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Piccola storia di ordinaria follia

Scritto da Marcello Fadda il 7 - August - 2010 Letto 675 volte

E’ uscita di casa per recarsi a lavoro, poi è morta. Emlou aveva 41 anni, veniva dalle filippine e come tanti suoi connazionali, faceva le pulizie nelle case della borghesia milanese. Saluta i suoi figli, 11 e 17 anni, chiude il portone e incrocia quel grosso ragazzone biondo. Si chiama Oleg ed è un pugile dilettante.

La sua fidanzata Annette lo aveva salutato con un sms:” Oggi stiamo insieme. Andiamo a Genova a vedere i delfini”. Il tempo di una colazione, poi anche Oleg è uscito di casa. Ha chiuso anche lui il portone ed ha incrociato la donna filippina che, magari ancora un po’ assonnata, si preparava ad indossare i guanti di gomma. Lui non era assonnato, era furioso. Forse ancora quell’ “esplosione depressiva psicotica violenta” che già una volta lo aveva portato al ricovero coatto. Tanta rabbia da fracassarsi le ossa di una mano, non contro un sacco né contro un muro.

Una macabra ri-edizione di quel famoso spot, in cui una ragazza minacciava:”Adesso esco e vado col primo che incontro”. Oleg voleva uccidere quella prima persona. Sono bastati cento metri, poi in un raptus folle ha cominciato a prendere a pugni il volto di Emlou. L’ha sfigurato, continuando per interminabili minuti a colpire la donna, cavalcioni su di lei, con una rabbia inconcepibile.

I Testimoni , accusati di ignobile inerzia, riferiscono:”Un animale. Non riuscivamo a fermarlo”. Otto poliziotti, con altrettanti manganelli, sono stati necessari per frenare il 25enne ucraino. La mattina stessa, verso le otto, la madre aveva rivisto in lui i segni di quello squilibrio. Un demone dentro suo figlio. Aveva provato a bloccarlo, in accappatoio, sulle scale. Ma poi lui è uscito, ha percorso quei cento metri e voltato l’angolo.

Restano un gradino macchiato di sangue, due orfani incapaci ancora di comprenderlo, una madre distrutta ed una fidanzata sconvolta; Una società impermeabile a tutto ciò che non venga amplificato a dovere dalla televisione; sensibilità a comando. Una piccola storia di ordinaria follia.

MARCELLO FADDA

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1 Response

  1. g. Says:

    Strano che se l’è presa con una piccola filippina sto froscio di merda. Perchè non se l’è persa con un pugile vero, non diletatnte come lui, gli avrebbe rotto il setto masale e frantumato le mucose a sto ricchione di merda di ucraino. Fuori dai coglioni rumeni ucraini.

    Posted on August 9th, 2010 at 10:39 am

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