Piange il telefono 2

Un anno fa questo blog aveva appena cominciato ad esistere e già parlavamo del bavaglio alle intercettazioni e alla loro pubblicazione (e mi permetto di autocitarci nell’ancora attualissima immagine di un anno fa). Non solo, dicevamo che era già da un anno che ne si parlava: scosso dalle prime intercettazioni con Saccà, per piazzare veline amiche a Rai fiction, e quelle in cui si rivelava come Mara Carfagna si fosse sudata (letteralmente) il suo posto da ministro, Silvio aveva infatti deciso di metterci un freno.

Questa leggeè quindi ben due anni che rimbalza tra commissione giustizia, camera e senato.

È per questo che Silvio si è un po’ rotto le balle di aspettare: le intercettazioni sono troppo efficaci e smascherano un crimine dopo l’altro e minano la credibilità sua, del suo governo e dei suoi amichetti. Non solo, chi commette il reato viene (giustamente) sputtanato sui vari media, e nonostante questo i vari Bertolaso devono ancora spiegare una virgola di quello che è accaduto e sono ancora saldamente al loro posto.

È sempre per questo che ora ci fanno credere che questa legge è diventata un’ottima legge e che è ora di approvarla a colpi di fiducia. E così ci fanno credere che questa legge ci salverà dall’invasione continua della nostra privacy. Che lede soltanto la casta dei magistrati e dei giornalisti. Che ora è una legge migliore perché hanno fatto dei cambiamenti. Per esempio:

– Aumentato da 60 a 75 giorni il limite massimo di intercettazione. È inoltre prorogabile di ulteriori 2 giorni, facendo richiesta preventiva. Si possono chiedere infinite proroghe, salvo richiederle al tribunale centrale della regione motivandole con l’intero fascicolo (immaginate quante scartoffie che viaggiano avanti e indietro per niente e che rallentano il nostro già paludoso sistema giudiziario)

– Gasparri ci tiene a farci sapere che è stato cancellato l’emendamento 1707, che istituiva la non punibilità per le violenze sessuali di entità lieve, anche nei confronti dei minori. Peccato che quell’emendamento portasse anche la sua firma, insieme a quella di Quagliariello. Un po come se rubassi la borsa ad una vecchietta e poi gliela riportassi indietro intonsa dopo 2 giorni, bullandomi di avergliela recuperata ed atteggiandomi ad eroe salvatore.

– Le intercettazioni ambientali in luoghi privati sono possibili, ma solo con la certezza (!!!!!!!) del reato (ovvero quando si sa per certo che si sta per commettere un crimine, ovvero quando la cimice è inutile) e soltanto per tre giorni, salvo ulteriore richiesta e via vai di scartoffie. Se dovete delinquere insomma, fatelo in macchina, che è un luogo privato e non vi possono ascoltare.

– Non è più previsto il carcere per i giornalisti, ma rimangono le sanzioni per gli editori, così chi ha fondi illimitati (*cough* Giornale *cough*), può continuare a pubblicare quelle che più fanno comodo al padrone.

La tecnica rimane la stessa a cui ci hanno ormai abituato: fare una legge abominevole (esempio: legge per depenalizzare l’evasione fiscale fino a 100.000 euro e l’omicidio colposo) e poi limarla, facendo la figura degli statisti (‘eh ma abbiamo tolto quella norma odiosa sull’omicidio!’) e lamentandosi dell’opposizione che non è costruttiva e non vuole fare le riforme. Come il processo breve che avevano cercato di propinarci per poi ottenere il legittimo impedimento, ma gli esempi sono infiniti.

Almeno questa volta l’opposizione sembra non voler demordere e tira per la giacca anche Fini, anche se, ahimè, Napolitano pare aver già sfoderato la stilografica.

SCRITTO DA SIMONE PER VOGLIORESISTERE.IT



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