Steven Wilson e porcupine tree

Porcupine Tree e Steven Wilson: un binomio denso di successi

E’ impossibile parlare dei Porcupine Tree non cominciando da Steven Wilson, fondatore del gruppo e autore di quasi tutto il materiale che la band inglese ha pubblicato dal 1991 ai giorni nostri. Personaggio poliedrico, un vulcano di idee musicali e di testi, profondo conoscitore di tutto il “rock progressive” degli anni ’70, multi strumentista e grande esperto di tutte le tecniche inerenti la sala di incisione, caratteristica questa che gli ha permesso di collaborare alla riedizione ed il remix di grandi capolavori del passato, quali tutti i primi album dei King Crimson e dei Jethro Tull.porcupine tree steven wilson

Il Progressive

Per non parlare delle cooperazioni musicali che ha portato avanti negli anni con i No Man, Blackfield e Bass Comunication, prima di intraprendere la carriera solista con un suo gruppo e con la pubblicazione di quattro album in studio (l’ultimo uscito lo scorso anno) e diversi live.

Sicuramente l’esperienza portata avanti con i Porcupine Tree è stata molto importante in quanto gli ha dato il successo e la possibilità di imporsi al grande pubblico, ma  soprattutto di scoprire il piacere di suonare dal vivo insieme a grandi professionisti, esperienza che continua a fare con il suo gruppo e nelle varie collaborazioni.

Li vidi la prima volta dal vivo nell’ottobre 1995, a Roma al Palladium, dopo aver acquistato “The Sky Moves Sideway”, il loro terzo lavoro e sicuramente quello più interessante della prima parte della loro carriera.

porcupine treeLe sonorità di quel periodo ricordavano molto i Pink Floyd, con un tessuto musicale improntato molto sulle tastiere di Richard Barbieri (fondatore insieme a David Sylvian dei Japan) e la chitarra di Steven Wilson sempre in primo piano;  possente la sezione ritmica, con il bassista australiano Colin Edwin ed il batterista Chris Maitland (sostituito successivamente, nel 2002, da Gavin Harrison).

Le origini e le sonorità live

All’epoca, dal vivo, avevano un sound molto coinvolgente, come tra l’altro testimonia il CD “Coma Divine” del 1997, registrato al Frontiera di Roma, con una performance magistrale di tutto il gruppo ed un grande entusiasmo dei presenti; i Porcupine Tree in Italia, ma a Roma in special modo, hanno sempre ricevuto consensi unanimi, soprattutto per tutti coloro che erano legati al “rock progressive”, genere musicale  molto amato nella nostra penisola.

D’altronde l’Italia nei primi anni ’70 (spesso prima dell’Inghilterra) aveva tributato onori e glorie a gruppi diventati poi famosissimi, come Genesis,  Van Der Graaf Generator e Nice , portabandiera di un genere musicale che qui da noi ebbe un successo clamoroso e che costituirono la fortuna della casa discografica Charisma Records del grande Tony Stratton-Smith, aggiungendo negli anni artisti come Peter Gabriel, Steve Hackett, Alan Parsons e Brand X (l’altro gruppo, oltre ai Genesis, di Phil Collins).

Steven Wilson ha avuto negli anni a seguire la lungimiranza di evolvere le sonorità del gruppo con passaggi dal “progressive” al “pop”, con accenni di “heavy metal” in alcuni album, privilegiando all’inizio le sonorità vicine ai Pink Floyd, per poi virare, alternandoli, su gli altri generi descritti.porcupine tree live

Il successo

Il successo degli anni ’90 ha avuto sicuramente, come dicevo, un ricordo emozionale collegato ad arie proprie dei grandi gruppi dei Seventies che, molto probabilmente, non era programmato, o almeno, non nei numeri delle presenze nei concerti che ebbe in quegli anni e ancor di più in quelli successivi, con tour mondiali seguitissimi dal pubblico di tutto il mondo.

Di certo ci sono molte differenze nella musica del gruppo dai primi anni ’90 al loro ultimo lavoro “The Incident”, che ormai risale al 2009 e che, stando alle recenti dichiarazioni di Steven Wilson, potrebbe essere stato “il canto del cigno” del gruppo, dato che anche gli altri membri si sono dedicati a lavori solisti o varie collaborazioni.

Comunque,  per tutti gli appassionati del genere, consiglio l’ascolto del già citato “The Sky Moves Sideway”, datato 1995, che fa parte della prima fase musicale del gruppo, e “Fear of a Blank Planet”, del 2007, il loro penultimo album, che presenta sonorità molto diverse e più votate al rock duro.

Le opzioni soliste

Per quanto riguarda Steven Wilson invece, consiglio il live “Get All You Deserve” del 2012, che comprende buona parte dei suoi brani più interessanti, nel quale si avvale della collaborazione di grandi musicisti quali il batterista Marco Minneman, il bassista Nick Beggs, il polistrumentista Theo Travis ed il tastierista jazz Adam Holzman.

Degli altri membri del gruppo, una citazione per l’album di Richard Barbieri e Steve Hogarth (voce degli ultimi Marillion) “Not the Weapon but the Hand”, e di quello di Colin Edwin e Lorenzo Feliciati “Twinscapes”; Gavin Harrison, oltre alle collaborazioni con moltissimi artisti e alcuni suoi lavori solisti, è attualmente un componente fisso dei King Crimson di Robert Fripp.

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


'Porcupine Tree e Steven Wilson: un binomio denso di successi' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Shares