tradimenti nel calcio

I più grandi tradimenti nella storia del calcio: da Baggio a Bonucci

Spesso e volentieri il calcio non è raccontato soltanto dalle partite, dai gol e dalle giocate che si ammirano sul campo. Spesso e volentieri, a far parlare i media e i tifosi di questo sport, sono le vicende che accadono in sede di calciomercato, che vedono coinvolti giocatori passare da una maglia all’altra, accusati in alcuni casi dai supporters di essere dei veri e propri “traditori”. Da Baggio fino a Bonucci, passando per Figo e per Bernardeschi. Ecco alcuni dei “tradimenti nel calcio” che hanno destato più scalpore nell’ultimo trentennio.

Bonucci al Milan: questione di stimoli?bonucci al milan

Facciamo una premessa: il trasferimento al Milan di Bonucci, rappresenta per i tifosi juventini, non tanto un “tradimento” per essere passato ad una squadra rivale, visto che la più grande rivale dei bianconeri è l’Inter, quanto l’aver tradito un ideale e uno stile di vita. Bonucci, infatti, rappresentava al meglio e ha rappresentato in questi anni lo spirito juventino. La fame insaziabile di vittorie, la grinta, lo spirito di sacrificio e la dedizione totale,erano le caratteristiche, che sommate a indiscutibili valori tecnici, rendevano Bonucci un pilastro, nonché idolo delle folle juventine.

Tuttavia, agli inizi di luglio, l’ex difensore del Bari passa al Milan per una cifra di circa 40 milioni più 2 di bonus. Coi Rossoneri percepirà uno stipendio da 6-7 milioni, e sarà il capitano del nuovo ciclo cinese. Per quelli più in malafede, Bonucci potrebbe essersi trasferito al Milan semplicemente per prendere più soldi; ma dietro alla sua scelta sembrerebbero esserci ragioni più complesse, dettate soprattutto da varie frizioni avute con Allegri, e per molti addetti ai lavori anche con gli ex compagni della Juve.

Lo sgabello di Oporto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha recentemente dichiarato il difensore della nazionale, riferendosi ad un screzio avuto con Allegri prima di un match di Champions League. Non il primo, e motivo che sicuramente ha portato Bonucci a pensare di lasciare la Juventus, in cerca di nuove sfide e nuovi stimoli, dopo aver vinto 7 campionati, 4 coppe nazionali, e 3 supercoppe nazionali.

Certo, sarebbe da sciocchi non considerare la componente “stipendio” che i cinesi garantiranno al “soldato Bonny”, ma Bonucci, si sa, vive di stimoli e di sfide, spesso per molti impossibili da superare. Ma non per lui…

Higuain alla Juve: vedi Napoli e poi…

Il passaggio dal Napoli alla Juventus del pipita Higuain ha generato, nell’estate 2016, un vero e proprio terremoto nel calcio italiano.

El Pipita HiguainGonzalo era stato letteralmente adottato dai tifosi partenopei; bomber argentino come Maradona, nella stagione 2015/2016 aveva raggiunto il record di gol segnati in Serie A, ben 36. Diventato una sorta di divinità per l’intera città campana, nessuno si sarebbe mai aspettato il suo trasferimento ai rivali di sempre, quelli della Juventus. Ma, d’altra parte, la clausola di 90 milioni – presente nel suo contratto con gli azzurri – che i bianconeri hanno pagato, poteva tuttavia far prevedere questo utopico scenario. E alla fine così è stato.

Dalle magliette agli striscioni, passando per i cori e per i personaggi del presepe che ogni anno a Natale spopolano a Napoli, l’effetto del trasferimento di Higuain alla Juventus è stato letteralmente devastante. Ogni anno è sempre interessante vedere l’impatto che Higuain genera quando la Juventus affronta il Napoli al San Paolo, tra cori e bordate di fischi che sfiorano i limiti dei decibel.

Tuttavia, nella scorsa stagione, ci ha pensato Dries Mertens a non far rimpiangere Higuain, diventando il nuovo simbolo e idolo dei tifosi partenopei. Napoli ha letteralmente adottato il folletto belga, consacrato come nuovo trascinatore delle folle.

Luis Figo al Real Madrid: “Esto es incredible!”

Se si parla di tradimenti nel calcio, non si può non parlare del trasferimento shock avvenuto nel luglio del 2000 – per la cifra di 140 miliardi delle vecchie lire – di Luis Figo dal Barcellona al Real Madrid.Figo durante il Clàsico del 2002

Non sentivo la fiducia al 100% della società”, disse all’epoca Figo. Il portoghese firmò un pre-contratto mesi prima del suo passaggio, che garantì il successo alle presidenziali del Real Madrid di Florentino Perez. In Spagna non si parlò d’altro per giorni e giorni, e in 5 anni il portoghese collezionò 248 presenze condite da 58 gol con i blancos, vincendo due campionati, una Champions League, un Mondiale per club, una Supercoppa Europea, e due Supercoppe di Spagna.

Indimenticabile fu l’edizione del 2002 de El Clàsico tra Barça e Real al Camp Nou, quando, prima di battere un calcio d’angolo, Figo fu oggetto di una vera e propria pioggia di oggetti lanciati; da bottiglie di plastica e vetro, passando addirittura per una testa di maiale. La ferita dei tifosi blaugrana resta aperta ancora oggi aperta. Basti vedere quanto accaduto nel 2015, in una partita tra vecchie glorie di Juventus e Barcellona, che precedette la finale di Champions a Berlino; si lanciò l’hashtag #NoAFigoEnBerlin, con la società catalana che rispose addirittura con un comunicato di non aver preso assolutamente in considerazione l’idea di chiamare l’ex centrocampista dell’Inter per quella partita.

Ronaldo: giramondo fenomenale

48 miliardi delle vecchie lire. Sono le cifre che consentirono di portare, nell’estate del ’97, Ronaldo all’Inter dal Barcellona. “O fenomeno” segna ed incanta in tutti gli stadi italiani, totalizzando 59 gol in 99 presenze, e contribuendo a far vincere ai nerazzurri una Coppa Uefa nel ’98.

ronaldo milanDopo l’Inter, arriva la parentesi Real Madrid, dove segna e vince molti trofei, dando vita, insieme ai vari Beckham, Figo e soci, l’epopea dei “galacticos” che incantarono l’Europa e il Mondo nei primi anni del duemila.

Nel gennaio del 2007, giunto ormai quasi al crepuscolo della carriera, Ronaldo passa al Milan, generando scontento e delusione in moltissimi tifosi interisti, i quali lo consideravano un vero e proprio simbolo nerazzurro. A mettere il coltello nella piaga ci pensò il destino, con il brasiliano che in un derby contro l’Inter (2007) segnò con la maglia rossonera, zittendo i fischi ed esultando con il gesto delle mani sulle orecchie.

L’asso della seleçao si scusò successivamente, ma il suo storico passaggio al Milan fece strappare molti poster nelle camerette di tanti tifosi nerazzurri. A Milano non è più ricordato come lo era una volta.

Baggio e Bernaderschi: così lontani e così vicini

L’estate travagliata che stanno vivendo, in questo 2017, i tifosi della Fiorentina, sembra non finisca mai. Il fresco passaggio di Bernaderschi alla Juventus, non può che rievocare quello di Roberto Baggio, che il 18 maggio del 1990 passò dai viola ai rivali di sempre per ben 25 miliardi di lire. In città scoppiò una vera e propria guerriglia, con scontri tra polizia e tifosi, che per una volta scesero tutti in piazza per il tradimento del loro beniamino. Firenze stessa riportò diversi danni.

Il 7 aprile del ’91 Baggio, tornato da avversario al Franchi, non se la sente di tirare un rigore al portiere Mareggini, e, a fine partita, decide di salutare i suoi ex tifosi con una sciarpa viola lanciatagli dagli spalti. L’Artemio Franchi è completamente spaccato a metà, tra chi non gli ha perdonato (e forse non lo farà mai) il passaggio ai rivali storici, e chi, invece, lasciò da parte i rancori, per rendere omaggio a uno dei talenti italiani più cristallini, che per anni ha incantato il campionato.paragone tra Baggio e Bernaderschi

Federico Bernardeschi, rappresenta di fatto una versione moderna del trasferimento di Baggio, considerando però le variabili sociali che i tempi moderni hanno portato. Non ci sono state sommosse popolari, ma i tifosi viola si sono fatti sentire eccome; gli striscioni per niente teneri esposti in risposta alle dichiarazioni del talento di Carrara, che giorni fa disse che “a chiunque farebbe piacere giocare per la Juventus”, sono stati eloquenti.

Bernardeschi avrebbe rappresentato, per la gran parte dei sostenitori della viola, un simbolo, una bandiera; toscano di Carrara e capitano di una squadra toscana. Ma le sue ambizioni di crescita, e l’attuale fase di ricostruzione che la Fiorentina sta vivendo, lo hanno portato a scegliere i colori bianconeri, firmando un contratto di 4 milioni. Venduto alla Juventus per 40 milioni di euro più 5 di bonus. Un paragone romantico, che sa tanto di deja vu.

 

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About

Diplomato al “Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur” di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E’ redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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