Parassiti porporati

Come se in Italia non ne avessimo a sufficienza di parassiti che vivono a spese dei cittadini e di maiali che si ingrassano rubando soldi pubblici, si aggiunge alla lunga lista anche uno Stato estero: il Vaticano. Deve essere la fama di paese corrotto che l’Italia duramente si è tagliata su misura o la fame di ricchezza dello Stato papale, fatto sta che abbiamo un’ennesimo esempio a prova del fatto che il detto “predicare bene e razzolare male” non è mai fuori moda.

Accade che nel 2005 Propaganda Fide, la congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, stipula un contratto con Arcus, un’azienda del ministero del Tesoro controllata però dai ministri delle infrastrutture e dello spettacolo. Il contratto prevedeva un finanziamento per 2,5 milioni di euro per il restauro di un palazzo di proprietà della congregazione che in cambio si impegnava ad aprire una Pinacoteca aperta ai cittadini italiani. Senza Pinacoteca il finanziamento non sarebbe andato a buon fine. Fino a questo punto nulla di male: ma è da qui in poi che inizia la solita mangeria all’italiana con nuove contaminazioni vaticane.

Si scopre che chi doveva sorvegliare il finanziamento, Francensca Nannelli, vive in uno dei migliori palazzi appartenenti a Propaganda Fide, vicino a Piazza Navona. “E’ una coincidenza, può accadere. E comunque paga 1700 euro al mese per l’affitto.” pensa il cittadino in buona fede.

Si scopre che, prima ancora che il contratto venga firmato, Propaganda Fide già chiede che venga effettuato il versamento per l’avanzato stato dei lavori. “I lavori sono stati fulminei” pensa il cittadino in buona fede.

Si scopre che, nonostante l’esecuzione della Pinacoteca fosse il sine qua nonper ottenere il finanziamento da parte di Propaganda Fide, della Pinacoteca oggi non c’è nemmeno l’ombra nonostante il finanziamento sia stato versato tutto alla congregazione vaticana. “Sicuramente un errore di contabilita’” pensa il cittadino in buona fede.

Si scopre che, nonostante nel 2007 la Pinacoteca ancora non esisteva, Arcus effettua un secondo finanziamento di 2,5 milioni di euro a Propaganda Fide. “I lavori erano fulminei ma dopo due anni ancora non c’è la Pinacoteca! E in piu’ gli danno altri 2,5 milioni di euro?” pensa il cittadino perplesso.

Si scopre che il ministro delle infrastrutture che nel 2005 firmò il via libera al finanziamento, Pietro Lunardi, proprio in quel periodo compra da Propaganda Fide una casa a Roma per soli 3 milioni di euro. Un prezzo stracciato: esattamente la meta’ del valore di mercato. “Qui c’è puzza di marcio” pensa il cittadino incazzato e derubato.

Spetterà alla giustizia stabilire se tutte queste siano coincidenze o meno. Una cosa è però certa: ad oggi la Pinacoteca in Piazza di Spagna, a Roma, non c’è nonostante Propaganda Fide abbia ottenuto 4,5 milioni di euro di finanziamento. All’epoca il cardinale Crescenzio Sepe era Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e proprio lui aveva mandato una richiesta ad Arcus affinché venissero pagate fatture di lavori risalenti addirittura a prima della stipula dell’accordo.

Di tutta questa vicenda c’è un fatto che fotografa bene il livello di dignità che aleggia tra questi parassiti, porporati o meno: ieri il cardinale Crescienzio Sepe si trovava a Napoli per l’assemblea dell’Unione Industriali come relatore sul tema: “Etica e responsabilità sociale nelle imprese”. Ora, va bene la presunzione d’innocenza, ma risulta difficile invece tollerare la presa per il culo.

SCRITTO DA FABIO PER Voglio Resistere


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