Pino Insegno all’Eliseo con: “Edgar Allan Poe, il racconto di un uomo”

Si è svolta il 31 marzo 2013 una conferenza, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma tre, per annunciare lo spettacolo teatrale su “Edgar Allan Poe, Il racconto di un uomo” una rappresentazione di 20 poesie e 15 racconti.

La presentazione doveva avere come argomento lo spettacolo, tuttavia il problema dei giovani di oggi sembra essere passato in primo piano.

In aula era presente gran parte del cast, con il regista Alessandro Prete e i protagonisti Pino Insegno e Alessia Navarro.

La parola spetta spesso al noto doppiatore italiano, che presenta lo spettacolo come un crescendo d’emozioni, grazie anche alla 13281969083432-0-368x276presenza delle musiche e dei ballerini che aiutano notevolmente la scena.

Con i suoi soliti tratti comici e dopo una notevole lettura di una poesia di Poe – recitata prima in Inglese dalla Professoressa M. Rocca Longo – si è dilettato nel commentare quelli che sono gli attori di oggi, ricordando che un attore interpreta e non improvvisa di essere tale.

Il problema dei giovani però viene affrontato ben presto e non al solito modo, con le solite raccomandazioni che spesso assillano i programmi televisivi; Insegno decide di prendersela più con gli adulti.

I ragazzi vanno stimolati, non bisogna costringerli e non sono le classiche raccomandazioni che li aiutano. Sembra che per Insegno bisogna arrivare a dei compromessi e che non è obbligandoli a non fare qualcosa, che i giovani obbediscono. Ci sono delle cose che vanno stimolate e forse si riferisce anche al senso di responsabilità e all’insegnamento che viene dato.

La critica parte poi verso i Professionisti, verso coloro che hanno la fortuna di lavorare come artisti e che scoraggiano i ragazzi con frasi come “ma chi te lo fa fare. Lascia perdere”.

Si arrabbia e ricorda loro che nessuno nasce con scritto sul petto cosa farà da grande, che Martin Scorsese da piccolo non aveva la targhetta con l’appunto che sarebbe diventato un grande regista.

Le possibilità vanno date a tutti, permettendo anche ad un giovane sconosciuto di vincere il premio Pulitzer, denunciando poi dei blocchi politici per non aiutarli.

Tra le risate scaturite da molte battute, per spezzare la drammaticità di alcuni discorsi, conclude il suo monologo chiedendo di tirar fuori quello che è l’Orgoglio Nazionale, rammentando che l’Italia è madre della Storia e di gran parte della Cultura.

E allora bisogna farsi sentire e usare la voce, non limitarsi a dire “Largo ai Giovani”, ma agire per aiutarli, per rendere onore al Paese.

Si ricorda che lo spettacolo “Edgar Allan Poe – Il racconto di un uomo” sarà in scena dal 2 al 7 aprile, al teatro Eliseo di Roma.

LUCIA

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