essere stato Vice segretario nazionale del Partito Popolare tra il 1997 e il 1999, è addirittura tra i fondatori della Margherita.

Il contendente di Gentiloni per il posto di Ministro degli Esteri era l’attuale Viceministro della Farnesina, Lapo Pistelli. Guarda caso anche lui è stato un “margheritino” (Renzi, inoltre, gli fece da portaborse, ndr.). A 23 anni Pistelli diventa responsabile esteri dei giovani della Dc. Tre anni dopo entra nel consiglio comunale di Firenze, di cui diventerà anche assessore a 28 anni. Nel ’96 approda a Montecitorio con l’Ulivo e nel 2004 si fa eleggere anche al Parlamento Europeo, ricoprendo l’incarico di capo delegazione della Margherita e vicepresidente del gruppo Alde.

La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti? Targata Margherita, come gli altri.

l43-francesco-rutelli-121222175823_bigPoi c’è il il resto dei sottosegretari. Tra questi, abbiamo: Antonello Giacomelli (sottosegretario allo Sviluppo economico, ex Margherita), Pier Paolo Baretta (sottosegretario all’Economia, ex Margherita), Giampiero Bocci (sottosegretario al Ministero dell’Interno, ex Margherita), Luigi Bobba (sottosegretario al Ministero del Lavoro, ex Margherita), Sandro Gozi (sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Europa, ex Margherita).

Neanche all’interno delle stanze dello stesso Pd si sono risparmiati. A Largo del Nazareno, infatti, tiene alta la bandiera rutelliana niente di meno che il Vicesegretario, Lorenzo Guerini. Nel suo caso l’adesione alla Margherita ci fu nel giugno del 1999, durante il suo secondo mandato da Presidente della Provincia di Lodi e in seguito allo scioglimento del Partito Popolare Italiano.

In fondo però forse esageriamo noi. Lo ha dichiarato lo stesso Rutelli nel corso di un colloquio con Claudio Cerasa, giornalista de Il Foglio, il quale aveva già sottolineato l’anomalia del governo rutelliano: “Non esageriamo. In fondo, che ho fatto? Ho solo detto ‘crescete e moltiplicatevi’ “. Vedi a volte a prendere alla lettera i consigli.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Paolo Gentiloni, il Ministero degli Esteri e il governo dei rutelliani' have 1 comment

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares