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Peter Rabbit, il mondo di Beatrix Potter si veste di contemporaneo

Inghilterra, 1893. La scrittrice e illustratrice britannica Beatrix Potter scrive al giovane figlio della sua ex istitutrice una lettera illustrata, che racconta “la storia di quattro piccoli conigli i cui nomi erano Flopsy, Mopsy, Coda di cotone e Peter…”. Sette anni più tardi, la Potter ne sviluppa il tema in un libricino per bambini con disegni in bianco e nero, The Tale of Peter Rabbit. Non riuscendo a farlo pubblicare da nessun editore, decide di stamparne lei stessa 250 copie. Nel 1902 tuttavia, il libricino viene finalmente mandato alle stampe dalla Frederick Warne & Company, questa volta con illustrazioni a colori. Il successo è immediato, tanto da segnare l’inizio della carriera della Potter con una media di due libri l’anno, fino al 1910.

Peter Rabbit film 2018

Fonte: Warner Bros.

Dalle pagine allo schermo

È oggi passato più di un secolo da quei racconti e i gusti anche in fatto di libri per l’infanzia sono cambiati ed evoluti. Eppure, l’eredità di Beatrix Potter non è andata affatto perduta. Le storie da lei illustrate continuano ad essere pubblicate e vendute, e i suoi deliziosi personaggi del mondo animale non smettono di ritrovarsi protagonisti del merchandising più vario. Tanto che, nel 2012, Nickelodeon ha fatto debuttare una serie animata statunitense tratta dalle narrazioni di Beatrix Potter dal titolo Peter Coniglio. Ed è proprio da questa serie, a sua volta basata sul racconto della Potter, che trae le sue origini il film per il grande schermo Peter Rabbit. Diretto da Will Gluck, si tratta di un film a tecnica mista, che mescola cioè scene con personaggi in carne e ossa con l’animazione in CGI.

Sinossi

La trama prende spunto da La storia di Peter Coniglio – la più conosciuta della produzione letteraria della Potter – per poi introdurre personaggi inediti, in una sorta di passaggio di testimone dal classico mondo dell’autrice ad uno più contemporaneo. Protagonista è Peter (voce italiana di Nicola Savino), coniglio dalla giacca blu impertinente, sbruffone e combinaguai, che vive in una tana che confina con il giardino di Mr. McGregor (Sam Neill), un anziano signore ostile a Peter e alle sue sorelle, che si ostinano a entrare nel suo orto per banchettare. Un giorno nella casa del vecchio Mr. Gregor si trasferisce a vivere un parente dell’uomo, Thomas McGregor (Domhnall Gleeson, Vi presento Christopher Robin, Ex Machina). Con lui, Peter instaurerà un’autentica rivalità per conquistare le attenzioni della dolce vicina Bea (Rose Byrne).

Un Peter per le nuove generazioni

Scordatevi le delicate illustrazioni di Beatrix Potter e i toni da favoletta per l’infanzia d’altri tempi delle sue storie. Il Peter Rabbit di Will Gluck è figlio della nostra epoca. La storia raccontata prende solo spunto dal mondo e dai personaggi della Potter, pur cercando di non snaturarne del tutto l’essenza. La comicità è di tipo irriverente, così come il ritmo veloce, con tanto di colonna sonora pop contemporanea. A partire dall’addio al vecchio McGregor il messaggio è chiaro: si vuol presentare alle nuove generazioni un “altro” Peter Coniglio, dalla battuta pronta, il fare spaccone e un tipo di humour più american che british. Il che potrebbe inizialmente far storcere il naso ai fan duri e puri di Beatrix Potter.

Eppure, superata la diffidenza di partenza, quel che ci si trova davanti risulta essere un film sorprendentemente simpatico e piacevole. Quello in cui Peter Rabbit riesce è il mantenere un buon equilibrio tra la tradizione del personaggio e un linguaggio più moderno per raccontarlo.

Peter Rabbit film 2018

Fonte: Warner Bros.

Non si sconfina mai nel cattivo gusto o nella volgarità, anche nelle scene più demenziali viene mantenuto un certo garbo. Una scelta che ripaga e che non per questo rende il film troppo “politically correct”. Peter Rabbit risulta essere al contrario realmente divertente, per i più piccoli quanto per i grandi.

La sorpresa Gleeson

Gran merito di questo va a Domhnall Gleeson, ottimo anche in questa veste così fortemente comica. L’attore irlandese accetta di buon grado di darsi completamente a un personaggio buffonesco, laddove Rose Byrne incarna la componente più dolce (se non smielata) della storia. Entrambi, costretti a interagire con personaggi inesistenti, risultano credibili. Grazie anche a una buona interazione tra i mondi live action e CGI, pur se a tratti palesemente fittizia.

La simpatia e il buonumore regnano sovrani in questa gradevole pellicola che non lesina in omaggi a Beatrix Potter e alle sue illustrazioni originali. Non del tutto fedele alla sua ispiratrice, ma perfetta per una visione spensierata con i (più o meno) piccoli.

Peter Rabbit è al cinema dal 22 Marzo con Warner Bros.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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