Perché “denunciare” il reddito dopo il bene che vi ha fatto?

Scandalo.

Il cosiddetto “scudo fiscale” è l’ultimo provvedimento  attuato dal governo italiano per far “rientrare” in Italia capitali stanziati all’estero. Sì, capitali stanziati all’estero: l’eredità del nonno canadese, la barca ricevuta in regalo dallo zio francese, l’automobile donata dal cugino svizzero.

basicbankingFacciamo sul serio?

A parte i rari casi sopra-citati, sappiamo tutti perchè i soldi di alcuni italiani (spesso di proprietà anonima) si trovano in paesi con fiscalità a dir poco blanda, meglio conosciuti come “paradisi fiscali”. Quei soldi derivano, tutti, da atti illeciti: reati fiscali, traffico di droga, armi ed organi, prostituzione, sequestri di persona, truffe e quant’altro.

Ebbene, ogni cittadino che avesse capitali nascosti all’estero può (non c’è alcun obbligo dato che nessuno può andare a controllare) lavarsi la coscienza riportando i propri beni nel nostro paese, subendo una detrazione del 5%. O meglio, evitando di pagare imposte per circa il 66% del capitale stesso (secondo legge). Di carcere neanche si parla. Figuriamoci di multe. Rubate pure. denaro

Tutta l’Europa ha approvato questo sistema per combattere l’evasione fiscale (non mi sembra un bel modo di combattere; piuttosto è una resa bella e buona), ma con tassi ovunque ben più alti dell’irrisorio 5% tremontiano.

E’ un fatto moralmente inaccettabile, senza un rigore di logica e di giustizia in modo più assoluto. Per di più, consentirà alle organizzazioni malavitose di pulire tranquillamente il proprio denaro, proprio grazie allo Stato, accrescendo enormemente il loro potere finanziario e commerciale.

Come se non bastasse, sottobanco, il senato ha aggiunto un comma per la depenalizzazione di una serie infinita di gravissimi reati fiscali (molti dei quali sono stati imputati a Tanzi nel crac Parmalat).

Dopo indulto, depenalizzazioni varie (il falso in bilancio non è poi così grave, in Italia), condoni, ecco lo scudo che ci mancava.

Fare giustizia è l’ultima cosa che interessa in questo paese.

La legge è uguale per tutti.

EMANUELE MAZZUCA

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3 Responses to “Perché “denunciare” il reddito dopo il bene che vi ha fatto?”

  1. avatar grigatti lauro scrive:

    Ho sempre detto e continuo ad asserire che il governo e la sua maggioranza sono in gran parte ladri e farabutti, così come chi li ha votati. Ma i ladri e farabutti stiano attenti che all’ampliarsi delle differenze sociali la corda potrebbe spezzarsi, allora non ci sarebbe più furfante che tenga ad iniziare dal vostro capo, il capo del governo, il nano.

  2. avatar Emanuele scrive:

    Credo che il marcio a livello politico esista a destra così come a sinistra. E’ importante riconoscere come, oramai, la politica si sia trasformata in semplice clientelismo per le lobby. Berlusconi e il suo partito hanno l’appoggio di Chiesa (Forza Italia è il partito di CL), gran parte delle associazioni industriali e non stentano a dare dimostrazioni di “collaborazioni” ai grandi gruppi criminali italiani, senza il cui appoggio è impossibile sedere al potere.

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