Perché a Lui tutto è concesso?

Signore e Signori buonanotte

Dell’Utri è stato condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. L’appello è l’ultimo giudizio di merito, la cassazione si esprime soltanto sul diritto, ovvero stabilisce se le procedure sono state corrette, non riesamina le prove. Questo significa che per quanto possa accadere nel terzo grado, i due giudizi che esaminano le prove si sono espressi con una condanna.

Ora possiamo dirlo serenamente (si fa per dire) quindi, Marcello Dell’Utri è un mafioso. Uno dei fondatori di Forza Italia è stato, se stiamo all’ultima sentenza, fino ad un anno prima della nascita del partito, di più secondo la prima, in stretto contatto con mafiosi. Il presidente dei circoli del buongoverno (!) è una persona che si può permettere di dire che della politica non gliene frega niente, che le candidature le usa per difendersi [Intervista del 10 febbraio 2010]:

Poi, nel 1995, l’hanno arrestata per false fatture.

Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti, subito dopo, è arrivato il mandato d’arresto.

E la Camera l’ha respinto. Ma le sembra un bel modo di usare la politica?

No, assolutamente. È assurdo, brutto. Speriamo cambi tutto al più presto! Ma non c’era altro da fare…

Perché non si difende fuori dal Parlamento?

Mi difendo anche fuori.

Perché non soltanto fuori?

Non sono mica cretino! Mi devo difendere o no? Quelli mi arrestano!

[…]

Che fa se la condannano in appello?

Vado in Cassazione!

Non si dimette?

Ma sta scherzando?

E se la condannano in Cassazione?

Eh lì vado in galera. A quel punto mi dimetto. (e sarebbe ora! NdMe)

E questo è buongoverno: gente che fa politica per pararsi il culo.

Quindi lui l’ha già detto: non si dimette. È mafioso, anche se dovessero cassare il processo in cassazione per vizi di forma, e rimane senatore della Repubblica. Giustamente, c’è anche quella parte che merita rappresentanza in parlamento.

Gioia e tripudio tra le fila del PdL, servizio festoso in apertura del TG1, eppure finalmente qualcosa di dissonante si muove anche in seno alla maggioranza: I giovani del PdL Sicilia esprimono solidarietà alle vittime della mafia e non ai mafiosi, come invece altri meno giovani a Roma hanno fatto, ed anche tra i finiani si muove il dissenso e c’è chi si dice pronto a chiedere le dimissioni del senatore.

Del resto anche con la vicenda Brancher abbiamo assistito ad un moto di sdegno quasi bipartisan. Napolitano ha addirittura utilizzato la fidata penna per scrivere una nota in cui di fatto non permetteva al neoministro di utilizzare il legittimo impedimento, perché ministro senza portafoglio (nella legge in realtà questa distinzione non c’è, quella del capo dello stato è stata quindi una, seppur giusta, forzatura). Forse quindi ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Lentamente, molto lentamente.

Eppure c’è ancora una persona a cui è permesso tutto, che ha avuto anch’essa rapporti con la mafia (ad esempio un mafioso in casa per qualche anno), che le leggi se le fa e poi le utilizza, che sfugge costantemente e con ogni mezzo alla giustizia.

Perché lui ha sempre ragione? Perché a lui si permette tutto? Perché lui può e gli altri no? Perché lui è sempre innocente per tutti? Perché lui non indigna ogni essere vivente, ma solo una ristretta minoranza?

SCRITTO DA SIMONE PER VOGLIORESISTERE.IT



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