Perfect Day

Perfect Day: Del Toro e Robbins nella commedia nera di De Aranoa

Uscirà nelle sale italiane il 10 dicembre prossimo Perfect Day , l’ultima fatica del pluripremiato regista spagnolo Fernando León De Aranoa (“Familia“, “I lunedì del sole“), giunto alla sua ottava esperienza in un lungometraggio, il primo in lingua inglese. La pellicola rientra nei confini della commedia nera, sebbene il risultato sembra molto simile ad un incontro tra più generi. Fra i protagonisti si annoverano due premi Oscar, come Benicio Del Toro (Miglior attore non protagonista per Traffic) e Tim Robbins (Miglior attore non protagonista per Mystic River), e due attrici belle e talentuose, come Olga Kurylenko (Quantum of Solace, To The Wonder) e Melanie Thierry (Babylon A.D., The Zero Theorem). A completare il cast è stato chiamato l’attore bosniaco Fedja Stukan (Benvenuto Mr. President). Il film è stato presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes ed è l’adattamento cinematografico del romanzo “Dejarse Llover” della scrittrice e dottoressa Paula Farias.del toro robbins

SINOSSI.

Siamo nel 1995, in un luogo non precisato sui Monti Balcani. Nella zona imperversa la guerra, tra caschi blu, militari, locali e stranieri, e sciacalli. Mambrù (Del Toro) è un operatore umanitario iberico, cinico ma carismatico, che lavora a stretto contatto con l’autoctono Damir (Stukan), che ha il ruolo principale di traduttore-mediatore. I due, in una mattina come tante, si ritrovano a dover rimuovere un cadavere piuttosto pesante da un pozzo, per evitare una possibile epidemia. In quella zona l’acqua scarseggia, visto che anche le altre due fonti che la sostengono sono state minate. L’operazione, da semplice e breve, diventa quasi impossibile quando la corda d’issaggio si spezza. Da quel momento la ricerca di una fune resistente, tra il grottesco e l’assurdo, diventa il leitmotiv della trama, poiché la rimozione di quel cadavere rappresenta l’unica soluzione per evitare un attacco batteriologico. La corsa è, quindi, anche contro il tempo.

Qui entrano in gioco B (Robbins), Sophie (Thierry) e Katya (Kurylenko), che completeranno la squadra di “ricerca” tra le strade sterrate dei Balcani. Sebbene il conflitto stia terminando, anche la caccia ad una semplice corda può risultare un compito d’irreale difficoltà, tra l’ostruzionismo burocratico, l’omertà locale e la disperazione tragica di un popolo che sa convivere solo con la guerra.

TRA REALISMO, IRONIA E SARCASMO SI RACCONTANO GLI EFFETTI DELLA GUERRA.

In Perfect Day il gioco ad incastro funziona alla perfezione. Come già detto, la pellicola rientra nei cardini delle cosiddette commedie nere – si ride soprattutto grazie al personaggio di B – senza tralasciare, però, tanti altri elementi. E’ ovvia la commistione con il dramma puro, data la realtà e i protagonisti che la vivono, con il classico “road-movie” e con il cinema di guerra più soft. Totalmente estraneo, invece, è il genere d’azione; qui il conflitto, la “missione” umanitaria e i traumi sono raccontati dagli avvenimenti stessi, senza bisogno di sangue e sparatorie. Le macerie, le città fantasma, il terrore delle mine bastano per far risaltare la tragedia della guerra. Il tutto con uno spirito che lascia comunque filtrare una, seppur labile, vena di speranza.

Guerra intesa non solo come il conflitto balcanico in sé. Nel film i traumi e gli episodi possono rispecchiare una qualsiasi realtà post coloniale, per fare un semplice esempio, dove la rinascita dopo il “cessate le armi” non è mai fluida, sana e realmente libera. Qui i cinque protagonisti – molto diversi tra loro per storia e comportamenti – vivono, lavorano e s’imbattono in una società che è a pezzi, totalmente inerme di fronte a_perfect_day-cannes-film-festival-3ai danni causati dalla guerra. Persino la chiusura definitiva del conflitto appare inutile di fronte a ciò che è diventata la realtà locale.

Perfect Day merita.

Perfect Day è in grado di raccontare tutto ciò, partendo dal particolare per arrivare al generale. La ricerca della corda ci porta a scoprire le vite dei protagonisti, senza indagare troppo nell’introspezione ma mostrandocela per ciò che accade in un solo giorno della loro esistenza. Così s’incastrano bene la varietà e i ruoli dei personaggi: si va dal serio Del Toro, il vero protagonista del film, all’incontenibile e sarcastico Tim Robbins – che prosegue una sorta di filo comico, dopo il successo della serie The Brink – passando per l’esperta ed integra Kurylenko e la giovane e innocente Melanie Thierry – la quale sembra veramente voler salvare il mondo. Non è un caso che anche la scelta del cast sia ricaduta su attori così differenti per lingua, nazionalità e percorso.

Insomma Perfect Day, come si soul dire, merita. Probabilmente la trasposizione in italiano (come si evince anche dal trailer) ha snaturato in parte la componente drammatica della pellicola. Il fine più profondo, però, non cambia. L’ultima fatica di Fernando Leon De Aranoa è decisamente interessante.

 

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About

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY


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